
Un pranzo per salvare il paese dal berlusconismo, con un patto tra il segretario del Pd, e il governatore della Puglia, per aprire quel cantiere del centrosinistra, chiamato Nuovo Ulivo. L’incontro che sarebbe dovuto rimanere segreto soprattutto per il PD, vista l’operosità di Bersani nel tessere nuove alleanze. Però la notizia è subita trapelata e così i due si sono presentati insieme davanti alle telecamere, soprattutto nel tentativo di dare un immagine di ritrovata distensione e di unità agli elettori. Un’unita ancora tutta da costruire, perché se è vero che il PD tiene conto del distacco esistente tra la politica e il viver quotidiano dei cittadini; lo è altrettanto la consapevolezza che senza ampie alleanze, non si può battere una maggioranza che resta imbattibile nonostante le attuali tensioni. Intanto Vendola dichiara: “Non entro nel Nuovo Ulivo, le formule mi interessano poco ma dobbiamo mettere da parte polemiche amplificate in modo malizioso ed impegnarci per salvare l’Italia”. Non mette da parte però il suo disappunto circa la denominazione Nuovo Ulivo, che sa tanto di passato e andato a finire male per giunta. E sulle primarie per la scelta del leader ecco sia Bersani che Vendola candidati. E a tal proposito, il segretario del Pd racconta, “non ci siamo detti che ci candideremo, non mettiamo il carro davanti ai buoi, dopo il governo tecnico si andrà rapidamente al voto e allora con le primarie i cittadini diranno chi meglio può sconfiggere Berlusconi”.
di Redazione
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