Questa mattina il Presidente Napolitano ha convocato Matteo Renzi al Quirinale alle 10,30 e alle 12,00 gli ha conferito l’incarico di formare un nuovo governo.
Questo il calendario: Martedì ci saranno le consultazioni, tra mercoledì e giovedì si svolgeranno il giuramento al Quirinale e la cerimonia del Campanello a Palazzo Chigi, con il passaggio delle consegne da Letta a Renzi; venerdì il nuovo presidente del Consiglio dovrebbe andare in Senato per la fiducia, mentre sabato si dovrebbe avere il passaggio alla Camera.
La corsa di Renzi tuttavia è irta di ostacoli: da una parte Angelino Alfano, leader di Ncd non sembra voler sostenere il toscano e ha imposto dei paletti ben precisi, dall’altra Renzi non ha ancora formato una squadra vincente e soprattutto convincente, visti i tempi serrati che le “consultazioni-lampo” impongono.
Renzi nel pomeriggio tornerà a Firenze per partecipare all’ultimo consiglio comunale e poi si concederà 48 ore per riflettere sul ventaglio di nomi da proporre. Per lui non è stato facile digerire il rifiuto dell’ad di Luxottica Andrea Guerra, che ha dichiarato “Rimango a fare il mio lavoro” e la smentita dello scrittore Alessandro Baricco. “Su un punto l’ex sindaco è stato perentorio: “non mi farò imbrigliare”- ha dichiarato con veemenza.
A questo punto chiariamo il “ricatto” di Alfano. L’ex delfino di Berlusconi è consapevole dell’importanza che Ncd (Nuovo centro destra) avrebbe per la formazione del Governo nascente. Senza l’appoggio dei suoi senatori infatti Renzi non potrebbe andare troppo lontano, a meno che non si decida ad aprirsi verso Forza Italia, ipotesi osteggiata dal Pd.
Conscio di ciò, Alfano ha imposto i suoi tattici paletti, ovvero la riconferma sua, di Maurizio Lupi e di Beatrice Lorenzin negli stessi ministeri e garanzie sul fatto che la legge elettorale entrerà in vigore solo dopo la riforma del Senato. Ncd ha infatti posto sul tavolo della trattativa le modifiche all’Italicum, la nuova legge elettorale, chiedendo a Renzi di cambiarla, abbassando la soglia del 12% per le coalizioni.
La preoccupazione di Alfano è che incassata la riforma del voto, il duetto Renzi /Berlusconi si accordi per lo show down della legislatura.
Silvio Berlusconi su questo punto ha garantito il rispetto dell’intesa siglata col Pd su legge elettorale, Senato e titolo V. Ma il suo consigliere, Giovanni Toti ha detto alla trasmissione di Lucia Annunziata “se il Partito democratico farà slittare la legge elettorale, noi ci riterremo svincolati dal patto”.
A questo punto non ci resta che attendere nuovi sviluppi.
di Simona Mazza
foto: tiscali.it

