Milano sembra ancora più cupa in questi giorni, giorni in cui un pezzo storico dell’Alta Moda viene a mancare: Segio Loro Piana, amministratore delegato della nota azienda di tessuti pregiati si è spento all’età di 69 anni.
Malato ormai da molto tempo, attualmente era vicepresidente insieme al fratello Pier Luigi dell’omonima azienda che produceva diversi tessili di pregio, soprattutto il cachemire. Loro Piana venne fondata nel 1924 a Quarona Sesia dal nonno Pietro Loro Piana: i due nipoti hanno poi portato l’azienda di famiglia a raggiungere risultati eccezionali in tutto il Mondo proponendo un grande prodotto Made in Italia. A luglio poi le polemiche: l’80% della società viene venduta – per 2 miliardi di euro – al colosso francese Lvmh.
«Loro Piana è una società rara, rara per la qualità unica dei suoi prodotti, in particolare i suoi prodotti tessili in cashmere, e rara per le sue radici familiari che risalgono a sei generazioni.» Queste furono le parole di Bernard Arnault alla stampa in occasione del sodalizio con l’azienda, come già riportammo qualche mese fa, poi continua: «Sono molto contento che Sergio e Pier Luigi Loro Piana ritengano che il nostro gruppo sia il migliore per assicurare il future della società Loro Piana. Condividiamo in effetti gli stessi valori, sia familiari che aziendali, la ricerca permanente della qualità e sono convinto che il nostro gruppo possa apportare un forte contributo al futuro della Loro Piana che possiede grandi potenzialità.»
Al momento Sergio e Pier Luigi erano a capo della vicepresidenza dell’azienda con il loro 20% delle quote societarie, fieri di associare il proprio nome al marchio francese: «Sono due miliardi che entrano nel Paese. Ma la nostra scelta non è stata decisa dai soldi, che pure contano – aveva annunciato Sergio quando ormai il gioco era fatto – Abbiamo capito che, nonostante gli straordinari risultati raggiunti, per la competizione che si è scatenata probabilmente non ce l’avremmo fatta da soli. Ora la partita con Hermes è giocabile. Per le nostre fabbriche si aprono spazi importanti, ci sarà quindi più lavoro in Italia».
di Mauro Stano
foto: gqitalia.it

