Dell’Utri era il mediatore fra Berlusconi e Cosa Nostra

Marcello-DellUtriLa terza sezione della Corte d’ Appello di Palermo, ha confermato la condanna, a sette anni di reclusione per il senatore Pdl (fondatore di Forza Italia), Marcello Dell’Utri . La sentenza precisa che il senatore ha avuto rapporti “tutt’altro che episodici, profondamente lesivi di interessi di rilevanza costituzionale e agendo in sinergia con l’associazione mafiosa”- Il collegio presieduto da Raimondo Lo Forti, ha stabilito che Dell’Utri ha agito da mediatore fra Berlusconi e Cosa Nostra tra il 1974 e il 1992, anno delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

Il patto fu suggellato nel 1974, quando il senatore il Cavaliere incontrarono boss del calibro di Cinà, Bontade e Mimmo Teresi.

A parlare di questi rapporti è stato fra gli altri, l’imprenditore Filippo Alberto Rapisarda, che fu costretto da Cinà ad assumere Dell’Utri presso la Inim. Rapisarda ha parlato anche di un incontro presso l’hotel “George V” di Parigi,  in cui Dell’Utri chiese 20 miliardi a Bontade e Teresi per acquistare alcuni film per conto di Canale 5 e ha precisato di aver visto i soliti Bontade e Teresi nell’ufficio di Dell’Utri a via Bresciano. In quell’occasione erano stati consegnati soldi da recapitare a Berlusconi,  (con il quale parlava al telefono). Secondo Rapisarda, Berlusconi di stava lamentando per non aver ricevuto ancora i soldi in questione.

Dell’Utri  e Berlusconi, secondo le motivazioni depositate dai giudici, da sempre hanno avuto stretti contatti con esponenti della mafia, a cui hanno elargito grosse somme di denaro in cambio protezione. Per tali motivi era stato  assunto Vittorio Mangano ad Arcore. Garantiva il presidio mafioso all’interno della villa.

A questo punto la Cassazione, deve decidere entro la prossima estate la sorte dell’ambasciatore della mafia nella villa di Arcore. Se cosi non fosse, il tutto andrà prescrizione.

Di Simona Mazza

foto: blogsicilia.it

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