Terza Guerra Mondiale, è già in corso senza che nessuno se ne sia accorto

Terza Guerra Mondiale. Poco più di due anni fa pubblicammo un articolo intitolato: ‘Terza Guerra Mondiale, scoppierà o no?’ La nostra risposta fu ottimisticamente negativa. Partimmo dal presupposto che, negli ultimi ottant’anni le grandi potenze si siano combattute soltanto “per procura”. Cioè facendo combattere le piccole al loro posto. Detto ciò giungemmo alla conclusione che le probabilità che le “superpotenze” potessero scendere direttamente in campo, fossero molto poche. Oggi possiamo dire che ci siamo sbagliati.

Due sono stati i grossi errori del nostro ragionamento. Il primo: non considerare la Russia una superpotenza ma soltanto una “procuratrice” della Cina. Il secondo che, dopo la caduta del comunismo, anche gli Stati Uniti erano scesi direttamente in campo in guerre locali: due volte in Iraq, una volta in Afghanistan. In quasi tutti i casi con il supporto dei propri alleati. Gli USA, inoltre, erano intervenuti militarmente anche nella guerra civile libica (2011) e in quella siriana (contro l’ISIS).

La guerra in Ucraina, primo atto della Terza Guerra Mondiale

Oggi possiamo affermare che queste guerre, apparentemente locali, si sono estese in tutto il mondo. Lo sforzo bellico delle due superpotenze militari è quanto meno notevole, se non gigantesco. USA e Russia non si sono ancora attaccate direttamente ma continuano ad armare le piccole potenze. Quelle che combattono la superpotenza avversaria. Di conseguenza, possiamo ben dire che lo scoppio della Terza Mondiale oggi è possibile. Anzi, probabilmente è già in corso senza che ce ne siamo accorti.

Il conflitto in Ucraina, in corso da quattro anni deve farci riflettere. Le cifre provvisorie indicano che la Russia ha perduto circa 350.000 militari sul campo e altri 6-700.000 siano rimasti feriti. Tali cifre sono superiori alle perdite dell’Italia nella II Guerra mondiale, in cinque fronti di guerra. Queste ammontano, infatti, a 330.000 militari morti e a circa 320.000 feriti o invalidi. Non sono noti i numeri delle perdite dell’Ucraina così come quelle della Bielorussia, alleata della Russia. Ma si presume che le perdite ucraine siano superiori anche a quelle russe.

Si fa notare che tale guerra è stata preceduta, nel 2014, dall’invasione russa del Donbass e della Crimea. Proprio come nel 1939, l’invasione tedesca della Cecoslovacchia precedette quella di Polonia, che dette ufficialmente il via alla II Guerra Mondiale. Si fa inoltre notare che l’Europa rifornisce ampiamente di armi e materiali l’Ucraina, così come la Cina fa con la Russia. In caso contrario, difficilmente i combattenti sarebbero ancora in guerra.

Terza Guerra Mondiale dall’Ucraina all’Africa

Dall’inizio della Guerra di Ucraina (24 febbraio 2022), l’azione militare russa si è poi espansa in Africa. In tale continente, infatti sono stati mandati i mercenari Ceceni (Gruppo Wagner) già operanti in Ucraina. Cambiato il proprio nome in Afrika Korp, i Ceceni stanno ora combattendo in Libia, Sudan e Sud-Sudan, Mali, Ciad, Centrafrica e Burkina Faso. In molti casi per supportare i fondamentalisti islamici (ISIS e Jihadisti). Alcuni loro nuclei sono in Madagascar e Mozambico. Non si esclude che stiano dando una mano a Boko Haram, in Nigeria e ai ribelli del Camerun. Forse è questo il motivo dell’”avvertimento” USA a Boko Haram, del 26 dicembre scorso. Per pura informazione si stimano in 52.000 i cristiani uccisi da Boko Haram in 15 anni.

Le oggettive difficoltà russe in Ucraina hanno causato la ripresa della guerra civile siriana (nov.-dic. 2024). Con la definitiva sconfitta e la fuga del dittatore filorusso Assad. In tale area sono state determinanti le azioni della Turchia, membro della NATO e, perciò, filoamericana. Non per nulla, subito dopo, le forze armate turche sono apparse in Libia a combattere contro i Russi. Nel frattempo, nel Sud della Siria, si sono rafforzati gli israeliani a spese degli iraniani filo russi, anch’essi costretti a evacuare.

Conflitto Israele/USA contro Iran e i suoi alleati islamici

Il conflitto si è quindi allargato in Medio Oriente, dove il 7 ottobre 2023, Hamas ha attaccato Israele, infliggendogli 1250 morti e sequestrando 250 ostaggi. Hamas è un’organizzazione ampiamente finanziata e armata dall’Iran, così come gli Izbullah libanesi. La reazione israeliana ha avuto come conseguenza circa 70.000 morti in due anni nella striscia di Gaza, governata da Hamas. Contemporaneamente Israele si è rivolta contro gli Izbullah, mettendoli praticamente in condizione di non nuocerle.

Temendo un attacco nucleare iraniano, Israele ha poi proseguito con massicci attacchi aerei contro l’Iran (13 giugno 2025). L’operazione ha segnato l’allargamento ufficiale del conflitto all’Iran che, in risposta, ha lanciato attacchi missilistici contro obiettivi militari e civili in Israele. A questo punto sono intervenuti direttamente gli Stati Uniti (21 giugno) bombardando tre siti nucleari iraniani. Erano stati realizzati con il supporto di scienziati russi. L’Iran ha velleitariamente reagito lanciando alcuni missili contro la base statunitense in Qatar. Poi, il 24 giugno 2025, Israele e Iran hanno concordato un cessate il fuoco.

La precisione e l’esattezza delle informazioni in Iran si dovette all’azione dell’intelligence israeliana (Mossad). Ciò fa ipotizzare che anche nella rivolta antigovernativa a Teheran, repressa nel sangue (altri 30.000 morti tra il 5-14 gennaio) ci sia lo zampino del Mossad. Nel frattempo, il 9 ottobre 2025, con l’avallo dell’ONU, è stata stipulata una tregua a Gaza. A seguito di ciò, Hamas ha accettato il rilascio degli ostaggi (vivi e morti) e il suo disarmo (tuttora in corso).

Terza Guerra Mondiale, i fronti prossimi venturi

Filo iraniani (quindi: filorussi o filocinesi) sono anche i guerriglieri Houthy dello Yemen settentrionale. Ci sono già stati attacchi missilistici da e verso Israele. Ma il peggio deve ancora venire. L’Arabia Saudita (anti Houthy e Iran), infatti, sta spostando truppe e mezzi verso lo Yemen del Sud. Israele si sta insediando nel Somaliland, proprio di rimpetto allo Yemen. Si fa ancora notare che nei paraggi, a Gibuti, c’è anche una base militare italiana, una cinese e una francese. Non si esclude che presto, nello Yemen, si aprirà un altro fronte di guerra.

Dopo aver assistito senza reagire alla rivolta anti Repubblica islamica nell’Iran, gli USA stanno ora muovendo una flotta navale verso il Golfo Persico. Le previsioni propendono per l’apertura imminente di un fronte ancora più cruento. Nel continente americano erano filorussi (e/o filocinesi) il Venezuela e Cuba. Nella notte del 2 gennaio 2026 gli USA hanno colpito Caracas e catturato il presidente filorusso Nicolás Maduro. Poi, dopo aver imposto un blocco navale, hanno costretto il governo venezuelano a vendere il suo petrolio soltanto a compagnie USA. Ottenendo anche di mettere economicamente in ginocchio Cuba.

Insomma, allo stato attuale, ben quattro continenti su cinque sono in guerra. Usa e suoi alleati da una parte. Russia e suoi alleati dall’altra (Cina compresa). Le cifre complessive di morti e feriti sono paragonabili a quelle delle grandi guerre del secolo scorso. Si salva solo il continente più piccolo e frammentato: l’Oceania. Che, comunque, è ampiamente pattugliato da un’altra flotta navale degli USA. Al modesto cronista sembra che ci siano abbastanza elementi per asserire che la Terza Guerra Mondiale sia già in corso. Ai posteri l’ardua sentenza.

Foto di WikiImages da Pixabay

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