
L’abbassamento del termostato da 18 a 16 gradi è quanto è stato imposto a mille lavoratori torinesi impiegati nella Tekfor Neumayer, fonderia di proprietà tedesca.
La casa madre della fonderia si trova in amministrazione controllata per scongiurare il fallimento, e quindi in crisi si liquidità tanto da non riuscire neppure a licenziare i lavoratori delle sedi estere, i cui fondi sono stati tagliati, in quanto incapace di pagare liquidazioni, incentivi e ammortizzatori sociali.
L’amministratore delegato delle sedi torinesi, Roberto Peiretti, aveva già provveduto a ridurre del 20% lo stipendio dei dirigenti e in diversa percentuale quello dei quadri, aveva quindi tagliato tutti i benefit aziendali come auto e cellulari riducendoli al minimo.
Contro il provvedimento si scagliano i sindacati, il segretario provinciale della Fiom, Federico Bellono, dichiara: “In tempi di crisi va di moda parlare di spending review, ma l’alternativa tra riscaldamento e stipendio non è accettabile. In questa fase più che in altre ci sono tentativi di risparmi a tutti i costi, ma è evidente che ci sono questioni che non possono essere oggetto di scambio”.
I lavoratori sembrano rassegnati “In questa fase gli operai preferiscono fare sacrifici piuttosto che rimanere senza lavoro o busta paga. L’azienda sta cercando di risparmiare su tutto, e a tutti i livelli” dichiara gian Piero Clementi Rsu Alp della fabbrica di Villar Perosa.
di Redazione

