Brescia: salvata la speleologa intrappolata in una grotta

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È stata tratta in salvo martedì mattina la speleologa rimasta bloccata in una cava nell’altipiano di Cariadeghe, nel bresciano. Anna Bonini, 35 anni, vi ha trascorso circa quaranta ore.

La speleologa si era avventurata la scorsa domenica assieme ad altri cinque compagni di esplorazione, tra cui il suo fidanzato. Intorno alle due del pomeriggio, la caduta nella cavità. Alle 17, dopo circa tre ore di cammino, tre membri del gruppo sono riusciti a chiamare i primi soccorsi. Il 118 ha immediatamente attivato il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas). Alle 20, una squadra di soccorritori è entrata nella grotta, il recupero è però iniziato qualche ora dopo, il tempo di stabilizzare la speleologa in una tenda riscaldata. Da subito, i soccorritori hanno avuto l’impressione che il recupero sarebbe durato molte ore, anche più di un giorno. L’operazione è durata complessivamente trentacinque ore, di cui venticinque solo per il trasporto in barella della donna. Per questa operazione, otto volontari della Commissione Disostruzione del Cnsas hanno dovuto demolire alcuni tratti della grotta con l’utilizzo di microcariche esplosive. Nel corso dell’intervento, si sono alternate tre squadre di medici ed infermiere più tre squadre di tecnici. In totale, hanno operato 84 tecnici, per una media di 12 ore di lavoro ciascuno.

Il Soccorso alpino ha riferito che l’operazione si è svolta senza problemi e che la speleologa è stata vigile e collaborativa per gran parte del tempo. «Sono stati i miei eroi» ha dichiarato la Bonini, una volta tratta in salvo. «Con loro non ho mai avuto paura, grazie a tutti quelli che mi hanno aiutata e salvata». La speleologa sta bene e riporta solo due fratture alla caviglia sinistra, provocate dalla caduta.

Paola Spataro

foto: ansa.it

 

 

 

 

 

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