
Reso noto ieri l’atteso simbolo di Futuro e Libertà. E alla faccia del partito che da sempre sbandiera la nuova formazione quale unione eterogenea di più esponenti, ecco il nome di Fini capeggiare a caratteri cubitali, tesi ad identificare chiaramente, al pari del tanto criticato Pdl, l’immagine del leader. Forse, e a ragione si potrebbe sostenere questa una scelta paradossale, non solo per la rappresentazione di Fli, che nell’immagine grafica si esaurisce in uno scontato verde, per brevi tratti contornato di bianco e rosso, in un’evidente inneggio al tricolore; quanto perché lo stesso Presidente della Camera, sta dando vita ad un partito senza ancora essere stato formalmente espulso dal Pdl. Così sabato ecco pronto l’inquilino di Montecitorio per la convention del partito “ufficioso”, durante il quale sceglierà probabilmente di esternare le proprie opinioni con frasi propagandistiche ad effetto, come già accaduto a Mirabello; o forse opterà per l’uscita dalla maggioranza e l’appoggio esterno al governo, cosa che condurrebbe al voto, come già prospettato dal Presidente del Consiglio. In attesa di ascoltare in merito Gianfranco Fini, si prosegue a scannerizzare mentalmente quel simbolo, che non è stato certamente un colpo di genio artistico, piuttosto scialbo e retrò; ma nell’accezione più negativa del termine. Insomma questo partito di centrodestra che si considera liberale, egualitario, europeista e attuale, ha riportato nel simbolo che lo rappresenta, tutti i principi sinora esposti a cui è costantemente contravvenuto, e a gran voce, ricalcando palesemente quello di un certo Cavaliere e persino rovesciandone graficamente la preponderanza del suo leader.
M. S.
Foto: www.affaritaliani.it

