
Il Premier da inizio al suo discorso davanti allo stato maggiore del Pdl e a tutti i parlamentari, e lancia un messaggio chiarissimo. “Il frazionamento dei partiti politici è il peggior guaio che possa capitare a una democrazia”. Quindi illustra il percorso che il partito si impegnerà a seguire nei prossimi mesi. «Una direzione nazionale almeno una volta al mese, la riunione dei gruppi una volta ogni 15 e iscrizioni per arrivare a un milione di iscritti”. Poi rivolgendosi ai finiani delinea il lavoro svolto e i contrasti passati e attuali tra le parti interne: “Gli aderenti a Futuro e libertà, sostiene Berlusconi, hanno importato una forte dialettica nella maggioranza e mi auguro che il bisogno di diversificazione non li porti alla subalternità politica e culturale rispetto alla sinistra già condannata alla decadenza”. E prosegue: “Se rispetto a un mese fa e ai cinque punti votati dal parlamento nulla è cambiato, e così mi sembra che sia, è necessario proseguire e assumersi l’impegno di portare a termine la legislatura”. “Se invece, avverte il Cavaliere, «Futuro e libertà reputa conclusa l’esperienza di governo lo deve dire con chiarezza e subito”. Dunque il Presidente del Consiglio si dice pronto nel caso in cui quest’ultimo fosse il pensiero dei finiani, a prendere atto di una diversa scelta politica e a raccogliere la sfida andando alle urne. In caso contrario il Pdl, riferisce ancora, sarebbe invece disposto a stabilire con Fli e Lega un patto di legislatura proponendo insieme un rinnovamento del sistema di coalizioni nel centrodestra.
di Redazione
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