Diventa definitiva la pena per il leader del Pdl, colpevole di frode fiscale, ma la Cassazione rinvia in Corte d’appello a Milano la rideterminazione della pena accessoria. Per il Cavaliere la prospettiva degli arresti domiciliari o dell’affidamento ai servizi sociali per l’anno non coperto da indulto. Bruti Liberati: “Pena subito eseguibile”. Ghedini, Coppi e Longo: “Sgomenti, ricorreremo in Europa”
Dopo 7 ore di camera di consiglio, Silvio Berlusconi è stato condannato a 4 anni ( 3 coperti dall’indulto)in via definitiva dalla Cassazione, per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset. Oltre a lui, sono state confermate le condanne degli altri coimputati: Daniele Lorenzano, Gabriella Galetto e Frank Agrama.
La Cassazione ha tuttavia ricusato la richiesta di interdizione dagli uffici pubblici, che dovrà essere rideterminata dalla Corte d’Appello di Milano.
Il Cavaliere, vista l’età, non andrà in prigione ma potrà scontare la pena agli arresti domiciliari o tramite affidamento ai servizi sociali. Tale richiesta sarà valutata dal Tribunale e se non vi saranno istanze alternative, un magistrato di sorveglianza deciderà in che modo Berlusconi dovrà scontare la sua pena.
Al momento l’ipotesi più accreditata è quella dei domiciliari. Ricordiamo che qualche giorno fa Berlusconi aveva detto “Non farò l’esule, come fu costretto a fare Craxi. Né accetterò di essere affidato ai servizi sociali”.
Adesso la sentenza sarà trasmessa alla Procura di Milano e l’unica certezza è che, trattandosi di sentenza definitiva, Berlusconi sarà escluso da ogni privilegio parlamentare.
Una volta arrivata la sentenza, il pm dovrà emettere entro 30 giorni l’ordine di esecuzione con contestuale sospensione perché la pena effettiva da scontare è di un anno.
Anche nel male tuttavia le cose vanno dalla parte di Berlusconi: essendoci di mezzo le ferie infatti il termine decorrerà dal 16 settembre.
Cosa succederà con l’interdizione?
Il provvedimento disciplinare, allontanerà di fatto Berlusconi per 5 anni dai pubblici uffici e la cosa causerà una serie di reazioni a catena: innanzitutto, grazie alla conferma della sentenza non ci sarà bisogno di attendere un verdetto d’appello per avviare la procedura di decadenza dalla carica di senatore . In secondo luogo non il rischio di prescrizione decade.
Bisogna tuttavia precisare che l’interdizione per Silvio Berlusconi potrebbe essere ridotta da un anno a tre, secondo le nuove norme cui ha fatto riferimento il verdetto e bisognerà attendere il processo d’Appello ( probabilmente entro fine anno) , per saperne di più.
Il passaggio successivo sarà poi quello della terza Corte d’Appello di Milano, che dovrà stabilire la data di un nuovo processo in cui si pronuncerà sulla durata dell’interdizione.
Tutte queste sentenze si potranno impugnare infine davanti alla Suprema Corte.
Nonostante tutti questi tentativi tuttavia , grazie all’approvazione della legge anticorruzione del 2012, scatterebbe la procedura di incandidabilità per il premier.
di Simona Mazza
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