Cile, pronta la capsula della libertà

A breve, sarà predisposta la capsula che dovrà  far risalire in superficie i 33 cileni,  al momento imprigionati  a 600 metri di profondità nelle viscere della terra. Uno per volta, i minatori saranno infatti estratti a partire dalla mezzanotte di martedì, per quella che si ritiene una delle operazioni di recupero più complesse mai sperimentate fino ad oggi. Per questo ingegneri e soccorritori stanno cercando di terminare rispettivamente la parte verticale del condotto, lungo circa 625 metri, con tubi metallici che evitino la caduta di massi dalle pareti sulle capsule denominate “Fenice”; e di rinforzare il pozzo di risalita per evitare che possano verificarsi impedimenti di qualunque genere che vadano ad ostacolare la straordinaria operazione di salvataggio. Intanto gli uomini intrappolati nella miniera proseguono la loro  lotta contro il tempo, esercitandosi a mantenersi fisicamente idonei per poter entrare nella capsula, poco più grande delle spalle di un uomo. Risaliranno secondo istruzioni ad occhi chiusi e con l’aiuto di almeno due soccorritori che si caleranno nel tunnel all’interno delle stesse capsule di risalita. Raggiunta la superficie, indosseranno occhiali scuri, al fine di evitare danni alla vista, possibili dopo un così lungo periodo in assenza di luce. In seguito ogni minatore verrà sottoposto ad ulteriori esami per accertare lo stato di salute, anche se è già noto che alcuni di essi hanno sviluppato infezioni dermatologiche.

di Redazione

Foto:// notizie.tiscali.it

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