Casini, Fini, Rutelli: il triangolo no…

  

Già, gli  italiani non l’avevano proprio  considerato. A braccetto i tre non ce li vediamo proprio, viene da ridere solo a guardarli. Casini al centro, Rutelli a sinistra e Fini che a inizio legislatura si trovava a destra e chissà dove in questo momento, visto che la sindrome da dissociamento sta sempre più caratterizzando il suo percorso politico. Una triade decisamente divergente che si paventa in un “Primo Polo” in occasione  di un convegno dei Liberaldemocratici per i  150 anni dell’unità d’Italia. Ma eventualmente cosa avrebbero in comune i tre moschettieri? Tutti hanno tagliato i ponti con il passato, Casini con Berlusconi, Rutelli con il Pd e Fini, ex fascista che del fascismo ne ha rinnegato i valori per diventare berlusconiano  nel momento clou, quello della nascita del Pdl, tradendo poi di fatto Casini, al quale aveva promesso che mai al mondo si sarebbe unito a  Forza Italia e che, in tempi recenti ha ripetuto lo stesso iter chiudendo anche con Berlusconi. Allontanamento avvenuto dopo circa sedici anni, durante i quali  evidentemente il Presidente della Camera non aveva ben compreso il significato dell’indirizzo politico a cui aveva aderito. E poi nessun’altra similitudine d’intenti fra i tre uomini del presunto nuovo partito,  sebbene i  gli stessi, si siano dati un certo tono, lasciando intendere di voler presentare una propria mozione di sfiducia al governo Berlusconi. Lo stesso leader dell’Udc commenta tuttavia, che l’unione in un Primo Polo è l’ultimo dei problemi, il vero problema è ritrovare il senso di responsabilità sociale per affrontare una questione piuttosto seria, visto che la maggioranza non c’è più, e proprio per questo c’è il dovere  di trovare una soluzione che non faccia soltanto galleggiare l’Italia. Casini spiega inoltre che l’epoca del governo Berlusconi si è ormai conclusa: “occorre aprire una fase nuova riferisce, una fase caratterizzata da un’intesa per la nazione”. “La  politica dei muscoli prosegue, deve cedere il passo alla politica del ragionamento. È finita un’epoca, è finito un Governo e mi auguro che i protagonisti ne prendano atto, con serenità”. Fini, interviene invece affermando che occorre uscire dalla logica dello scontro. “Non possiamo permetterci, in questa circostanza, una politica che veda nell’altro solo il nemico. E conclude:  “mi domando perché solo in Italia la naturale ricerca di un compromesso, di ciò che può unire, viene interpretata come caratteristica della peggior politica;  o come tradimento di un messianico mandato ricevuto dagli elettori”. Queste le premesse; forse un tantino campate in aria per dar vita ad un nuovo partito per il quale si pretenderebbe una dignitosa connotazione politica e un’identità tanto forte da far fronte al berlusconismo comunque imperante, nonostante  gli incessanti attacchi avanzati nei confronti del Cavaliere attraverso il coinvolgimento vero o falso di vallette, barzellette e case ai Carabi.

di Redazione

Foto:   http://www.iljester.it  

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