Proiettati sull’Afghanistan mentre in Italia incombe il rischio di conflitti sociali

La Russa: dovremo valutare se armare con le bombe i caccia italiani

Frattini: i terroristi che minacciano l’Europa vengono dall’Afghanistan

Dopo la rivendicazione da parte dei talebani dell’attacco ai nostri soldati, diffusa questa mattina dall’agenzia afghana Aip (Afghan Islamic Press) “nostro l’attacco armato contro convoglio logistico delle forze occupanti a Farah, distrutti 10 veicoli militari, uccisi numerosi soldati nemici”, per maggior sicurezza dei nostri militari ora, dopo 34 italiani caduti in Afghanistan dal 2004 ad oggi, si comincia a discutere se armare di bombe gli aerei della nostra Aereonautica Militare come già fatto, con le proprie truppe aereonautiche, da Usa, Inghilterra e Francia. La proposta, arrivata questa mattina dal ministro della Difesa Ignazio La Russa attraverso i microfoni del Tg2, trova il Pd, per bocca del suo segretario Pierluigi Bersani, piuttosto possibilista mentre contrari si dicono Idv e Prc/Federazione della Sinistra. Proposta sensata, quella del ministro, se i nostri militari dovessero rimanere in zona di guerra, inutile se si decidesse di riportare a casa, in breve tempo, le nostre forze armate impegnate all’estero. La guerra, perché tale si deve chiamare un conflitto che contrappone truppe militari che si sparano addosso e che uccidono uomini da una parte e dall’altra, va fatta con i mezzi appropriati e non con armi giocattolo. E’ pertanto ovvio che rimanendo in Afghanistan, soprattutto per la tutela delle nostre truppe, si rende assolutamente necessario un confronto in Parlamento sulla necessità di armare i nostri caccia. Anche se, a nostro avviso, sarebbe più auspicabile un confronto sulla possibilità di ritiro delle nostre unità militari da tutti i teatri di guerra. Tuttavia, quello che sembra davvero fuori luogo è la necessità di continuare una guerra per la democrazia in un paese dall’impronta medievale, dove già in passato i russi deposero le armi e tornarono a casa sconfitti e con 14.427 soldati morti, e dove sembra non esserci nessuna voglia di democratizzazione ne da parte dei talebani ne tra chi governa attualmente l’Afghanistan. E’ vero, il ministro Frattini sostiene che “i terroristi che minacciano l’Europa vengono purtroppo da quelle aree di crisi e d’instabilità come l’Afghanistan ed è nostro dovere respingerli per non dare loro la possibilità di avvicinarsi alle nostre case e alle nostre famiglie” ma è altrettanto vero che se non si vogliono squali sulle nostre spiagge vanno fermati stringendo le reti ai confini delle nostre acque e non andando ad ergere muri nell’oceano, per non farli avvicinare a noi. L’Italia sta man mano scivolando verso conflitti sociali sempre più violenti (sintomatiche le recenti aggressioni verbali e gli attacchi a rappresentanti politici e sindacali), distanze territoriali (nord-sud) sempre più evidenti, insufficienza assoluta di posti di lavoro, stipendi ridotti ai minimi storici, valori fondanti di un paese democratico svaniti nel nulla, mancanza di rispetto di regole civili, indifferenza totale sulle norme comportamentali, insomma siamo messi male e all’orizzonte il cielo non è terso. Quindi cari ministri, anziché andare a fare i pompieri e sprecare uomini e “acqua” a casa altrui pensiamo prima a spegnere il fuoco delle scintille che sempre più spesso si accendono in casa nostra. Un paese per esportare forza e democrazia all’esterno deve prima avere servizi esemplari al proprio interno.

Enzo Di Stasio

Foto: www.radio.rai.it

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