Weekends invernali a confronto

MF20140501MF5D6924Ormai mi conoscete e sapete che sì, vivo a Londra ma non ne sono innamorata: ho sempre trovato questa città fredda (davvero in tutti i sensi) e triste, diversa da me e dalle mie abitudini. Ma vuoi mettere Roma? A parte i miei affetti, i miei amici, la mia famiglia, e  parte il sole, hai idea di quanto è bella Roma? Vuoi mettere Piazza di Spagna con Covent Garden? Piazza Navona con Trafalgar Square? No, non c’è competizione. Già. E allora perchè, sapendo che Ammi sarà via per lavoro nel weekend, non ho ancora fatto i biglietti per tornare a Roma? 

Sembra brutto dirlo ed un tantino superficiale, ma per decidere cosa fare, per prima cosa guardo le previsioni del tempo: uno schifo sia qui, a Londra, che a casa, a Roma. E allora mi proietto in un weekend romano di maltempo.

Mi immagino svegliarmi sabato mattina nella mia casa che adoro, guardare fuori dalle finestre e vedere il cielo grigio ed il mio terrazzo lucido di pioggia; guardo i miei rincospermum, con qualche getto nuovo che spunta qua e là, ed i boungaville pieni di foglioline nuove. Faccio colazione con i miei biscotti preferiti, guardando fuori dalla finestra la pioggia cadere, mi lavo, mi vesto e mi trucco ascoltando la musica e godendo il calore di tutto quello che ho intorno, oggetti scelti ad uno ad uno con Ammi e che mi ricordano momenti della nostra vita. Che bello essere a casa! Mi metto una giacca ed esco. Ecco, ora sono per strada, a giocare a “campana” sul marciapiede per evitare le cacche di cane (padroni maleducati, io vi avviso: se vi vedo  che lasciate lì l’escremento, giuro che lo raccolgo io e ve lo tiro appresso!) per andare… dove vado con questo tempo da lupi? Un museo, mi sembra la cosa migliore. Allora: scarto la Gnam perchè non ho voglia di prendere la macchina e lì arrivarci con i mezzi pubblici (ammesso che ce ne siano) sarebbe un viaggio lungo giorni; a Palazzo Barberini ci sono appena stata; al Palazzo delle Esposizioni non c’è nulla che mi attragga; vado al Vittoriano, guardo la collezione Wurts e poi faccio una passeggiata fino a Piazza di Spagna. E prendo la metro… prendo.. no, a Roma la metro non la si prende: la si aspetta. E mi vedo lì, sulla banchina, con l’indicatore di quando passerà il treno rigorosamente spento, ad aspettare quei 15, 20 minuti di rito, quando ti dice bene. Scendo alla fermata Colosseo e mi avvio a piedi per via dei Fori Imperiali, attorniata dalla storia che, però, non posso guardare: devo fare attenzione a non fratturarmi in una buca. Arrivata a Piazza Venezia, posso dare giusto un’occhiata di sfuggita attorno, sono troppo concentrata a non scivolare sui sampietrini attraversando la strada; e devo prestare enorme attenzione agli automobilisti: se non siete di Roma, sappiatelo, noi, quando vediamo qualcuno attraversare la strada, strisce o non strisce, noi lo puntiamo ed acceleriamo, ci piace così. Però, tranquilli, freniamo prima dell’impatto, spesso. Finalmente dentro, guardo la mostra sgomitando (sarà la sfiga, ma io trovo sempre un gran caos), cerco il bar ma è sabato ed è chiuso, allora esco, mi avvio verso Via del Corso, attraverso la piazza, evito di farmi falciare da un motorino, schivo una macchina, piove a dirotto, stringo l’ombrello, accelero il passo ma mi ritrovo in fila sul marciapiede, troppo stretto per permettermi un sorpasso; intanto sulla strada, sotto il marciapiede, si sta  formando un fiume, passa un autobus e splash! doccia per tutti. Volevo fermarmi a mangiare qualcosa ma sono troppo umida, stanca e scapigliata, mi dirigo a Piazza di Spagna, entro nella metro e ritorno verso casa, dove arriverò giusta giusta per cena, se tutto va bene.

Oddio! Che fatica!

Eccomi, invece, a Londra. Dopo aver fatto colazione guardando il nevischio cadere, mi lavo, mi vesto ed esco pensando di andare a fare una passeggiata. Appena metto il naso fuori casa, mi avvolge un freddo così glaciale che, no, dove vado a passeggiare? Io mi chiudo in un museo! Arrivo alla fermata della metro camminando lungo una strada pulita e piatta, entro nella metro, aspetto quattro minuti, perchè nel weekend i treni passano con minore frequenza, e dopo 10 minuti scendo e mi avvio verso la Tate Modern, camminando rapida perchè ho freddo. Entro, lascio la giacca al guardaroba, vado a vedere Picasso, poi vado al  bar e prendo un tea (il caffè non è commestibile), mi siedo davanti alla vetrata a guardare il sottile Millennium Bridge tagliare il Tamigi in due, chatto un po’ con WhatsApp, posto qualcosa su Facebook e quando ho finito il tea mi riavvio verso casa, con la mia metro superveloce e calda, compro qualche schifezza da mangiare, che nel weekend ci sta sempre bene, pranzo e poi mi appallottolo sul divano, a guardare la tv e la neve che cade.

Queste le mie alternative. Voi cosa avreste scelto? Fatemi sapere. Intanto io sto qui, a guardare la tv e la neve che cade.

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