Vuelta: Froome re, Nibali secondo, ovazione a Contador

copertinaSi chiude la Vuelta de Espana 2017 con il dominio finale di Froome, con Nibali primo dei terrestri; ovazione per l’idolo di casa Contador che si ritira salutando tutti con un numero dei suoi.

LA GARA

La tappa numero 16 è quella che appone il sigillo di Froome alla Vuelta; nella cronometro individuale infatti il capitano del Team Sky rifila distacchi pesanti a tutti gli avversari ed ipoteca definitivamente la sua maglia rossa di leader della generale.

Nella tappa 17 l’outsider Denifl dell Aqua Blue Sport centra l’assolo personale, lasciandosi alle spalle due campioni del calibro di Contador e Nibali, che recuperano 40” ad un Froome apparso non brillantissimo ma sempre sicuro della sua posizione.

Outsider che emergono anche nelle tappe 18 e 19, buone per le fughe da lontano  che portano al successo Armee e De Gendt, entrambi della Lotto Soudal.

La frazione numero 20 era la più attesa di tutta la Vuelta, l’ultima di montagna con il finale sul temibile Angrilu: la più dura ascesa spagnola, in cui le pendenze medie sono del 18% e spesso superano il 20 toccando punte del 23.

La giornata è di quelle da abito elegante per il prestigio della salita e, giunto al termine di una gloriosa carriera, Alberto Contador decide di presentarsi puntuale alla festa dando sfoggio per l’ultima volta di tutte le sue qualità. Potenza irresistibile in salita ed una visione di gara tutto cuore lo lanciano in solitaria all’inizio della salita finale, il distacco sale subito ad 1′ rispetto ai leader, tra i quali Nibali fatica a rimanere per una caduta in discesa che gli causa molto affanno. Froome controlla facilmente in compagnia del gregario Poels e nel finale vanno addirittura a staccare tutti, Zakarin e Kelderman scaldano i motori per l’ultimo assalto al podio della classifica generale.

Contador mette in atto la sua celebre danza e va a scalare come ai tempi d’oro la salita più arcigna facendo calare un velo di malinconia su tutti i tifosi ed i compagni di squadra, apparentemente celata dietro l’euforia per un numero da fuori classe davanti al quale gioire ed applaudire: nell’ultimo arrivo in salita c’è tutto Alberto Contador. Alle sue spalle Froome spadroneggia, Nibali nonostante le difficoltà e la stanchezza blinda il secondo posto, Zakarin stacca Kelderman e prenota il podio finale a Madrid.

L’ultima frazione regala il giusto tributo a Froome, che per la prima volta nella storia realizza la doppietta Tour Vuelta nella stessa stagione, mai riuscita a nessuno , prima doppietta nei grandi giri realizzata dopo quella del 1998 di Marco Pantani che vinse Giro e Tour. L’ultima tappa della Vuelta si decide in volata, con l’italiano Matteo Trentin che centra il pokerissimo in questa edizione della Vuelta, con uno sprint finale che non ha lasciato scampo a Manzin ed Andersen.

Froome, che ha conquistato a luglio il quarto Tour, il terzo di fila, è sembrato il solito extraterrestre, agilissimo in salita e disarmante nelle prove contro il tempo; il britannico è sorretto perfettamente dallo squadrone Sky, che evita di farlo trovare in difficoltà mettendo in campo una supremazia a tratti imbarazzante.

GLI ITALIANI

1Molta italia in prima fila nell’ultimo grande giro di stagione. Primo tra i menzionati è d’obbligo Davide Villella ( in foto) , che non ha ottenuto vittorie, ma a suon di fughe ed attacchi in salita si porta a casa la classifica di miglior scalatore della corsa. Villella milita nella Cannondale Drapac e, dopo  un esordio da giovane di belle speranze, sta iniziando ad esprimere tutto il suo potenziale dopo alcune stagioni interlocutorie.

Altra menzione d’obbligo è quella per Matteo Trentin, che guadagna sul campo quattro vittorie e per 2 punti non batte Froome nella classifica punti, che al terzo posto vede Nibali. Per Trentin c’è odore non di santità, ma di un ruolo ”pesante” in maglia azzurra per il mondiale del 24 settembre.

Nibali si conferma un ciclista di altissimo livello, conquistando il suo decimo podio in un grande giro ( contando anche le vittorie di due Giro, Tour e Vuelta) e ottenendo il secondo podio stagionale dopo quello del Giro. Contro un Froome così si poteva fare poco di più, la condizione era questa.

Gianni Moscon offre conferme al suo soprannome, ”Il Trattore”, in quanto con la potenza di un trattore guida il capitano lungo le salite con la determinazione e la clase di un veterano, non di un debuttante. Va forte in ogni tipo di corsa, sale la voglia di vederlo prima o poi capitano.

TRIPUDIO AD ALBERTO CONTADOR VELASCO

2Nato a Pinto, periferia di Madrid, nel dicembre 1982, Contador è stato per circa 15 anni il ciclista di riferimento per le grandi corse a tappe. Ha più volte conquistato Giro, Tour e Vuelta, grazie ad un ciclismo fatto di sparate in salita, non a casa soprannominato ”El Pistolero” e di condotte di gara tutto cuore, che spesso lo ha portato a superare l’ostacolo anche quando non sembrava possibile. Amato dai tifosi di tutte le bandiere e rispettato da ogni suo collega, lascia un solco profondo nella tela che regge un ciclismo che sta cambiando profondamente, dove il calcolo mette il cuore in un angolo e la classe sembra appannata dalla tecnica estremizzata. Il saluto di Madrid a questo campione si manifesta sotto scroscianti ed infiniti applausi, che per un momento sembrano far scendere lacrime di commozione sul viso di Contador, lasciato in testa alla corsa dal gruppo per qualche chilometro per raccogliere tutti i saluti che merita un campione del suo calibro. Il suo ritiro è uno spartiacque importante nel mondo del ciclismo, l’era Contador è qualcosa di cui si parlerà a lungo, quasi sicuramente per sempre.

di Yuri Casciato

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