Videogiochi: Evolviamoci

Assassin-s-Creed-41362394552E3Uj1mHYbK-1024x582Da sempre, anche se in pochi lo sanno o se ne sono accorti, esiste un sistema di classificazione dei videogiochi che ne indica l’idoneità per fasce di età. Non solo, questo codice adottato dai produttori specifica anche se all’interno del titolo sono presenti o meno particolari situazioni (violenza, sesso, riferimento a droghe, ecc).

Perchè, di fronte ad un sistema cosi’ specifico, ancora oggi non si capisce che i videogiochi NON sono per tutti? Esattamente come per quanto succede con i film: esistono pellicole consigliate
dai 14 anni in su, altre dai 18 anni, e non si puo’ pretendere che un ragazzino entri in un negozio, compri un film di guerra o l’ultimo di Tinto Brass per poi scagliarsi contro il “media film” che produce cose non adatte a lui. Qualcuno ha mai letto un articolo di giornale contro i film violenti?

Ebbene perchè non possono esistere anche videogiochi violenti, fatti per un pubblico adulto che la sera vorrebbe tornare a casa e sfogarsi per quell’ora di coda alle poste? Il “media” non ha età, è per tutti e nessuno. L’intelligenza del fruitore finale deve essere quella di capire qual’è il prodotto adatto a lui e di sceglierlo in libertà. Ma senza additare fantomatiche colpe all’intero genere, o peggio
ai negozi che li vendono. La musica ed il cinema si sono evoluti da decenni ed è universalmente accettato che possano produrre certo materiale, i videogiochi no, rimangono idealmente confinati ad un utilizzo da decerebrati, bambini o nerd.

Videogiocambo è una rubrica a favore del cambiamento e dell’evoluzione della specie. Evolviamoci, sarebbe anche l’ora.

di Claudio Camboni

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