Videogiochi e bambini: si, ma, però

Iniziamo subito cercando di far capire un concetto fondamentale: i videogiochi non sono un certo tipo di media ben definito e omogeneo nei suoi contenuti e fruizione, come spesso molti tendono a pensare.
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L’intrattenimento digitale ha la stessa varietà (se non di più) di mondi come ad esempio il cinema o la letteratura, incorpora in se tutti i mondi narrativi canonici (il fantasy, l’horror, l’azione, la commedia) aggiungendo generi suoi non replicabili come il puzzle, l’avventura grafica, la simulazione e tanti altri.
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E proprio come tutti i media “tradizionali” il gaming è un macro cosmo popolato da qualsiasi tipo di prodotto adatto ai target più svariati, dai bambini piccoli agli adolescenti, passando per il pubblico femminile in particolare oppure a quelli più avanti con l’età, e perchè no, anche la categoria “over 18” esattamente come cinema e letteratura.
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I videogiochi spaziano da “Tetris” ad avventure medievali molto articolate e impegnative, quiz su cellulari o giochi per fare il karaoke in compagnia.
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Insomma, considerare un media del genere come un qualcosa di “specifico” è ovviamente sbagliato: non esistono prodotti così trasversali come i videogiochi, sia per genere che per target. Il primo problema da superare è quindi la “scelta”, ma quando iniziare a farlo?
Scopriamolo insieme sulla pagina facebook di Videogiocambo!
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