Videogiochi. Cinque creazioni nipponiche

709c2caccc6c22843d4f8ded75655f27704bf482_hqIl mercato videoludico nipponico ha da sempre fatto storia a se. Non esiste un territorio o una nazione dove c’è un ecosistema praticamente indipendente di produzioni locali tanto sviluppato e diverso rispetto al resto del mondo. Le produzioni americane ed europee vengono commercializzate ovunque, molte di quelle giapponesi anche, eppure esistono decine, centinaia di titoli che non superano mai i confini del Sol Levante e rimangono per questioni culturali o altri strambi motivi relegati a quel manipolo di occhi a mandorla. Con il tempo e l’apertura dei mercati, e soprattutto con il commercio online, abbiamo imparato ad apprezzarli lo stesso ed a scoprire tutta una fauna di  videogiochi altrimenti a noi sconosciuti, perle di rara bellezza (o bruttezza!), titoli simpatici e stranissimi, e tantissimi giochi ispirati ad omonimi manga, i fumetti che da sempre fanno parte della vita stessa di quasi tutti i giapponesi.

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Scopriamo insieme, in questo breve speciale, cinque titoli che per una ragione o un altra ci sono rimasti impressi. Dal successo più o meno scontato, questi cinque videogiochi li avremmo voluti anche nella nostra lingua!

La classifica

In quinta posizione: Shaman King Funbari Spirits.

Quarto posto: lo strampalato Bobobo-bo Bo-bobo.

Terzo: l’intramontabile Shin seiki Evangelion.

Al secondo posto: il picchiaduro per PS2 di Hokuto no Ken.

E al primo posto? Scopritelo sulla pagina facebook di Videogiocambo!

di Claudio Camboni

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