Uccisi per i loro organi

organ-harvesting_cost-chart1Nel 2006 in Cina hanno fatto scalpore le indagini che hanno messo in luce le possibili pratiche di  prelievo forzato di organi ai praticanti del Falun Gong, un’antica pratica di meditazione cinese. Ancora oggi, a distanza di dieci anni, i dubbi su questo traffico illecito di organi non si sono placati.

Cos’è il Falun Gong

falun-gongFalun Gong (nota anche come Falun Dafa) è una pratica di coltivazione, basata sulla scuola buddista, fondata dal Sig. Li Hongzhi, il Maestro della pratica. Il principio fondamentale della disciplina è “l’assimilazione della natura suprema del cosmo – Zhen Shan Ren (Verità, Compassione, Tolleranza). La coltivazione è guidata da questa natura suprema e segue le leggi dell’evoluzione del cosmo”.

Questa pratica è stata trasmessa per secoli esclusivamente in segreto ed è stata introdotta al pubblico per la prima volta solo nel 1992. In quegli anni il Falun Gong era sostenuto dal governo e nel 1999, secondo le stime interne, tra 70 e 100 milioni di persone in Cina iniziarono a praticare questa tecnica. Il 20 luglio dello stesso anno alcuni leader del Partito Comunista Cinese avviarono però una campagna per sradicarla perché vedevano la sua popolarità, molto più forte rispetto a quella del partito stesso, come una minaccia al controllo del regime. Oggi il Falun Gong è praticato in oltre 100 paesi in tutto il mondo.

La persecuzione

Dipinti dei Praticanti del Falun Gong: “Senza Paura”

Dipinti dei Praticanti del Falun Gong: “Senza Paura”

Sembra che in Cina decine di milioni di persone che praticano il Falun Gong vengano incarcerate, torturate e uccise per mano del regime cinese. Le indagini per capire la correlazione tra persecuzioni e trapianti di organi sono partite nel 2006, ma indagano sui fatti avvenuti negli anni precedenti. A sostenere il cosiddetto caso “Bloody Harvest” sono state diverse figure di spicco tra i quali David Matas, avvocato canadese per i diritti umani, e David Kilgour, ex parlamentare canadese ed Ethan Gutmann, giornalista investigativo. L’accusa era che moltissimi praticanti del Falun Gong fossero stati uccisi per rifornire il redditizio mercato di organi e cadaveri umani, e che questo genere di abusi fosse ancora in corso.

Gli investigatori stimano che in Cina dal 2000 siano stati effettuati fino a 1 milione e mezzo di trapianti di organi e la fonte principale di tali organi sia rappresentata dai praticanti di Falun Gong, uccisi per questo scopo.

Queste conclusioni sono basate su una combinazione di analisi statistiche, interviste ad ex prigionieri, autorità mediche e agenti di pubblica sicurezza oltre che a prove circostanziali, come ad esempio il gran numero di praticanti del Falun Gong sottoposti a detenzione extragiudiziale in Cina e il profitto derivante dalla vendita degli organi.

Trapianti di organi in Cina

Ad incrementare il sospetto è stata la grande disponibilità immediata di organi di cui dispone la Cina negli oltre 700 ospedali specializzati nei trapianti. Infatti, in Cina l’attesa per il trapianto di fegato o di rene è di circa 2-4 settimane, mentre in Occidente il periodo medio di attesa per un trapianto è di almeno 2-3 anni.

Il governo cinese sostiene che il 90% degli organi per i trapianti proviene da prigionieri giustiziati. Tuttavia dal 2002 il numero delle esecuzioni è diminuito del 10% ogni anno ed è di gran lunga inferiore al numero di trapianti effettuati. Rimangono perciò ancora i sospetti sulla possibilità che questi organi provengano proprio dai seguaci di questa antica pratica di meditazione spirituale.

Per approfondimenti sulla questione

È possibile documentarsi sull’argomento attraverso due documentari pluripremiati “Human Harvest” e “Hard to Believe”, o documentarsi attraverso i portali Organ Harvest Investigation, Falun Info e Friends of Falun Gong.

Di Arianna Orlando

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