Tutti nudi in bici per Londra

Londra è una città dove si è liberi di fare un sacco di cose: parlare male di chiunque ad Hyde Park Corner, girare vestiti in modi assurdi, fare il bagno al Serpentine Lake con temperature rigidissime. E girare nudi in bicicletta per il centro della città.

Proprio lo scorso sabato si è svolto l’annuale Naked Bike Ride, manifestazione di protesta contro la dipendenza dal petrolio e dalle automobili e, contemporaneamente, di lotta per i diritti dei ciclisti, così vulnerabili lungo le strade. Ma siccome, mentre c’era, l’organizzazione celebra anche la libertà del corpo, cosa di meglio per rappresentare tutto questo che girare nudi in bicicletta? E così eccoli lì, qualche centinaio di ciclisti che girano in gruppo per le strade di Londra, quasi tutti orgogliosamente nudi.

Se non sai della manifestazioni e, all’improvviso, vedi sfilare in bici gente che indossa solo scarpe, puoi rimanere decisamente perplesso: ‘ndo vanno questi disturbati, tutti nudi, in bicicletta? potresti pensare. Poi, però, ti spiegano che pedalano per una nobile causa come, appunto, la dipendenza del mondo dal petrolio, e tutto ti sembra sensato: bravi,  ragazzi, grazie a voi che girate nudi per Londra, avremo un mondo migliore.

La manifestazione dei ciclisti nudisti è perfettamente legale in Inghilterra: il Sexual Offences Act del 2003 stabilisce che la nudità è illegale solo se ha lo scopo di aggredire o causare fastidio o timore e, ovviamente, non è questo lo scopo dei bikers.

La World Niked Bike Ride risale, addirittura, al 1923, spiega il sito wnbr.london, e diverse sono le città del mondo dove si tiene la stessa manifestazione. 

Se ve lo state chiedendo, nessuna città italiana partecipa alla Niked Bike Ride, sarà che nel 1923, quando l’organizzazione è nata, noi avevamo qualche altro pensiero, sarà anche che ci manca la compostezza, tutta britannica, per poter assistere ad una manifestazione di questo tipo rimanendo pressochè impassibili.

Alla vista dei ciclisti, infatti, i britannici hanno sorriso, riso in maniera composta, lanciato qualche gridolino tipo “ohhhh” e qualcuno ha anche detto so cute”, così carini.

Ora, vedendo pedalare gente che indossa solo scarpe, a voi verrebbe mai in mente di dire “che carini”? Ve lo chiedo perchè io ho pensato di tutto ma “che carini” non era nel mio repertorio.

Tra l’altro, sfilava gente di ogni età ma, in particolare, di una certa età e, bhè, non è che gli anni migliorino il corpo umano; se poi, per di più, il corpo in questione si trova a bordo di una bicicletta, lo noti proprio bene.

Anzi tutto hai la chiara visione di come appoggino, sul sellino, parti umane che una donna non ha e vederle lì, quelle parti, sballonzolare tra una pedalata e l’altra fa una certa impressione.

Poi guardi le donne e, inesorabilmente se sei femmina, inizi a fare paragoni, che a volte ti fanno sentire super figa e altre volte ti deprimono fino alle lacrime.

I ciclisti sembrano a loro agio ma alcuni sono mascherati in modo da rendere il volto irriconoscibile: dai, ditelo che, un po’, vi vergognate anche voi a farvi vedere così, in giro per Londra? Tra l’altro fa pure un freddo cane e non è che questo vi faccia fare una gran figura, signori uomini, chè la vostra virilità il freddo lo subisce di brutto. Hai voglia a stamparti scritte sulla schiena tipo“ride bare for clean air”, corri nudo per l’aria pulita, non è sulla tua schiena che mi concentrerò, scusami tanto ma a me l’occhio cade da un’altra parte. 

Sarà per questo che in Italia la Naked Bike Ride non si tiene: vi immaginate se, a Roma, si corresse così? I miei commenti (e soprattutto i miei censurati pensieri) sarebbero niente rispetto a quello che riuscirebbero a dire i miei concittadini. 

No, a noi manca la compostezza che permette ai britannici di vedere girare persone nude, in bicicletta, e definirle “carine”.

Tuttavia anche i britannici sono un po’ infastiditi dalla corsa dei nudisti: in molti, infatti, cavalcavano le bike pubbliche, quelle che chiunque può affittare in giro per Londra. Sono utilizzatissime e non c’è aplomb che tenga, a nessuno piace pensare di poggiare il proprio sedere dove, magari, poco prima, sballonzolavano parti del corpo umano per solito coperte da mutande.

Quindi, per qualche giorno, tutti in macchina o in motorino, fino a quando il ricordo delle bici cavalcate dai nudisti sarà cancellato.

Perchè per l’aria pulita abbiamo già corso, ora aspettiamo che ripuliscano i sellini.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Per inserire il commento devi rispondere a questa domanda: *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.