Turisti a Londra

IMG_7389Se mi avete letto, saprete quanto posso essere critica nei confronti dei britannici e quanto poco generosa io sia spesso con loro.

C’è un momento dell’anno, però, in cui li osservo e li ammiro profondamente per la pazienza e tolleranza che riescono ad avere: l’estate.

Londra è una città che lavora sempre e agosto è un mese come gli altri, con un po’ meno traffico, perché le scuole sono chiuse, ma con il solito via vai di gente che lavora e corre in ufficio. E nel mezzo del solito trambusto eccoteli lì, ovunque, a gruppi, numerosi come non mai: i turisti.

Li riconosci al volo perché hanno tutti la straordinaria tendenza a camminare zigzagando: il turista dondola, piede destro, piede sinistro, destro, sinistro, con calma e senza seguire una linea retta, lui ondeggia lungo il marciapiede. Ma fai così pure a casa tua o è Londra che ti mette in subbuglio gli otoliti? Appena hai capito il verso delle sue oscillazioni e stai tentando un sorpasso sul marciapiede, sbam! il turista inchioda e tu a momenti lo travolgi. E mentre io penso “te possin’ammazzatte” il britannico si sposta e lo supera, senza degnarlo di uno sguardo. Che superiorità!

Ogni gruppo ha caratteristiche proprie. I turisti italiani sono riconoscibili a chilometri di distanza: sono in coppia o in famiglia e per solito lui porta la borsa di lei, che deve averci messo dentro pure i sassi e a metà giornata non ce la fa più.

I francesi sono quelli che non ti ringraziano nemmeno se gli rendi il portafogli che hanno perso.

I greci, pochi, sono quelli che parlano così veloci che rimani frastornato.

I cinesi e i giapponesi sono sempre in gruppi numerosissimi con qualcuno che impugna una bandierina per farsi vedere e cammina davanti a tutti.

Io sono nota per non avere una grandissima pazienza però, turisti, voi davvero esagerate. Passi che spesso non capite una parola di inglese e su questo, lo sapete, sono solidale, ma in questa città anche un analfabeta sa cosa fare, basta osservare. Sulle scale mobili, ad esempio, dovete stare a destra. Lo so, questi guidano a sinistra ma, quando vanno a piedi, capita tengano la destra; è strano e lo sanno anche loro che creano confusione ed è per questo che, lungo le scale mobili della tube, ci sono un’infinità di cartelli che indicano “stand on the right”. Non capite manco questo? Allora guardate come fanno gli altri, che occupano la parte destra, imitateli! Ma la scena è sempre la stessa: famigliola in vacanza, uno a fianco all’altro sul gradino e dietro il britannico, sulla corsia di sorpasso, flebilmente dice “sorry” che, in questo caso, non sta per “mi dispiace” ma per “levate dar… de mezzo”, diciamo.  Qualche volta, cerco di aiutare a riportare l’ordine:

“Signora, sulla scala mobile bisogna stare a destra.” dico alla mia connazionale, con il massimo della cortesia ed il miglior sorriso che mi esce.

“Ah! Davvero? Robbbè!” grida al marito qualche gradino più giù, “dice che dobbiamo stare a destra.” ed io la spingerei di sotto mentre il britannico di turno si limita ad uno sguardo di disappunto (profondo) e passa oltre. Che eleganza!

Anche questo fatto di gridare va moderato: i britannici bisbigliano, almeno da sobri, in metro non vola una mosca e poi arriviamo noi, gli spagnoli o i coreani e le grida si sentono per tutto il treno. Non si fa, siete fastidiosi, parlate piano, chè nella tube c’è gente che vorrebbe mangiare in santa pace o schiacciare un sonnellino. Ma anche qui, mentre io li butterei giù dal treno in corsa, i britannici si limitano a dare un’occhiata come a dire “non è colpa loro, sono inferiori” e cercano di ignorarli. Che signorilità!

Comunque, visto che avete deciso di venire proprio a Londra ad agosto, che con ‘sto tempo chi ve lo fa fare ma vabbè, cercate di imparare un po’ di garbo: se urtate qualcuno fate come i britannici: guardatelo e dite “sorry. È semplice: “sorry”. “Sorry” vi farà apparire educati e per bene in qualsiasi occasione: “Sorry” se sfiorate qualcuno, “I’m so sorry” se gli fratturate un femore, “I’m very sorry” se lo ammazzate. Basico, non potete sbagliare.

Voi direte che i turisti sono uguali in tutto il mondo ma io vi assicuro che a Londra sono particolarmente ingombranti: in una città dove ci sono regole (rispettate) ed educazione, il turista medio, rumoroso e maleducato, dà proprio fastidio; quando li vedo lanciarsi dentro il vagone della metro prima che sia sceso chi deve uscire, io li rimetterei sulla banchina e li lascerei lì fino al prossimo treno e fino a che non imparano l’educazione e le regole del vivere civile. Ma questo lo farei io, italiana rieducata dalla vita londinese. Loro, i britannici, guardano il turista come si potrebbe guardare un essere irrimediabilmente inferiore: “non è colpa sua se è fatto così” devono pensare, “prima o poi lo civilizzeremo” e rivolgono a me uno sguardo  soddisfatto e compiaciuto.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Per inserire il commento devi rispondere a questa domanda: *