Trump: discorso al congresso lo legittima come presidente Usa

trump.quotidiano.netI media statunitensi “Trump non ha fatto Trump”

Martedì sera, in italia già mercoledì 1 marzo, il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha rivolto un discorso al Congresso. Alla presenza di senatori, deputati, membri del governo e giudici della Corte Suprema, ha parlato per circa un’ora delle sue proposte per il paese. La novità, secondo gran parte dei giornali americani, è che “Trump non ha fatto Trump” e che il suo discorso sembra essere piaciuto anche a chi era contrario alla sua elezione.

Durante il discorso ha sottolineato che il suo lavoro “non è rappresentare il mondo, ma rappresentare gli Stati Uniti d’America”. Non ha mancato di definire la sua elezione “un terremoto” ma i toni, durante tutto il discorso, sono stati molto più moderati che in passato.

Apertura del discorso: è avvenuta condannando l’antisemitismo, atto di cui era stato tacciato. Ha continuato ricordando che quello in corso era il “Black History Month” ossia il mese in cui si celebra l’importanza delle persone e degli eventi nella diaspora americana.

Immigrazione: ha ribadito che si farà il muro, ma non esclude di introdurre una norma che permetta di ottenere la cittadinanza ai migranti regolare. La costruzione del muro è in realtà iniziata nel 1990 con l’amministrazione di George W. Bush ed è continuata anche nel 1994, anno in cui la presidenza era retta da Bill Clinton. Il muro di Tijuana, non è così una novità introdotta dalla presidenza Trump, come in molti hanno più volte sottolineato.

NATO: il Presidente ha affermato che gli USA sostengono fortemente tale organizzazione ma che gli altri stati membri devono fare lo stesso, anche in termini economici.

Ryan Owens: momento toccante quello in cui Trump ha ricordato Ryan Owens il soldato delle forze speciali rimasto ucciso in Yemen alla fine di gennaio nella prima operazione anti-terrorismo dell’amministrazione Trump. Rivolgendosi alla moglie Carryn ha detto “Ryan è morto come ha vissuto: da guerriero e da eroe, combattendo il terrorismo e per la sicurezza della nostra nazione. Ho parlato poco fa col generale Mattis, e mi ha confermato che Ryan è stato parte di un’operazione di successo che ci ha dato una grande quantità di vitali informazioni di intelligence, grazie alle quali otterremo molte altre vittorie. Il segno che ha lasciato Ryan resterà nell’eternità.

di Valeria Risi

foto: quotidiano.net

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