“Tre per tre”, il nuovo libro di Valentina Papa. Intervista all’autrice

Valentina PapaQuante volte speriamo che i nostri sogni di bambini si realizzino? Da grande voglio fare la scrittrice. Questo era il sogno di Valentina Papa, giovanissima scrittrice italiana, giunta alla sua quarta opera letteraria dopo gli esordi con “Lacrime di gioia”, “Le chiavi di Lolita” ed “Ulisse torna sempre”.

Nata in Lombardia e oggi alle prese con una esperienza lavorativa in Olanda, Valentina ci racconta della sua ultima fatica appena pubblicata, intitolata “Tre per Tre”.

Raccontaci di questo nuovo romanzo. Come nasce “Tre per Tre”?

“Tre per Tre” nasce dalla voglia di raccontare il passato con nuovi occhi. Spesso siamo critici nei confronti del nostro passato: tendiamo a giudicarci con durezza, senza renderci conto che la persona verso cui puntiamo il dito non siamo altro che noi stessi. Volevo scrivere una storia che potesse permettere ai lettori di guardare al passato senza condannarlo, ma accettandolo.

Classica domanda di rito per ogni scrittore: cosa ti ha ispirato per la stesura di questo romanzo?

Per me la scrittura è sempre la medicina più efficace, per qualsiasi tipo di emozione. Stavo attraversando un momento particolare della mia vita, e mi sono chiesta: “Ma se mi apparisse davanti agli occhi la me stessa di dieci anni fa, cosa le direi?”. Sono sicura che ognuno di noi avrebbe dei suggerimenti da dare al proprio sé stesso adolescente, per non parlare delle domande che vorrebbe fare al sé stesso futuro… e così, da una semplice domanda, è nata una storia.

Seppur giovanissima, questo è già il tuo quarto romanzo pubblicato. A quale dei quattro sei più legata?

Ognuno dei romanzi che ho scritto è un po’ come un figlio, impossibile dire quale amo di più. Il primo, “Lacrime di Gioia”, mi ha emozionato molto quando me lo sono ritrovata tra le mani, stampato e finito con la sua bellissima copertina. Era il 2010: quel romanzo l’avevo scritto a 17 anni e pubblicato qualche anno dopo. Vedere un sogno di parole tramutato in qualcosa di concreto e bello come un libro mi ha emozionato moltissimo. Il momento in cui prendi tra le mani il tuo romanzo, pronto per finire in altre mani, letto da occhi diversi dai tuoi, mi regala sempre un brivido di emozione… ed è così anche con ogni singolo romanzo.

Quando chiacchieravamo all’inizio, mi dicevi che sognavi di diventare una scrittrice sin da bambina. E il sogno si è realizzato davvero. C’è stato un momento preciso in cui hai realizzato di essere una scrittrice?

Il momento più toccante per me è stata la vincita del mio primo premio letterario. Avevo partecipato ad un concorso letterario scrivendo un racconto, e ricordo perfettamente il momento in cui sono entrata nella sala della premiazione. Avevo quindici anni, e nessuna idea di quanto importante fosse quel concorso e quel momento, per me. Mi sono ritrovata seduta su una poltrona di velluto rosso, con un libretto tra le mani, e ho letto il mio nome in una delle prime pagine. Ricordo di essermi voltata verso mia madre dicendo: “Mamma, c’è il mio nome! Forse ho vinto qualcosa!”. I nomi erano in ordine dal primo classificato in poi… ed ero la prima. Credo di non averlo realizzato davvero finché non mi sono trovata sul palco a stringere mani e a sorridere, confusa e felice.

Come ti senti, oggi, ripensando a quel momento?

Direi ancora confusa e felice, sicuramente! Mi sento così anche guardando il nuovo romanzo pubblicato: fisso la copertina ancora incredula che sia qui, tra le mie mani. È un pezzo di cuore che posso sfogliare, e spero tanto riuscirà ad entrare nel cuore di tante altre persone. Il momento in cui qualcun altro legge le tue parole e ci ritrova dentro un pezzo di sé stesso è semplicemente magico.

Questo succede anche sulla tua pagina Facebook, “Diario di un Bianconiglio”. Da dove nasce questo nome?

Il nome nasce dal fatto che sono veramente il Bianconiglio: penso sempre di non avere abbastanza tempo, corro da un anno all’altro gridandomi dentro: “è tardi, è tardi, è tardi!” e cercando di fare quante più cose possibili. Ambra, la protagonista del nuovo romanzo, mi assomiglia molto in questo. Passa una vita intera a correre, per poi accorgersi che la bellezza della vita è anche riuscire a fermarsi, di tanto in tanto, e godersela un po’. Ambra mi ha insegnato tante cose, mentre scrivevo… io partivo da un’idea, e lei faceva di testa sua. Un po’ come con la pagina di Facebook, o il blog: parto da un’idea, e poi mi ritrovo a raccontare di cose completamente diverse.

Ho visto alcuni aneddoti molto divertenti sulla tua vita in Olanda, sulla pagina Facebook. Com’è cambiata la tua vita, vivendo all’estero? Ha influenzato in qualche modo la tua scrittura?

Sicuramente è stato un cambiamento importante, ma sono proprio i cambiamenti che ci rendono vivi. I momenti in cui perdi un po’ l’equilibrio, ti reinventi, ricominci da capo. L’Olanda è stata un po’ una sorpresa, anni fa non avrei mai immaginato di viverci. E invece me ne sono innamorata, anche grazie al lavoro. Ma l’Italia mi manca sempre, lo ammetto.

Riguardo la scrittura, sicuramente tante storie sono influenzate dal mio vissuto, ma di solito questo si riflette più nei post che nei romanzi. Poi chissà, magari la protagonista del prossimo romanzo si sposterà solo in bicicletta, dopo aver vissuto per anni a Rotterdam! La scrittura è imprevedibile, proprio come la vita. E come dicevo prima, i miei personaggi tendono un po’ a inventarsi da soli, a fare quello che vogliono. E io li lascio fare: è proprio quando iniziano a prendere vita per conto proprio che la storia funziona.

Valentina Papa - 3 x 3 libro copertinaValentina, ti ringrazio per il tuo tempo e invito chi ci segue a leggere il tuo romanzo, “Tre per Tre”, disponibile in versione cartacea ed eBook su Amazon. Io mi sono emozionato, con il cuore stretto tra le mani fino all’ultima riga… credo vivamente che sarà così per molti. Hai qualche commento per i tuoi futuri lettori?

Spero solo che questo libro possa farvi viaggiare lontano, perché questo è quello che ogni storia dovrebbe fare. La capacità di viaggiare con le parole è sempre il viaggio più speciale e unico che ognuno di noi possa fare. Io vi aspetto alla fine del viaggio, per raccontarmi le cose straordinarie che avete vissuto.

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