Trasparenze alla Tate Modern

A chi viene a Londra lo dico sempre: andate a visitare la Tate Modern.

Inaugurata nel 2000, la Tate Moden sorge sulla sponda sud del Tamigi, di fronte a St Paul ed al Millennium Bridge, creato apposta per consentire un comodo accesso al museo di arte moderna, uno dei più grandi al mondo.

L’edificio che lo ospita era, originariamente, una centrale elettrica, costruita negli anni ’50 e rimasta in funzione fino al 1981 quando, per la gioia del vicinato, venne chiusa. Gli abitanti del quartiere, infatti, avevano sempre lamentato l’inquinamento che la centrale produceva e potrete immaginare quanto furono felici quando, nel 1994, la Tate acquistò l’edificio per trasformarlo in museo.

Dopo sei anni di lavori e milioni di sterline spesi, l’edifico, lungo 152 metri e dalla ciminiera alta 35, è stato riaperto al pubblico ed è, in breve tempo, diventato uno dei musei più visitati al mondo. 

Così, da zona poca allettante, l’area di Southwork (che si pronuncia “satok”, e poi ditemi che l’inglese è una lingua facile) è diventata estremamente ambita e mentre crescevano i prezzi delle case e se ne costruivano di nuove, anche la Tate ha comunicato l’ampliamento dei suoi spazi espositivi: avrebbe ristrutturato la parte retrostante dell’edificio, rimasto escluso dall’iniziale progetto di riqualificazione, e regalato alla città un terrazzo dalla vista a tutto tondo su Londra.

Quasi contemporaneamente era stato pianificata anche la costruzione di un nuovo complesso residenziale a pochi passi dalla Tate: due nuovi palazzi costruiti secondo gli standard in voga a Londra, tutti vetro e acciaio, con finiture di pregio e prezzi da ricchi. Nel 2012, mentre la ristrutturazione della parte nuova della tate era ancora in corso, il complesso residenziale di Neo Bankside è stato terminato ed ha attratto, subito, la curiosità di molti. Perchè se è vero che i britannici sono discreti e rispettosi della privacy, almeno in apparenza, i turisti di tutto il mondo lo sono molto meno: ma tu, se passi davanti alla casa del Grande Fratello, senza pareti, una sbirciatina dentro non gliela dai? Io, poi, che sono abbonata a tutte le riviste di arredamento esistenti, vuoi che non mi incanti a guardare come hanno arredato le case i signori che vivono lì? È più forte di me, non riesco a resistere: conosco alla perfezione gli arredamenti di quelli che abitano ai piani bassi e, per inciso, sono anche molto ammirata dall’ordine che regna in quegli appartamenti. Mi domando se i proprietari siano sempre stati così ordinati o se si sentano costretti ad esserlo da quando abitano praticamente in pubblico.

Fatto sta che andava tutto bene, e che la Tate, dopo aver speso qualche altro milione di sterline, ha inaugurato anche il nuovo edificio, dotato del meraviglioso terrazzo panoramico dal quale, quando salirete, potrete vedere tutta Londra, inclusi i piani alti dei palazzi di Neo Bankside.

Ed ecco che arrivano i problemi: la vista nelle case. Il museo ha messo dei cartelli, sul suo terrazzo, nel quale chiede di rispettare la privacy dei vicini ma, ancora una volta, come fai a non dare una sbirciatina dentro appartamenti costati, nel 2015, anche 20 milioni di sterline? Ma quando ti capita più l’occasione? E poi, scusate, ma chi ha comprato queste lussuose e trasparenti dimore, non si era accorto che la  mancanza delle pareti avrebbe potuto generare un vulnus della privacy?  Ebbene, pare proprio di no, o meglio: cinque residenti, rilevando di aver comprato prima che la nuova ala della museo venisse aperta, hanno fatto causa alla Tate per violazione della loro privacy. Sostengono di essere spiati tutto il giorno e tutti i giorni da migliaia di turisti che affollano il terrazzo e di ritrovarsi continuamente immortalati sui social media. Per questo chiedono che la Tate vieti l’accesso alla porzione di terrazzo che affaccia sulle loro case.

La Tate si è difesa rilevando che il progetto di apertura del terrazzo era noto da quando gli appartamenti sono stati messi in vendita, quindi chi ha comprato già sapeva. Non hanno pensato a dire che se dovessero chiudere il terrazzo per proteggere la quiete di chi vive ai piani alti, allora dovrebbero essere chiuse anche le strade per tutelare la privacy di chi sta ai piani bassi.

Io, sommessamente, una soluzione l’avrei: suggerirei l’uso di quelle cose che pendono dal soffitto e si chiamano “tende”, tanto in voga in Italia e che, a memoria d’uomo, non hanno mai compromesso la salute di alcuno.

E, comunque, non riesco a farmene una ragione: tu compri un appartamento trasparente ed il problema è mio che visito un museo? E lo visito pure gratis, chè i musei, a Londra, sono tutti ad ingresso libero, mentre tu hai speso 20 milioni di pounds e adesso non puoi mettere due tende a proteggere la tua privacy? 

E anche voi, stimati progettisti di cotanta trasparente meraviglia: ma non esistevano vetri a specchio o cose simile che proteggessero l’interno delle case da occhi indiscreti? 

Il giudizio è in corso ed è appena stato effettuato un sopralluogo per valutare la situazione.

Vi farò sapere come andrà a finire. Intanto, signori dei piani alti, insisto e ve lo posso assicurare: le tende funzionano alla grande!

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