Tour de France, i migliori emergono. Bruttissima caduta di Porte

tour copertinaLa tappa 9 da Nantua a Chambery, la più attesa di questo inizio Tour, emette i primi verdetti crudeli e definitivi.

LA CORSA

Dopo la splendida vittoria di Aru nella tappa 5 il Tour de France prosegue con due tappe adatte ai velocisti, dominate entrambe dal tedesco della QuickStep Marcel Kittel, che fa sue le tappe 6 e 7 confermandosi velocista di riferimento in questa edizione della corsa francese e candidandosi come favorito per la vittoria della classifica punti, solitamente ad appannaggio dei velocisti.

La tappa 8, da Dole a Station des Rousses mette alla prova la resistenza degli scalatori, con il finale caratterizzato dalla dura salita di Montee de la Combe de Laisa Les Moulnes che si conclude però a circa dieci chilometri dal traguardo. Sin da subito una numerosa fuga prende il largo mentre dietro la Sky della maglia gialla Froome imprime un ritmo duro per scremare quanto più possibile il gruppo dei migliori. In testa alla corsa Gesink e Martin resistono alla rimonta del gruppo, pensando di potersi giocare la vittoria di tappa; i due non hanno fatto i conti però con il francese Calmejane che, dopo l’intera tappa in fuga, nel finale ha le energie per rilanciare e, superati i due di testa, presentarsi tutto solo sul traguardo per una vittoria emozionante e spettacolare.

La tappa 9 è la più dura del Tour 2017, sicuramente la più attesa di questi primi nove giorni di corsa, con il dislivello totale che supera i 4600 metri spalmati su 180 chilometri di gara; da scalare ci sono 3 colli di difficoltà massima: Col de la Biche, Grand Colombier ed il terribile Mont du Chat che termina a circa 12 chilometri dalla conclusione.

1La fuga prende ben presto il largo, composta inizialmente da più di venti uomini, anche se il ritmo del gruppo è tale che ben presto i migliori iniziano a riassorbire i fuggitivi. Il primo colpo di scena lo si ha in discesa del Col de la Biche, dove Thomas, uomo di fiducia di Froome, è costretto a ritirarsi per le conseguenze di una caduta con sospetta frattura della clavicola. La corsa esplode definitivamente alle pendici del Mont du Chat quando Aru attacca facendo subito selezione tra i migliori, proprio mentre Froome perde terreno per un problema meccanico alla bici: il gruppo decide di non insistere ed aspettare il suo rientro. Mentre davanti Gallopin, Geschke e Barguil guidano la corsa dopo l’intera frazione in fuga. Nel  gruppo dei migliori Froome tenta due accelerazioni e gli rimangono a ruota solo Porte, Martin, Uran, Bardet, Aru ed il compagno di squadra Fuglsang, Quintana inizia lentamente a perdere terreno mentre Contador cede di schianto e sprofonda in una crisi nera. La selezione definitiva avviene in discesa, dove Bardet allunga portandosi in testa, Gallopin e Geschke vengono ripresi e staccati, Barguil rimane sul gruppo dei migliori. Porte invece sbaglia ad impostare una traiettoria toccando con le ruote sull’erba e venendo sbalzato violentemente sulla parete rocciosa a destra della strada facendo cadere anche Martin e rovinando la bici di Uran. Martin e Uran riescono a continuare mentre Porte viene soccorso dai sanitari e caricato in ambulanza; la caduta è sembrata subito grave anche se il ciclista risponde e riesce a muovere gli arti. Il gruppo dei migliori torna compatto a tre chilometri dal traguardo pronto a giocarsi la vittoria in volata.

La vittoria, al fotofinish, va ad Uran che ha disputato gli ultimi 20 chilometri di gara con il cambio rotto, il quale per pochi millimetri si lascia dietro Barguil, terzo Froome, mentre Aru chiude quinto dietro Bardet, anche per colpa di una tattica errata tra lui ed il compagno di squadra Fuglsang. Per Uran, del team Cannondale Drapac, una vittoria fantastica, frutto di una corsa sempre tra i primi in salita e tatticamente perfetta nel finale nonostante il cambio della bici bloccato sul rapporto più duro, che lo ha costretto a fare doppia fatica.

I VERDETTI

2I verdetti principali riguardano la generale, con Froome che guida sempre la classifica con 18” su Aru e 51” su Bardet, verosimilmente saranno loro tre a giocarsi il Tour de France 2017. Escono di scena Thomas e Porte, coinvolti in due cadute che per la dinamica potevano produrre esiti ben più tragici. Esce molto probabilmente di scena anche Quintana, che al primo momento duro perde subito terreno ed ora ha 2’13” di ritardo da Froome. Discorso a parte per Contador, che alla prima vera difficoltà in corsa cede di schianto ed arriva al traguardo con oltre 4′ minuti di svantaggio. Per Alberto Contador dopo oltre un decennio di trionfi, dopo aver vinto per tre volte Giro, Tour e Vuelta, a 34 anni,  sembra essere arrivato il canto del cigno, che oggi ha assunto i contorni di una lenta ed interminabile agonia che ha fatto soffrire lui e gli appassionati, perchè oggi si è assistito al termine della sua era, fatta di scatti brutali in salita e vittorie spettacolari: il tempo passa, i protagonisti cambiano. 

di Yuri Casciato 

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