Torino: l’auto non piace più

Torino, capoluogo di regione del Piemonte, la città simbolo dell’automobile italiana, si svuota da questa simbiosi di amore per l’auto, seppure sua patria per storia.

In una settimana di luglio dove l’estate scorre a fatica, la città piemontese simbolo della rivoluzione industriale ed automobilistica italiana vive due importanti eventi.

Addio al Salone dell’Auto

Il primo, inaspettato, è l’addio del Salone dell’auto, che da Torino traslocherà a Milano per le prossime edizioni. Il salone dell’auto negli ultimi cinque anni è stato realizzato al Parco Valentino, tanto che la manifestazione prende il nome di “Parco Valentino Motor Show”. L’edizione del 2019 tenutasi dal 19 al 23 giugno 2019 ha visto un sempre crescente numero di partecipanti: in particolare i dati raccolti descrivono oltre 700.000 visitatori durante i 5 giorni di manifestazione, 1000 supercar protagoniste dei 30 eventi dinamici in programma, 54 brand espositori tra costruttori e designer.

La notizia ha colpito il consiglio comunale di Torino in quota 5 stelle, in particolare il sindaco è rimasta irritata e dispiaciuta di questa situazione tanto da evidenziare divergenze all’interno della sua maggioranza, dove alcuni esponenti non hanno mai gradito l’esibizione; il sindaco della città si è presa del tempo per riflettere su quanto accaduto negli ultimi tempi, dal no alle Olimpiadi, ai conflitti e divergenze continue all’interno del consiglio comunale.

La manifestazione automobilistica di Torino non è solo una esibizione per appassionati, ma rappresenta anche un volano per l’economia cittadina tanto da generare ricadute per oltre i 4 milioni di euro.

Per alcuni la scelta di trasferire l’esibizione a Milano era pianificata da tempo e la politica c’entra poco, ma in realtà non è così: infatti, all’interno della giunta 5 stelle vivono anime diverse, alcune delle quali da sempre ostili all’auto e al suo utilizzo diciamo pure “essere”, fosse per loro dovrebbero essere distrutte e vietate tutte le automobili. Questa battaglia contro le auto ha visto in precedenza l’amministrazione in conflitto con la cittadinanza sulla realizzazione delle ZTL, realizzate con lo scopo di limitare l’uso dell’auto, e durante l’allestimento della manifestazione al Parco Valentino i vigli urbani, intervenuti su segnalazione, hanno multato gli espositori per aver montato in anticipo di alcune ore gli stand della manifestazione; questa situazione ovviamente sarà stata percepita come ostile da parte di chi organizza l’evento

Una buona notizia per Torino

La seconda notizia è il ritorno alla produzione di automobili, che torna protagonista negli stabilimenti di Mirafiori: il gruppo italo americano, FCA, ha investito circa 700 milioni di euro, per una capacità produttiva di 80.000 unità annue e almeno 1.200 persone formate ed impegnata per questa produzione dell’attesa nuova 500 BEV.

Una notizia importante per una città come Torino, dove l’avvento di nuova produzione era atteso da anni, come una vera e propria bocca d’ossigeno; dopo la fine della produzione dell’Alfa Romeo Mito, precedentemente era cessata la produzione della Lancia Musa e della Fiat Idea.

L’evento di presentazione del rilancio degli impianti di Torino è avvenuto alla presenza del Coo Emea di FCA, Pietro Gorlier, presenti anche il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, e la sindaca di Torino Chiara Appendino, giorno in cui sono stati montati i primi robot della catena di montaggio.

La nuova Fiat 500 BEV comincerà ad uscire dalle linee di montaggio nel secondo trimestre del 2020, mentre per la fine del 2019 vedremo i primi esemplari, definiti in gergo tecnico “pre-serie”. La nuova piccola di Torino sarà equipaggiata con batterie Samsung.

Il mondo dell’auto vive un 2019 molto turbolento, spesso le uniche notizie sono negative per i dati sulla produzione e vendita che rallenta in un quadro europeo. Vedere il ritorno ad investimenti significativi nella nostra Italia e a Torino è importante e sinonimo di fiducia.

Purtroppo bisogna sottolineare che esiste una politica che non vuole collaborare con il mondo dell’auto e spesso impone decisioni non supportate da dati tecnici, costringendo la politica industriale a investimenti miliardari dove il rientro economico non sempre è ottenibile o quantomeno calcolabile. Una buona politica è accanto ai lavoratori ed alle imprese dialogando e supportando, l’ideologia di distruggere l’auto nel suo complesso è una politica lesionista.

Fonte foto: reportmotori.it

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