Top&flop della settimana calcistica: grazie Capitano

francesco_tottiDa qualche mese ormai realizzo per InLibertà una rubrica settimanale per cogliere il Top e il Flop della settimana calcistica in particolare a livello tattico. Mi sono chiesto di cosa scrivere questa settimana. La risposta è una: Francesco Totti. Il suo addio al calcio giocato, il tributo dei suoi tifosi ma di tutti i tifosi mondiali hanno lasciato il segno in chi scrive, da sempre tifoso giallorosso. E per questo, caro Francesco, voglio dedicarti alcune righe.

Non è facile, non saprei da dove iniziare ma voglio omaggiarti anche io, farti sapere quanto ti ho amato, ammirato non solo come tifoso ma anche come grande appassionato di questo sport unico che divide ma allo stesso tempo unisce la gente in un unico abbraccio come successo a te ieri. Da dove comincio? Ieri hai detto che hai sempre fatto parlare i piedi per te: e hai ragione, hai due piedi incredibili, un fisico possente, un’intelligenza calcistica che ti rendono (non uso il passato perché lo sei ancora come hai dimostrato ieri in campo) un CALCIATORE TOTALE: lo dicono i numeri (784 le gare ufficiali disputate in maglia giallorossa 306 le reti realizzate, 250 le reti segnate in campionato), lo dicono i tantissimi attestati di stima (Maradona lo ha definito il migliore giocatore che abbia visto) e l’amore della tua gente.

Ma cosa vuol dire essere “tecnicamente” Francesco Totti?

Due giocatori in uno

totti-10-capitanoFrancesco Totti è il 10 per antonomasia, il fantasista con un talento cristallino e numeri da funambolo. Durante la sua carriera ha sfornato assist a ripetizione per i tanti centravanti con cui ha giocato. Grazie a lui hanno realizzato tantissime reti non solo Batistuta, Montella, Delvecchio, Balbo (a inizio carriera) fino ad Edin Dzeko ma anche Carew, Fabio Junior, Mido, non proprio entrati nella storia del calcio.

Ma da un certo punto in poi le intuizioni prima di Capello poi di Spalletti lo hanno avvicinato alla porta. Non solo assist ma anche tantissimi gol (fino alla scarpa d’oro vinta con 26 gol e titolo di capocannoniere nella stagione 2006/2007) che hanno reso stabilmente la Roma, la sua Roma, tra le protagoniste della Serie A anche quando la rosa della squadra non era all’altezza del suo talento.

La nemesi con il 4-2-3-1 costruito intorno a lui da Luciano Spalletti. Quella Roma giocava a velocità impossibile per le altre squadre con verticalizzazioni e azioni di prima in velocità. Il tecnico di Certaldo aveva assecondato la qualità del gioco del suo Capitano capitalizzando così sia la sua inventiva di rifinitore sia la sua bravura sottoporta. Spalletti e Totti hanno inventato il falso nueve poi adottato da Pep Guardiola con Lionel Messi, non a caso fan del capitano giallorosso.

La qualità e l’imprevedibilità in coppia con Antonio Cassano. Stagione 2003/2004: Fabio Capello intuisce che portare Francesco Totti qualche metro più avanti può dare alla sua Roma ancora più forza e imprevedibilità. Costruisce una squadra solida con il 3-5-2 e davanti lascia libertà, dopo l’infortunio di Montella, alla coppia tutta fantasia Totti/Cassano che insieme hanno fatto vedere meraviglie. Giocate di prima, colpi di tacco, uno/due stretti tra due fuoriclasse che si intendevano ad occhi chiusi: una goduria per gli amanti del calcio. Non schemi e movimenti predefiniti come nella Roma spallettiana, Capello lasciò i due di esprimersi liberamente.

Il manuale del “calcio”

Eh sì caro Francesco, tu sei il manuale del calcio. Il tuo modo di calciare il pallone unisce potenza e precisione, chiedere a Buffon. Il tuo ultimo gol all’Olimpico contro la Juventus è l’immagine di un missile diretto in porta che nemmeno il più grande dei portieri è riuscito a parare.

Il cucchiaio

Forse il tuo gesto tecnico più famoso. Quanti ne hai fatti? Quanti ne hai segnati? Ogni volta diverso, ogni volta particolare ma come dimenticare quello a Van Der Saar durante la lotteria dei rigori nella semifinale di Euro 2000 contro l’Olanda. In quel rigore, in quel cucchiaio c’è tutta la classe di un giocatore immenso e la tipica sfrontatezza romana anche nelle situazioni più delicate.

Il sinistro

Calciatore totale, questa la mia definizione di Francesco Totti. E in questa definizione rientra anche il suo piede sinistro che potrebbe essere invidiato da tanti altri professionisti ma che per lui è solo “l’altro” piede. Piede e caviglia che hanno rischiato di fargli perdere un mondiale per un intervento sconsiderato a metà campo di Vanigli dell’Empoli: è stato capace non solo di rialzarsi, non solo di superare l’infortunio ma di tornare in campo a tempo di record per vincere un mondiale e realizzare nella stagione successiva con la maglia della Roma uno dei suoi gol più belli.

Cross di Cassetti e sinistro, appunto, al volo di Francesco applaudito da tutto lo stadio Marassi di Genova.

Il tempo

francesco_tottiNella tua lettera ai tifosi ieri lo hai definito “maledetto”, il tempo, che ha bussato alla porta e ti sta facendo interrompere il tuo sogno di bambino. Ma il tempo tu lo hai vissuto sempre in anticipo sul campo di gioco: eri un secondo avanti a tutti e questo ti faceva prevedere giocate non immaginabili per tutti se non per te. Mi sono innamorato del Totti calciatore un giovedì di coppa, Roma Newcastle, primo anno di Capello. Ti avevo visto giocare già tantissime volte, eri il mio idolo, il mio Capitano ma quando vidi la palla arrivare verso di te e tu senza nemmeno guardare dalla nostra trequarti difensiva hai messo in porta Marco Delvecchio. Non ho capito (e non l’ho capito nemmeno oggi) come tu abbia fatto a vedere Marco scattare in profondità, eri totalmente spalle alla porta e girandoti lo hai servito di prima. Peccato non sia stato gol…

Da quel momento ho avuto la prova e la certezza che eri e sei un calciatore diverso, un vero fuoriclasse, un vero calciatore totale.

E’ difficile ora lasciarsi, è stato difficile ieri e lo sarà ancora in futuro. Voglio concludere questo articolo (o meglio lettera sui generis) con un GRAZIE per quello che hai dato a questo sport e con un brano di Osvaldo Soriano, poeta del calcio.

“Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso e forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. Questi sono i profeti. I poeti del gioco.” 

da Fùtbol – Osvaldo Soriano

Foto di: Sportal.it, Il Giornale OFF, Gazzetta Giallorossa

di Aldo Spinelli

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