Top & Flop della settimana calcistica

balotelliI principali campionati in Europa stanno volgendo al termine, mancano ancora pochi punti e giornata per assegnare il titolo. Tutto già deciso in Italia e Germania, quasi in Inghilterra , ancora in bilico i campionati di Spagna e Francia.

L’ultimo turno della Liga ha visto entrambe le contendenti vincere. A fatica il Real che grazie ad un gol di Marcelo quasi in zona recupero ha superato un volitivo Valencia; di slancio il Barcellona vincente facilmente nel derby contro l’Espanyol. Squadre appaiate in classifica ma ricordiamo che i blancos devono recuperare ancora un partita.

Anche in Francia regna l’equilibrio ma, dopo la sconfitta del PSG a Nizza contro la squadra di Balotelli, l’ago della bilancia pende tutto dalla parte del Monaco di Jardim ancora in lizza anche in Champions League dove affronterà la Juventus in semifinale.

TOP – Il Nizza inguaia la corazzata PSG

giphyChi l’avrebbe mai detto? In Francia il Paris Saint-Germain, la squadra dagli investimenti pazzi e dal potenziale economico sconfinato, rischia seriamente di non (ri)vincere il campionato francese sorpreso dalla gioventù e dalla qualità del Monaco sapientemente guidato da un tecnico giovane e capace, Leonardo Jardim.

Il quotato e famoso Unay Emery, artefice insieme al neo DS della Roma Monchi del miracolo Siviglia, rischia un clamoroso flop alla sua prima stagione con la compagine parigina. Dopo la clamorosa eliminazione dalla Champions League ad opera del Barcellona, il PSG rischia anche di perdere il campionato (mai sfuggito sino ad ora alla squadra dello sceicco Al-Khelaifi) e conseguentemente il tecnico spagnolo l’esonero. Quali le cause della débâcle?

Non si discutono certamente le capacità tecniche e tattiche di Emery ma quel che appare certo è che la squadra non riesce a seguirlo completamente. Colpa forse di uno spogliatoio ricco di prime donne e di difficile gestione, colpa di un turnover che alla fine ha scontentato tutti, la squadra parigina non riesce ad esprimere il calcio aggressivo e veloce del suo tecnico accentuando le difficoltà difensive.

Su queste difficoltà e nel nervosismo palese di chi si sente il più forte ma non lo riesce a dimostrare ha giocato il Nizza di un rinato Balotelli che ha fatto letteralmente impazzire alcuni giocatori del PSG sia per le sue giocate tecniche sia per i suoi atteggiamenti provocatori che hanno portato due espulsi tra i parigini. Il Balotelli di Francia sembra un giocatore finalmente vero, gestito magistralmente con bastone e carota dal tecnico Lucien Favre. E il Nizza, terzo, spera ancora, e con un Balotelli così…

FLOP – Spalletti, che combini?

spallettiTerzo derby del 2017 tra Roma e Lazio e seconda, gravissima, sconfitta per la squadra guidata da Luciano Spalletti che ha nettamente perso la sfida tattica contro il suo più giovane collega Simone Inzaghi. Per la terza volta consecutiva si assiste al medesimo copione tattico: Roma in possesso palla sterile senza movimenti offensivi degni di nota e ripartente fulminee dei biancocelesti che trovavano sempre la retroguardia giallorossa impreparata.

Rispetto alla Coppa Italia, Spalletti ha schierato la Roma con la difesa a 4 (o a 3 e mezzo visto che Rudiger non è proprio un terzino di spinta) puntando su Salah e El Sharawi larghi per aprire le maglie della difesa di Inzaghi. Questo presupposto tattico è riuscito solo nei primi minuti a scalfire qualche certezza laziale che prese le misure non ha più sofferto gli avanti giallorossi.

Alcune considerazioni tattiche sulla stagione dei giallorossi: contro squadre chiuse spesso la Roma è stata in difficoltà nel costruire azioni da gol, soprattutto quando sono stati schierati a centrocampo De Rossi, Strootman e Nainggolan. Spalletti ha sempre giocato con un centrocampista di costruzione: Pizarro ai tempi della sua prima Roma, Pjanic lo scorso anno. La partenza del bosniaco non è stata sicuramente rimpiazzata da Paredes apparso ancora immaturo per le grandi partite. E con questi presupposti la qualità del gioco giallorosso è stata inferiore e contro squadre chiuse e ben organizzate come la Lazio, la Roma non è mai riuscita ad imporre un gioco arioso e veloce. E nei derby sono venute meno le giocate delle pur forti individualità che hanno tradito i propri tifosi.

di Aldo Spinelli

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