Terrore pedofilia dietro le app Talking Tom e Talking Angela

talking_angelaIl ruolo di “intrattenitori” dei nostri figli è sempre più spesso relegato al mondo virtuale. Così da Facebook, ai giochi online, i genitori posteggiano i ragazzi davanti allo schermo, pensando forse di tenerli al sicuro dalle cattive compagnie.

In realtà non è affatto così, anzi spesso dietro ad applicazioni apparentemente innocue, si annidano pericoli sottovalutati. Parliamo oggi dell’allarmismo suscitato dalla app “Talkin Tom”, nella variante femminile “Talking Angela”, dietro alla quale si nasconderebbe lo spettro della pedofilia.

L’applicazione si può scaricare attraverso l’App Store di Apple e in Google Play e consente ai ragazzi di interagire con un gattino virtuale, chattando con lui. La condizione per accedere al gioco è quella di fotografarsi con un selfie.

Se la richiesta è alquanto singolare, a destare inquietudine è stata l’individuazione di una sagoma dietro gli occhioni del gatto, che lascerebbe supporre la presenza di una “spia”. Si riesce infatti ad intravedere la figura di un uomo seduto in una specie di ufficio.

Non è finita qui. Il gattino, inizialmente esegue i comandi dei ragazzi, ma poi finisce per fare domande intime, quali generalità e indirizzo. Dalle indagini è emerso che in qualche caso, il “gatto” ha proposto un incontro alla vittima designata e certo il fatto che il gattino virtuale, chieda al giocatore di “levare il dito dalla telecamera o spostarsi un po’ più a destra o sinistra dello schermo”, lascia supporre che qualcuno guidi il gioco perchè in grado di vedere chi sta dall’altra parte.

In alcuni paesi dell’Europa, l’applicazione è stata addirittura messa in relazione con la scomparsa di giovani in circostanze misteriose.

Ecco qualche notizia riguardo alla casa produttrice del gioco.

Esso è creazione di Outfit 7, società specializzata in app che permettono di far interagire il giocatore rispondendo coerentemente alle domande poste, ma anche di partecipare a quiz e giochi interattivi, come “accarezzare” il gattino attraverso il touch screen e prendersene cura.

L’azienda ha da subito preso le distanze da chi ha sollevato il dubbio pedofilia, imputando agli haker l’uso illecito del gioco. Sarebbero loro, non si sa per quale ragione, a utilizzarlo per spiare e scattare foto ai ragazzi, visto che, appena “Talking Angela” viene scaricato, si attiva immediatamente una webcam.

Secondo Outfit le conversazioni sono prodotte con un sistema automatico (chatbot), non da una persona, dunque dal momento che l’app è stata scaricata oltre 50 milioni di volte, per avere una persona dietro ogni conversazione occorrerebbe un esercito intero di operatori.

Per chi volesse appurare se ciò che dice Outfit è vero o no, basta comunque attuare un piccolo stratagemma, ovvero mettere il telefonino o il tablet in modalità aereo. In questo caso, se il dialogo continua sconclusionato come prima (immettendo parole a caso si ottengono risposte completamente slegate) e senza che nessun dato venga trasmesso, vuol dire che nessuno spia, in caso contrario, i dubbi potrebbero essere fondati.

Fra le accuse mosse all’azienda c’è poi quella dell’anomala richiesta di dati sensibili. A tale domanda, la Outfit ha chiarito che i dati sensibili vengono richiesti ai fini statistici, anche se trattandosi di minori, sembra eccessivo e dubbio chiedere certe informazioni.

La app comunque qualche tranello mediatico lo usa eccome. Così oltre a usare la fotocamera per riconoscere le espressioni facciali dell’utente, usa il microfono per dialogare, guadagna esponendo pubblicità (statiche e video) e convincendo gli utenti a fare acquisti in-app e installare altri giochi della stessa casa produttrice.

A seguire un breve esempio del dialogo senza senso di Angela (con un iPad connesso a Internet):

Io: Mi piacciono gli unicorni.

Angela: Ottimo. Alla maggior parte della gente servono vestiti per lavoro o per scuola, qualcosa che dia loro un aspetto professionale e un po’ più elegante.

Io: Io vivo a Lugano.

Angela: Io vivo con i miei coinquilini in un appartamento a Parigi.

Io: Io vivo in una scatola di cartone.

Angela: Grazie di avermelo detto. Ti piacciono gli animali? 

C’è modo per monitorare le app come questa?

Una delle armi che i genitori possono usare per evitare spiacevoli sorprese è quella di usare le “restrizioni” per non permettere l’installazione di app o gli acquisti in-app e per bloccare l’accesso a fotocamera e microfono per tutte le app.

Se ad oggi non vi sono prove sulla relazione tra gioco e pedofilia, quel che è certo è che questa applicazione, insieme ad altre, sarebbe stata utilizzata per tenere sotto controllo gli utenti che la scaricavano, analizzandone comportamenti, spostamenti e interazioni, ai fini spionistici.

Questo ciò che è emerso analizzando alcuni documenti rilasciati da Eric Snowden, la National Security Agency (NSA) e il suo corrispettivo britannico, la Government Communications Headquarter (GCHQ).

A loro dire le app avrebbero sfruttato Angry Birds, YouTube e Google Maps per tracciare profili e raccogliere informazioni personali di centinaia di milioni di persone.

20 Risposte

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    big time rush

    Però nel mio telefono non c’è niente che mi dia le prove anche perché io non posso fare le foto. Ps: Io in realtà ci credo e forse i pedofili sono i ONE DERECTION!

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    francesca

    Io ci credo perché mi ricordo che una mia amica se lo è scaricato e negli occhi c’era una persona è gli ha chiesto se voleva incontrarla lei ha rifiutato ovviamente io ci credo che ci sono i pedofili

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      Sofia

      Poi quando gli chiedi: (c’era anche scritto) “vivo in una scatola di cartone. Ti risponde: GRAZIE DI AVERMELO DETTO. Ti piacciono gli animali?

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      mattia

      ma invece a me non è successo niente l’ho scaricata l’app e non mi ha chattato nessuno ma ce quando chatta con qualcuno bisogna essere furbi per non farsi fregare poi però sopra quando c’è la foto se sbaglio oltre agli occhi ho visto uno scaffale più che persona o uomo un scaffale… Boh cmq un pò è inquetante perchè: mi sta inquetante il fatto che prende informazioni e che ci fotografica in telecamera. Scusa del disturbo

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        mattia

        anche io mi chiamo mattia! Cmq io a casa ho una telecamera per casa caccia-killer e anche a me non succede niente però se mi voleva fregare forse perchè ho scaricato l’app ed è inquetante che vedo qualcosa oltre alla telecamera.. poi mi sa un’ altra fregatura che raccoglieva informazione più che chattare. Raccoglieva informazione mentre io le dicevo delle parole che dove abitavo senò mi aveva scoperto una imformazione personale

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    Ester

    Ho visto in uno dei commenti di un gioco simile dire: ho chiamato talking Bob e gli ho chiesto “hai una telecamera negli occhi” e lui “YESs” e poi si è bloccata l’ applicazione e c’era scritto Tallinn tim sta guardando i tuoi dati personali.

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    I_Am_Rouge

    Ho installato l’app, ma non mi chiedeva né la foto, né mi faceva chattare! Sono tutte cavolate! Non credeteci!

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    I_Am_Rouge

    L’unica cosa inquietante é il fatto che ti fa uno specie di riconoscimento vocale!

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      Elisa

      però non so se è vero, mi sa che ti spia e basta
      o forse raccoglie informazioni dal computer
      andando nella scheda delle tue informazioni.
      Cmq meglio non scaricarlo perchè ho sentito che una bambina era contenta del suo primo smartphone e aveva 10 anni. Sua mamma era via e la bambina era rimasta da sola e aveva scoperto quest’app e aveva scaricato l’app.
      Allora senza saperlo ha scritto le sue informazioni personali allora quando la mamma era tornata non trovava la bimba (a parte che l’aveva rapita perchè aveva inserito dove abitava e l’indirizzo ). Quindi la mamma si è spaventata. Ha chiamato la polizia ma non c’era modo la polizia non l’aveva trovata
      e quindi non si sa forse sarà una bufala o forse non lo è. Lo so che è bello però forse sono degli impiccioni ecco cosa. Ve lo dico io valà. Notte

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    XxEmma_gianessixX

    Prima di scaricare questo gioco ho guardato i commenti e dicevano che era tutta una bufala ma quando ho saputo che grazie a questo sono sparite 5 bambine ho cominciato una ricerca su queste cose

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    Ale

    Io non so se crederci o meno ma sicuro c’è da allarmarsi perchè ormai con gli smartphones sono in grado di controllarci come vogliono!

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    Alina

    Si vero non ho le prove ma me lo ha detto un poliziotto… Tutto ciò mi da il terrore, solo sentire la parola pedofili mi fa venire i brividi

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