Sovranità alimentare, cos’è

Un paese o una regione può definirsi sovrana dal punto di vista alimentare solamente quanto possiede l’autonomia per decidere, quando è libera da qualsiasi forma di pressione riguardo alla propria politica economica, sociale, ambientale e culturale.

Questo concetto incontra un supporto nel primo articolo del Patto Internazionale dei diritti economici, sociali e culturali dell’Onu, che proclama. (1) Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione; in virtù di questo diritto stabiliscono liberamente la propria condizione politica e, in questo modo, provvedono al proprio sviluppo economico, sociale e culturale. (2) Per raggiungere i propri fini, tutti i popoli possono liberamente disporre delle proprie ricchezze e risorse naturali, fatti salvi gli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale basata nel principio di reciproco beneficio.

In nessun caso sarà possibile privare un popolo dei propri mezzi di sussistenza. A loro volta, questi mezzi di sussistenza devono fondarsi su basi di sostenibilità ambientale, economica, sociale e culturale.

Governance alimentare

Il primo Forum sulla Sovranità Alimentare si è tenuto a Cuba nel settembre del 2001. Vi parteciparono 400 persone provenienti da circa 60 Paesi e 200 organizzazioni; le conclusioni sono state raccolte nella Final Declaration of the World Forum on Food Sovereignty.

In parallelo al FAO Word Food Summit di Roma nel 2002, si è tenuto il secondo Forum sulla Sovranità Alimentare, cui hanno preso parte i rappresentanti di 700 organizzazioni non governative e della società civile.

La definizione di sovranità alimentare allora proposta fu la seguente: sovranità alimentare è il diritto dei popoli [successivamente sostituito con “individui”, per unirlo alla cornice di diritto umano], comunità e paesi per definire la propria agricoltura, lavoro, pesca, cibo e politiche territoriali, che sono ecologicamente, socialmente, economicamente e culturalmente appropriate alle loro uniche circostanze.

L’enunciato comprende il vero significato di diritto al cibo e alla produzione di cibo: tutte le persone hanno diritto a un cibo sicuro, nutriente e rispettoso della cultura; tutti hanno diritto di accesso alle risorse necessarie alla produzione di alimenti e sostentamento della propria società.

Autonomia alimentare

Nel 2009, in concomitanza del Vertice FAO sull’Alimentazione, si è tenuto il People’s Food Sovereignty Forum; ad essa hanno preso parte più di 450 organizzazioni di contadini, piccoli pescatori, pastori e rappresentanti di popoli indigeni.

Trovando in questo contesto delle basi più forti e variegate, il concetto di sovranità alimentare giunge così ad imporsi come diritto in capo ai popoli e alle nazioni.

Lo Stato è tenuto a intraprendere tutti gli sforzi necessari al fine di rispettare, proteggere e garantire l’autonomia dei popoli lungo tutta la catena alimentare. Allo stesso modo si richiede che le politiche interne di sicurezza alimentare siano strutturate e implementate affinché queste possano garantire l’attuazione del diritto umano a un’alimentazione adeguata e di preservazione delle proprie tradizioni alimentari.

Pertanto, la sovranità alimentare consiste nel diritto di tutti i popoli a partecipare alle decisioni politiche del proprio paese in materia di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo di alimenti, in accordo con ciascuna cultura e regione.

L’obiettivo è garantire che l’intera catena alimentare sia in sintonia con i principi e le direttrici dei diritti umani di ciascun popolo, nel profondo rispetto della diversità culturale.

Interdipendenza

La sovranità alimentare è strettamente legata alle relazioni economiche e al commercio internazionale, rapporti che devono essere regolati dagli Stati. Una mancanza di regolamentazione dei sistemi alimentari, oltreché portare alla distruzione dei sistemi nazionali e locali, comporta una standardizzazione delle abitudini alimentari e rende le diverse popolazioni estremamente dipendenti da alimenti che non si confanno alla propria struttura culturale.

Il diritto umano all’alimentazione adeguata trova la sua centralità nella garanzia dell’accesso fisico ed economico agli alimenti. Alla luce di ciò, essa risulta anche vincolata alla necessità di un’ampia riforma agraria che garantisca le condizioni strutturali e l’autonomia territoriale.

La sicurezza alimentare e nutrizionale sostenibile – la quale incorpora il principio del diritto umano all’alimentazione adeguata – enfatizza la qualità, la quantità e la regolarità dell’accesso agli alimenti in maniera sostenibile e permanente.

Fonte foto: ehabitat.it

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