“Sesso, bugie… e politica”

…e non “videotape” come nel titolo del noto film del 1989 che ottenne premi importanti.

Stavolta però il premio andrebbe assegnato a chi fosse in grado di dare un serio e motivato ordine di priorità a tutta la serie di fatti che si sono susseguiti nella vita della deputata Giulia Sarti (foto), Presidente dimissionaria della 2ª Commissione Permanente Giustizia della Camera dei deputati, incarico che le era stato conferito il 21 giugno 2018 a seguito della sua elezione con il Movimento 5 Stelle.

Già. La vita della deputata, proprio quella.

Si può provare con l’ordine alfabetico dei possibili aggettivi.

1.     Vita associativa. La deputata del movimento dovrà certamente rispondere al proprio “partito” di tutte le irregolarità che sono state rilevate all’interno dei sistemi interni di contabilità a cui si sono assoggettati i tutti i “volontari” che hanno aderito al movimento; ma in fin dei conti, si tratta pur sempre di regole interne di natura privatistica associativa, la cui rilevanza esterna potrebbe far divertire il popolo a redigere una delle tante classifiche dei vari furbetti e furbette.

2.     Vita giornalistica. Certamente – lo dice anche la legge – i personaggi pubblici hanno una dimensione di privacy più limitata rispetto agli altri; ma ciò non vuol dire che può essere “data in pasto” ai mezzi di informazione qualunque notizia di carattere personale che li riguardi. Nel nostro caso, pur comprendendo l’indignazione di un fidanzato turlupinato, diffamato o scaricato, tra il comportamento del Sig Bogdan Tibusche, accusato dalla Sarti della mancata restituzione dei rimborsi ai 5 Stelle, ma poi scagionato dalla Procura di Rimini, la rivelazione successiva alle “Iene” sull’esistenza dei filmati privati registrati dal sistema di telecamere piazzato nella casa della deputata, lo parifica al totale opposto di un galantuomo.

3.     Vita giudiziaria. Qui la faccenda si fa un po’ più complicata, perché le diffamazioni e le calunnie sono quanto di più grave possa scaturire dalla malvagità, destinate a scalfire le identità personali di altri. La Deputata è laureata il giurisprudenza, stupisce molto la sua scarsa consapevolezza su questo fondamentale passaggio. 

4.     Vita politica. Le dimissioni dalla carica, a fronte di questo articolato assedio di imbarazzi plurimi, certamente è stato un atto opportuno. Ma non hanno invece alcun senso le critiche feroci provenienti dai colleghi parlamentari ai quali sarebbe divertente indagare sulle loro vite per spiegare che tra pubblico e privato possono non esserci interconnessioni di alcun tipo; magari agli altri sta per capitare qualcosa di analogo ma ancora non lo sanno.

5.     Vita sentimentale. Privata per eccellenza, è fatta di soprattutto di divertimenti, relax e attività rilassanti; se poi si ha anche un marito o il fidanzato, è divertente – come si fa da sempre –  fotografarsi e filmare di tutto, mentre si va in gita, mentre si mangia, si scherza e anche quando si fa sesso, senza però poi far girare le pose erotiche della partner su Whatsapp.

6.  Vita sessuale. E neanche a farlo apposta, quella più eccitante è uscita per ultima. Ma non sarebbe il caso di iniziare a  scardinare una volta per tutte questa squallida e malcelata pruderie di tutti quelli che vorrebbero mortificare la persona attraverso l’espressione della vita sessuale che rappresenta invece un punto di importante gratificazione personale?

Insomma, l’utilizzazione dello schema “attività sessuale = vergogna”, oltre ad essere storicamente superato, tenta ancora di relegare il piacere femminile nel tabù. 

E quindi, nel caso che diverte le cronache di questi giorni, va detto semplicemente che, al di là della privacy certamente violata e meritevole di tutela, l’aspetto del filmino erotico, rispetto ai fatti più imbarazzanti e degni di nota purtroppo negativa,  resta quello più candido e simpatico, giuridicamente irrilevante e personalmente divertente, a dispetto dei soliti guardoni e imperituri maldicenti.

Fonte foto: lettera43.it

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