Renzo Arbore: si mette in mostra al Macro, 50 anni di carriera

133146431-ed6d2221-eb7e-44bd-9dc9-2267ba5d4e59Parlare di Lorenzo Giovanni Arbore, detto Renzo, è quasi superfluo, tanto è famoso, conosciuto ed anche amato. Arbore ha mille sfaccettature, è un disc jockey, cantautore, conduttore radiofonico, clarinettista, showman, attore, sceneggiatore, regista, personaggio televisivo italiano, chi più ne ha, più ne metta.

Viene considerato il primo disc jockey italiano, l’uomo che ha scritto la storia della radio e dell’intrattenimento italiano; festeggia in questi giorni un compleanno speciale, in occasione dei suoi 50 anni di carriera è protagonista al MACRO Testaccio di Roma, con una rassegna che ne illustra curiose passioni, hobby, tra oggetti di plastica e una collezione molto originale di radio e di juke-box.

Arbore gli oggetti della mostra al MacroL’inaugurazione della mostra “Renzo Arbore, sottotitolo, Videos, radios, cianfrusaglies – Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate”, allestita alla Pelanda del museo Macro a Testaccio sarà domani sera, venerdì 5 febbraio, mentre l’apertura al pubblico sabato 6 febbraio fino al 3 aprile.

Con il libro e la mostra lo showman e musicista, geniale innovatore della radio (vi ricordate Alto Gradimento? Geniale programma radiofonico di Gianni Boncompagni, Renzo Arbore, Giorgio Bracardi e Mario Marenco, primissima puntata nel 1970), della televisione e del costume italiano, festeggia i cinquant’anni dall’esordio radiofonico, con Bandiera Gialla, i trent’anni invece dal mitico grande successo televisivo di “Quelli della Notte”. La mostra ripercorrerà le tappe salienti della carriera di Arbore, la vita, gli interessi, i progetti, tutti i programmi, le innovazioni e le “invenzioni” del simpatico artista.

45 giriLa mostra al Macro è accompagnata dall’uscita del suo ultimo libro “E se la vita fosse una jam session? Fatti e Misfatti di Quello della Notte”.

Libro e mostra, dunque, per ripercorre cinquanta anni di ricordi, trasmissioni radio e televisive, collezioni di dischi, di vinili, di oggetti curiosi, una incredibile collezione di oggetti di ogni tipo (da quelli utili per la casa a quelli assolutamente surreali), fino al rapporto con la malattia, l’esperienza fatta accanto a chi soffre, la travolgente esperienza umana fino al grande contributo che Arbore ha dato alla cultura italiana, attraverso sceneggiature, “cianfrusaglie” di ogni tipo, musica, canzoni, trasmissioni radio e tv. Renzo Arbore ha riempito la sua casa romana di migliaia di oggetti stravaganti, quasi fossero lo specchio della sua brillante e poliedrica personalità che proprio forse più di ogni altro, è stato artefice e pioniere di nuove forme di spettacolo, dalla radio alla televisione, dalla musica al cinema.

Arbore BoncompagniDa domani fino al 3 aprile, dunque, quell’universo di passioni e quell’immaginario di creatività che è anche un pezzo di storia italiana, è raccolto al Macro Testaccio. Imperdibile, per i curiosi, gli appassionati, i fans, senza età. Tanti piccoli Peter Pan in fila, dunque, pronti all’ingresso del Macro Testaccio: “Giravo per mercatini a caccia degli oggetti più disparati ,ha raccontato Arbore, si sa, io sono innamorato del disutile, dell’oggetto falso che, sostengo, è meglio del vero perché non appassisce”.

Una breve annotazione e curiosità merita “La Pelanda”.

La gestione de La Pelanda, affidata al MACRO, è uno spazio culturale molto grande, interessantissimo, un esempio di architettura industriale che realizza un percorso dedicato al contemporaneo, arricchito anche dalla presenza, sempre all’interno dell’ ex Mattatoio, dell’Accademia di Belle Arti e della Facoltà di Architettura di Roma Tre. Grandi superfici a vetrate che esaltano lo spazio espositivo e la grande luminosità dell’interno, convogliando fasci di luce e portando respiro.

di Alessandra Paparelli

Informazioni e prenotazioni : macro@comune.roma.it

Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma

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