Renzi ci riprova a proporre gli Eurobond ma la Merkel storce la bocca

Angela-Merkel-2Sta facendo discutere le cancellerie europee la proposta inviata dal governo italiano alla Commissione (Presidente: Jean Claude Junker) e al Consiglio UE, detta “Migration compact” relativa a uno schema di accordo tra i paesi di origine e di accoglienza dei migranti, finanziata anche con emissione di Eurobond. La proposta di Matteo Renzi rilancia il problema dell’emissione di eurobond da parte degli organismi finanziari europei, sinora decisamente rifiutata dalla Germania.

Gli eurobond prefigurerebbero un ipotetico meccanismo solidale di distribuzione dei debiti a livello europeo attraverso la creazione di obbligazioni del debito pubblico da parte dei Paesi dell’eurozona. Sarebbe il primo passo per creare un vero e proprio bilancio europeo. La Germania ha sempre avversato l’emissione di titoli del genere in quanto, sostanzialmente, avrebbe per conseguenza che i paesi virtuosi, in termini di costo del debito, si accollerebbero un onere aggiuntivo a favore dei paesi meno virtuosi. Ma è questa, d’altronde, l’idea solidale d’Europa, alla base della sua fondazione.

E’ l’ultima delle prese di posizioni assunte dal “Pierino” di Palazzo Chigi e che continuano a far storcere il naso alla cancelliera Angela Merkel; quello di Matteo Renzi, tuttavia, è un rischio calcolato, se non appositamente perseguito. Sono già alcuni mesi, infatti, che il premier italiano pone sul tavolo alcune questioni relative a punti dove la Merkel si trova in difficoltà e dove può trovarsi d’accordo con euro burocrati o uomini politici generalmente alleati della cancelliera.

Il riscontro di turno infatti, è venuto addirittura dal Presidente della Commissione europea, Jean Claude Junker, candidato a suo tempo a quella poltrona proprio da Angela Merkel e, in passato, non immune a critiche molto forti verso la politica economica e finanziaria dell’Italia. Junker, infatti, dopo sole 48 ore dal ricevimento della proposta, ha comunicato a Renzi di accoglierla con grande favore perché il “Migration compact” rappresenterebbe finalmente un approccio concreto al tema delle migrazioni in termini da lui stessi sostenuti in passato. Infine Juncker ha assicurato che avrebbe preparato una comunicazione del punto di vista della Commissione, di concerto con il vicepresidente Timmermans e l’alto rappesentante della politica estera Mogherini, in vista del Consiglio europeo sui migranti del 28 e 29 giugno prossimo.

La reazione positiva del Presidente della Commissione europea non ha stupito il furbo “Pierino” di Palazzo Chigi: era stato proprio Junker, nel 2011, a proporre senza esito all’Unione una forma di eurobond, con il nome di E-bond ma comunque concernente l’emissione di titoli obbligazionari a livello di bilancio continentale.

Chiaramente, la Germania, ha espresso il suo dissenso, anche se la Merkel ha evitato di prendere una posizione ufficiale , dando mandato ad altri esponenti politici tedeschi di esprimersi in “diplomatichese”, in proposito. Il portavoce Steffen Seibert, infatti ci ha tenuto a ricordare che il governo tedesco avrebbe esaminato in modo approfondito le proposte di Renzi, ma che preferirebbe una soluzione complessiva europea (senza specificare quale) e che sta pensando anche ad altre misure. Un modo come un altro per dire che sono contrari.

Questa volta, tuttavia, la posizione tedesca ha veramente mostrato tutte le attuali difficoltà di Berlino a mantenere la leadership europea, sul piano delle politiche economiche continentali, anche se ciò non significa che il piano “Migration Compact” possa vedere la luce in tempi ragionevoli.

Renzi, però, calca mano nel mostrare a tutti gli europartners la paralisi progettuale del governo tedesco, nel presente momento di crisi: “Se hanno soluzioni diverse le dicano” ha detto il premier italiano, riscuotendo da Berlino un silenzio assordante che ha gettato nello sconcerto gli altri partners dell’eurogruppo.

di Federico Bardanzellu

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