Provincia segreta – Viterbo: il Pozzo del diavolo

Come ci si arriva

Il Pozzo del Diavolo è una grotta di origine vulcanica, sita nei pressi di Caprarola, nel Lazio. Si raggiunge percorrendo la via Cimina che si diparte dalla via Cassia Bis in direzione di Viterbo. Il luogo è incantevole poiché è immediatamente sopra il Lago di Vico ed immerso in una stupenda faggeta. Percorrendo la Cimina, in località San Rocco, nei pressi di Rociglione, si imbocca una strada asfaltata che scende verso il Lago. Alla fine della discesa, vi è un posteggio auto e un’area da pic nic.

Passeggiata 

A piedi si segue un viottolo (dei paletti il legno contrassegnati con il numero 128B) che sale per un ampio vallone nella faggeta. Raggiunto un crinale secondario il sentiero va a sinistra, sale per un tratto a mezza costa e traversa un secondo vallone.

Monte Venere

Prima di raggiungere la sella tra le due vette della montagna si piega ancora a sinistra e si raggiunge un pianoro ( Monte Venere – 827 metri s.l.m), dove i faggi del versante settentrionale lasciano il posto ai cerri. In breve, a sinistra, si può raggiungere il cocuzzolo più alto (838 m). Si scendono pochi metri tra grossi blocchi vulcanici e si raggiunge l’ingresso del Pozzo del Diavolo malamente recintato tramite un  cordino. Occorre fare molta attenzione per non cadervi dentro.

Esplorazione

Volendo esplorare la cavità, , è necessario calarsi nel pozzetto di tre metri dal lato più basso dell’imbocco. La discesa di questo pozzo presenta un passaggio non complicato ma è necessaria una corda per calarvisi dentro. Vista la difficoltà della discesa e il pericolo che comporterebbe una caduta, si raccomanda prudenza: non andarci da soli e con bambini al seguito.

Leggende

Il Pozzo, sembra essere stato un antico luogo di culto nell’età neolitica. La leggenda, raccontata da alcuni affreschi presenti a Palazzo Farnese, dice che Ercole scagliò la sua clava che si conficcò nel terreno ove ora si trova il pozzo. E da quel punto, dal fondo si creò una grande quantità di acqua che si riversò nella sottostante depressione creando così il lago di Vico.

Storia

Col tempo si formò una fitta foresta che unita alla presenza di acqua e alla ricchezza di selvaggina, favorì la formazione di un piccolo villaggio preistorico sulla sommità di Monte Venere, i cui reperti, recuperati all’interno del Pozzo del Diavolo stesso, sono oggi conservati al Museo Pigorini di Roma. Si tratta di presenze umane risalenti a circa 5.000/4.000 a.C.

Ultima bocca eruttiva

Monte Venere, venne chiamato anche monte “trecimole”, cioè “tre cime”. In effetti la sommità è composta da tre cime su una delle quali vi è il Pozzo che, secondo alcuni vulcanologhi, sarebbe la bocca dell’ultima attività vulcanica.

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