PROVA SU STRADA – Mini Countryman Cooper SD ALL4

2017-10-13-PHOTO-00000070Siamo giunti ormai alla seconda generazione della Mini Countryman, la materializzazione dell’idea di urban crossover secondo la casa britannica che dal 1994 è proprietà di BMW. Per la prima volta viene introdotto su un modello Mini il pianale UKL, la piattaforma modulare per motori trasversali utilizzata poi da BMW nella progettazione della Serie 2 Active Tourer, che permette alla vettura di crescere di ben 20 cm di lunghezza e di 7,5 cm di passo rispetto alla precedente generazione.

Esterni

Lunga 4,30 m, alta 1,55 m e larga 1,82 m, la Countryman abbandona il settore dei B SUV compatti entrando di prepotenza in quello che sta emergendo come il settore più competitivo, quello dei SUV si grandi – ma non abbastanza per essere considerati ingombranti in città – ma dal design coinvolgente, dalle buone prestazioni e dall’ottima abitabilità. 2017-10-13-PHOTO-00000069Rispetto alla vecchia generazione cambia soprattutto all’anteriore, in cui si notano immediatamente i gruppi ottici più allungati lateralmente rispetto al passato – full led – con la luce diurna che corre lungo la cornice. Nuovi sono la calandra a nido d’ape e il paraurti anteriore, in cui trovano collocazione i fendinebbia alogeni (optional quelli a led) e tutti i radar e sensori che fanno parte dei sistemi di sicurezza attivi. Dalla parte bassa della fiancata parte una nervatura che si alza correndo lungo tutto il passaruota posteriore fino ai gruppi ottici, identificando un retro che nell’insieme richiama molto il modello precedente. Belli i cerchi da 19” MINI Yours Masterpiece bruniti, che si sposano alla perfezione con il British Racing Green della carrozzeria.

Interni

2017-10-13-PHOTO-00000067I 7,5 cm in più di passo si sentono tutti, soprattutto stando seduti sui sedili posteriori; lo spazio per la testa abbonda e lo spazio per le ginocchia è sufficiente anche per gli occupanti più alti. Ottimi i materiali, ricercati, così come le finiture. Comodissimi i sedili in pelle Lounge, con trama a bande verticali, riscaldabili, regolabili elettricamente e dotati di due memorie, impossibile non riuscire a trovare la posizione di guida corretta indipendentemente dall’altezza del pilota. Il tema del cerchio è l’elemento da sempre caratterizzante lo stile Mini, e questa nuova Countryman non fa eccezione.

Infotainment

2017-10-13-PHOTO-00000068Il cruscotto è semplice, come da tradizione, con tachimetro centrale e contagiri a mezzaluna entrambi analogici, con sulla destra l’indicatore del carburante. Subito sotto trova posto lo schermo LCD del computer di bordo, dove vengono visualizzate le informazioni relative al chilometraggio, alla marcia consigliata e alla gestione dei sistemi di aiuto alla guida. Il volante in pelle ha una buona impugnatura; sulla destra troviamo i comandi per gestire bluetooth e sistema multimediale, mentre sulla sinistra i tasti da cui comandare e regolare il cruise control adattivo. Al centro della plancia troviamo le tre ghiere circolari che consentono la regolazione del climatizzatore bizona, mentre poco più in basso – di chiara derivazione aeronautica – il comando dell’accensione. Disponibile come optional l’Head Up Display, comodo anche se non ancora di ultima generazione: le informazioni utili alla guida ci sono tutte, proiettate non direttamente sul vetro come i più moderni sistemi ma ancora sul vecchio vetro verticale a scomparsa. Di notevole impatto visivo il grande schermo da 8,8” del sistema di navigazione Mini Professional, con touchscreen capacitivo e splitscreen per visualizzare in parallelo più contenuti. Dotato di Mini Connected e di scheda 3G, è in grado di connettersi alla rete e di usufruire di tutti i conseguenti vantaggi.

Dinamica e prestazioni

2017-10-13-PHOTO-00000071Se escludiamo la versione sportiva John Cooper Works a benzina, l’esemplare in prova è il top di gamma per quanto riguarda le motorizzazioni a gasolio. Mossa da un 4 cilindri da 2.0 litri da 190 CV e 400 Nm di coppia, la Mini Countryman Cooper SD ALL4 è in grado di raggiungere una velocità massima di 218 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in 7,4 secondi. Questo grazie al perfetto abbinamento tra la trazione integrale ALL4 e al cambio automatico ad 8 rapporti con possibilità di utilizzo in sequenziale. In condizioni ottimali la trazione è prevalentemente anteriore, ma grazie al sistema Haldex è possibile trasferire fino al 50% della coppia all’asse posteriore in caso di scarsa aderenza o di guida dinamica in curva. Tre le modalità di guida, selezionabili attraverso un selettore alla base del cambio – Green, MID e Sport – che vanno ad influire sulla risposta dell’acceleratore in base allo stile di guida che si vuole adottare. Purtroppo disponibile solamente a richiesta è l’optional degli ammortizzatori elettronici con assetto sportivo e paddle al volante, per sfruttare a pieno le potenzialità della vettura tra le curve ed esaltare ancora di più l’ottimo telaio di cui dispone. Senza di esso infatti, in modalità Sport, nonostante sia notevole la differenza di erogazione rispetto alla Green, si sente tra i tornanti la mancanza di una configurazione più rigida, che faccia sobbalzare di meno la vettura e che riduca ancora di più il rollio. Non abbiamo avuto la possibilità di constatare i consumi effettivi, con la casa che dichiara un consumo medio misto di 4.9l/100 km.

Prezzo

La Mini Countryman è in vendita a partire da 24.950 euro per la versione con il 1.5 a benzina da 102 CV e la trazione posteriore e da 27.500 euro per il 1.5 diesel da 116 CV, sempre con trazione anteriore. L’esemplare della nostra prova, con motore da 2.0 litri da 190 CV, cambio automatico e trazione integrale ALL4 parte da 38.050 euro, optional esclusi.

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