Potenza delle pubblicità per impotenti

Le pubblicità mi sono sempre piaciute.

L’omino della Lagostina che si sagomava da una semplice linea e viveva avventure buffissime, Calindri che beveva un amaro seduto ad un tavolo tondo in mezzo alla strada, le indimenticabili caramelle Sperlari, il cui cofanetto “non si incarta mai”, i ragazzi della CocaCola che cantavano sotto un cielo di stelle in una notte bianca di neve, anche quell’odioso di Michele, l’intenditore di whiskey che tutti detestavano, tutto aveva qualcosa di affascinante. Quei brevi video erano un film nel film, erano l’immagine di qualcosa che accadeva nel mondo dove, da qualche parte, magari qualcuno stava davvero bevendo un liquore in mezzo alla strada, così appagato da non accorgersi di niente. C’era atmosfera, c’era romanticismo.

In qualche modo, le pubblicità rappresentano il mondo in cui si vive e, dai tempi della Lagostina ad oggi, di tempo ne è passato e quel romanticismo è scomparso.

Oggi si pubblicizzano automobili sempre più tecnologiche, jeans stracciati, cibi per cani e gatti, orologi,  scarpe. Capita anche di imbattersi in una donna dall’apparente età di 50 anni, sorridente e felice perchè, con le mutande assorbenti, ha risolto il problema delle perdite urinarie. Che fa pendant con il video della sua coetanea che, in ascensore, guarda i due uomini accanto a sè atterrita dall’idea che possano percepire cattivi odori ma poi li riaffronta spavalda grazie alle fantastiche mutande che non ti fanno puzzare. A 50 anni scarsi. Ora, scusate la parentesi: ma chi le inventa queste pubblicità? Ho capito che non c’è quota rosa che tenga e qui percepisco lo zampino di un maschio, ma chi è costui, con chi vive? Che accidenti di donne frequenta? Una volta per tutte: le donne non “perdono”, capiamoci! Normalmente, sono gli anziani, di ambo i sessi e magari malaticci, che necessitano di mutande-pannolone, non noi. Chiaro? 

A Londra le pubblicità che vanno per la maggiore riguardano siti dove fare la spesa online o prenotare un pasto completo a domicilio, charity di ogni genere, applicazioni per trovare un coinquilino con cui condividere le spese di casa, suggerimenti per la  gestione dei risparmi. D’altra parte Londra è la città della finanza e se vi capiterà di passare  nella stazione di Canary Wharf, in questi mesi sarete abbagliati dalle immagini di Algebris, società indipendente di gestione del risparmio, che pubblicizza i suoi servizi.

Non mi è mai capitato di vedere la 50enne con il pannolone ma, tutto l’anno, una giovane donna che sbadiglia mi perseguita sui manifesti appesi nella metropolitana: spero tanto che voglia assumere gli integratori reclamizzati così risolviamo il problema.

Ai britannici, fino a qualche anno fa, interessavano molto i centri per la fertilità: “Would you like to get pregnant?” – vuoi restare incinta? – era il manifesto pubblicitario diffusissimo nei vagoni della tube, e se ogni coppia di gemelli che ora vedo in giro è frutto di queste terapie, direi che la pubblicità ha funzionato.

Non capisco perchè letti e materassi vengano tanto reclamizzati nella metro, sia a Londra che nella subway di New York, dove le pubblicità non sono piccole locandine ma immagini che tappezzano l’interno del vagone. A New York le carrozze sono a tema: puoi sederti in quella dedicata  ai materassi, c’è quella che consiglia la miglior polizza sanitaria esistente, l’immancabile charity in favore degli homeless, la più contenuta pubblicità di grandi magazzini. Anche la cura estetica ha il suo spazio ma i newyorkesi, si sa, vanno di fretta e le diete richiedono tempo e fatica: e allora Get ready for summer now” e vai nel centro di chirurgia estetica, entri che sei un cesso ed esci che non ti riconosce più nemmeno tua madre.

Ma la mia pubblicità preferita è un’altra. E mi ha aperto un mondo.

Amiche, sto per rivelarvi un segreto e mi dispiace, mi dispiace sfatare il mito dell’americano macho e figo, quello che ti incontra in un bar e ti seduce con uno sguardo alla George Clooney, quello che lo vedi in costume sulla spiaggia di Venice e ti fa sognare ad occhi aperti. Davvero, sono affranta ma, per dovere di cronaca, io ve lo devo dire: ho scoperto che il maschio americano è impotente. Non mi credete? E allora perchè i vagoni delle metro sono sempre, e dico sempre, ricoperti dalla pubblicità di getroman.com? Se non lo conoscete, date una sbirciatina al sito e scoprirete un universo maschile fatto di “sons, brothers, fathers, grandfathers and husband” (non c’è scampo, ci sono tutti) affetti dalla ED. Cos’è? Niente di cui preoccuparsi, “c’è chi è pelato, e chi ha la ED, Erectile Dysfunction”, dice l’introduzione, e vorrei tanto incontrare chi la ha pensata. Pare che questi figli, fratelli, padri, nonni e mariti, non quelli pelati, gli altri, siano così astuti da non andare dal medico perchè, sai com’è, una visita può essere imbarazzante ed è meglio aspettare o tentare rimedi casalinghi. Geni! Ma siccome l’80 % del Viagra che si acquista online risulta essere contraffatto, per non dire che 1 maschio su 7 si ammala di cancro della prostata e, di questi, 1 su 39 ne muore, (così dice il sito, per niente allarmistico) allora che fai? Ci vai dal medico? Ma nemmeno per  sogno! Tu ti iscrivi a getroman, registrando un documento per provare la tua identità, compili il questionario sui tuoi sintomi e nel giro di due ore lo specialista ti ricontatterà, ti visiterà online e ti spedirà la prescrizione o il farmaco (leggi Viagra) a casa in confezione anonima. Nessuno ne saprà nulla, nemmeno il tuo medico a ben vedere, ma cosa importa? L’online è il futuro e getroman è già lì, pronta a trasportarti, con la sua pubblicità, in questo nuovo universo dove tutto è virtuale, anche i medici. 

Sì, dalle caramelle Sperlari ad oggi qualcosa è successo al mondo ed alle pubblicità ed io, qui, seduta nel vagone della metro, inizio a sentirmi antica. Quasi quasi, per rimettermi al passo con i tempi, vado a comprare un bel paio di mutande assorbenti e sarò nel futuro anche io, spavalda e sexy come non mai.

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