Per Rafa Nadal un ridimensionamento casalingo

andy-murray-and-rafael-nadal-img7825_668-tennis-magazineIl tennista britannico Andy Murray si è aggiudicato il torneo Masters 1000 di Madrid, distruggendo l’idolo di casa, il maiorchino Rafa Nadal in un’ora e mezzo di gioco, con il punteggio di 6-3 6-2. E’ la prima volta che Murray, n. 5 del mondo, batte Nadal sulla superficie prediletta da quest’ultimo, la terra rossa, dopo sette precedenti negativi. 

Il risultato fa riflettere non tanto sullo stato di forma del vincitore, quanto su quello dello sconfitto. Il ventottenne maiorchino, forse il più grande tennista di sempre sulla terra battuta e quattro volte trionfatore a Madrid, non sembra essersi ancora ripreso da un misterioso infortunio al polso destro, procuratosi durante un allenamento nel luglio scorso. Tale incidente gli aveva fatto rinunciare agli US Open e alle ATP finals, per poi indurlo ad operarsi dopo quattro mesi dal suo evento, cioè il 3 novembre successivo.

Dopo aver perso dal cecoslovacco Berdich nei quarti di finale degli Australian Open, Nadal aveva iniziato la stagione 2015 sulla terra rossa con ambizioni velleitarie, ma i suoi risultati hanno deluso. Nei quattro tornei sinora disputati, infatti, ha perso in semifinale a Rio de Janeiro dal nostro Fognini, in tre set; ha sì vinto il Torneo di Buenos Aires, ma di fronte ad avversari abbastanza inconsistenti quali gli argentini Berlocq e Monaco, da lui sconfitti negli ultimi due turni; ha perso nettamente in semifinale (6-3, 6-3) a Montecarlo, dove vantava sette successi consecutivi, sia pur dal n. 1 del mondo, il serbo Novak Djokovic e ora, nuova sconfitta, in finale, nella sua Madrid..

Ben differente era stato il suo ritorno in campo, dopo il più grave infortunio occorsogli nel 2012 (rottura parziale del tendine rotuleo unita ad una contemporanea infiammazione dei tessuti del ginocchio sinistro). Rimessosi in sesto, infatti, nel 2013, Nadal era tornato a trionfare al Roland Garros e agli US Open e, dopo aver concluso l’anno come n. 1 del mondo, si era ripetuto per la nona volta al Roland Garros del 2014.

La sconfitta di Madrid, dove era campione uscente, relega ora Nadal soltanto al numero 7 della classifica ATP, ed è la prima volta, negli ultimi dieci anni, che esce dai top 5. La sensazione è che lo spagnolo difficilmente riuscirà a ricoprire ruoli di primissimo piano, nel prossimo futuro, non tanto per la sua età (compirà ventinove anni il mese prossimo) quanto per le sue caratteristiche di gioco, che necessitano di notevolissime doti fisiche, potenza muscolare, scatto e velocità.

Probabilmente il suo fisico eccezionale sta risentendo prematuramente delle fatiche incredibili che ha attraversato in una carriera iniziata da giovanissimo (a diciannove anni Nadal poteva già vantare una vittoria al Roland Garros) e sta imboccando – forse – il viale del tramonto.

di Federico Bardanzellu

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