Paese che vai, Coronavirus che trovi

Ormai c’è poco da dire: il Coronavirus c’è ed è arrivato ovunque. Pandemia. 

Adesso è chiaro che non è “solo un’influenza” e i complottisti della prima ora, quelli che “uccidono più gli incidenti stradali”, “non c’è motivo di avere paura”, “io  me ne fotto ed esco” sono scomparsi. Magra consolazione ma è già qualcosa.

La brutta notizia è che sono stati sostituiti: adesso a parlare sono i politici di tutto il mondo. E sarebbe da mettersi comodi a ridere, non fosse per il momento drammatico.

Noi italiani ci siamo tenuti sul classico: perenne scontro governo-opposizione. 

Il Governo ha assunto provvedimenti e l’opposizione ci ha avvertito che ci faranno morire tutti, di virus o di fame. Sempre rassicuranti. E coerenti. 

C’è chi è passato da “riapriamo tutto, bar, musei, ristoranti, centri commerciali” (era il 27 febbraio) a “chiudiamo tutto”, ma proprio tutto, tutto tutto (12 marzo). Cosa non fosse chiaro il 27 febbraio non si sa e cosa non fosse chiaro dopo nemmeno.

Poi c’è chi si è beccato il Coronavirus ed ha un scusa validissima per tacere, chè tanto, anche se parla, non se lo fila nessuno.

Ma qualsiasi cosa sia stata detta o non detta in Italia è poca roba rispetto a quello che si sta proclamando in giro per il mondo.

Cominciamo da Trump

Forte del suo noto retroterra culturale di scienziato specializzato in virus, Donald ha iniziato spiegando che “è più pericolosa una normale influenza del Covid 19”. 

Il 10 febbraio affermava che non c’era niente di cui preoccuparsi perchè ad aprile, con il caldo, il virus sarebbe scomparso.

Il 26 febbraio, probabilmente scocciato dall’impertinenza del Coronavirus che ha continuato a diffondersi, il Presidente degli Stai Uniti di America ha preso di petto la situazione: “We’re very very ready for this”, siamo prontissimi ad affrontarlo, ha detto, dimentico di rappresentare un paese privo di un servizio sanitario pubblico. Ma ha anche precisato che “non penso proprio sia inevitabile che il virus arrivi in America”. Ma infatti! Perchè mai un virus che si stava diffondendo in tutto il mondo doveva arrivare anche lì?

“Stiamo rapidamente sviluppando un rimedio al Covid 19”, ha aggiunto il 28 dello stesso mese. Che gran peccato che, ad oggi, con migliaia di contagiati e di morti, non si abbia ancora notizia del miracoloso rimedio di Trump. 

Ma ci vuole ben altro per abbattere il presidente più “riportato” (guardate cosa ha in testa e ditemi) di sempre. 

Il 29 febbraio si è scagliato contro i Democratici: “Stanno facendo tutto il possibile per instillare la paura nelle persone, è ridicolo, questa è gente molto poco raccomandabile”, ha detto ai giornalisti. 

Intanto il virus avanzava e, fottendosene delle esternazioni di Donald, approdava negli USA. 

Allora il colpo di genio: tutta colpa dell’Europa, sono loro gli untori. E l’11 marzo ha bloccato tutti i voli da e con l’Europa. Con una sola eccezione: i collegamenti con la Gran Bretagna, rimasti attivi. Considerata la grande prevenzione che la UK sta facendo contro il Coronavirus, direi che è stata un’idea eccezionale.

E arriviamo qui, in quest’isola brexata, e vediamo cosa stanno facendo i britannici  per difendersi dal Coronavirus.

Come sempre restii a seguire mode e abitudini importate dall’estero, nella lotta al Covid 19 i britannici hanno deciso di fare a modo loro: non prevenire ma contagiarci tutti. Non sono straordinari? 

Insomma, tutto il mondo, TUTTO, segue le medesime linee guida che prescrivono isolamento, quarantena, distanza sociale, eventi cancellati, tutti a casa ed i britannici ci mandano fuori, a socializzare allegramente. In questo modo, ha spiegato il consigliere scientifico del governo, Sir Patrick Vallance, ci contagiamo tutti e diventiamo immuni. Non è grandioso? Tu pensa un po’ che cretini i cinesi, che hanno messo in quarantena una regione e costruito ospedali nuovi per soccorrere i malati, pensa che imbecilli noi italiani, con gli ospedali pieni, medici ed infermieri stremati ed un popolo chiuso in casa! A saperlo prima quanti problemi ci saremmo risparmiati!

Certo, nel medio termine, in attesa che ci contagiamo tutti, potrebbe esserci qualche piccolo effetto collaterale: “more families, many more families are going to lose loved ones before their time”, moltissime famiglie perderanno i loro cari prima del tempo. Parole di Boris Johnson, lo ho ascoltato più volte perchè ero certa di aver capito male

D’altra parte qualcuno deve pur pagare per ‘sto virus, no? Cosa vuoi che sia qualche migliaia di morti in una popolazione di circa 66 milioni? E comunque Sir Vallance ha una strategia eccellente: posticipare il picco dei contagi in estate, così il corpo umano si difende meglio. Ora, a parte che siamo solo a metà marzo e, di questo passo, il picco arriverà in un mese, ma poi, Sir Vallance, dove pensi di vivere? Ai tropici? Perchè forse non lo sai ma in Gran Bretagna, d’estate, ci sono 15 gradi, 20 quando va bene e, se proprio va di lusso, due giorni sopra i 25. E questo nel sud del Paese, perchè il nord rimane al freddo quasi perennemente. Sai che aiuto contro il virus! 

Aplomb quanto vuoi, le dichiarazioni di Johnson hanno colpito i britannici, almeno coloro che nella vita hanno affetti che non vorrebbero perdere anticipatamente per un contagio. Così i ristoranti si stanno svuotando e gli uffici chiudono. Si lavora da casa. Le scuole sono aperte ma sono state proibite le gite all’estero: vi sarebbe piaciuto fuggire in un paese che faccia prevenzione, eh? E invece no, dovete restare a casa vostra ed ammalarvi tutti, così vi vaccinate. 

Come sempre e più di sempre è un problema di costi: avete idea di quanto costerebbe all’NHS, il servizio sanitario pubblico britannico, testare chiunque abbia un sintomo? Tanto vale prescrivere di restare a casa, se guarisci bene se no si vedrà. E, per inciso, Boris ha detto che bastano 7 giorni di quarantena, i 14 adottati da tutto il mondo sono un’esagerazione. Qui tocca lavorare, c’è da pagare Brexit, scordatevi di mettere a carico della nazione anche il Coronavirus.

I casi di contagio accertati oggi sono 798 ma ne vengono stimati tra i 5 ed i 10.000, ottimisticamente.

E noi, ottimisticamente, stimiamo che rimarremo chiusi in casa a lungo, fino a quando potremo tornare in quel paese di imbecilli dove scuole, università e locali pubblici sono chiusi e dove le strade deserte sono il simbolo di una nazione unita e coraggiosa, che rispetta le persone più del denaro e che, con orgoglio, sventola dai balconi della quarantena il nostro tricolore.

#iorestoacasa

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