Notti da brivido

Quando scrivo che a Londra si vedono cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, non cito Blade Runner tanto per dire: io vi assicuro che qui si vedono cose che da nessun’altra parte del mondo ritenuto civilizzato accadono. Non mi credete? State a sentire e poi ditemi se avete mai vissuto un’esperienza simile.

Come forse sapete, le cose più strane accadono ai figli di medico; se poi il figlio del medico vive a Londra e si chiama Valentina, allora può succedere davvero di tutto. Così, quando ho iniziato a svegliarmi con delle bolle sulle braccia, ho pensato: eccolo là, allergia a qualcosa di misterioso.

Prima di disturbare il Telemedico (quel sant’uomo di mio padre), ho organizzato una spedizione punitiva in camera da letto: io e Luiza, la mia cleaner, alla ricerca dell’acaro perduto. In due abbiamo ripulito la stanza come mai più sarebbe accaduto, aspirando e lavando ogni superficie fino a rendere l’ambiente sterile quanto una sala operatoria.

Molto soddisfatta, sono andata a letto felice e mi sono svegliata grattandomi anche la schiena: bolle nuove, la missione igienizzante aveva fallito.

“Non so cosa dirti” ha detto il Telemedico davanti alle foto che gli ho inviato, “hai sempre cose strane tu!” che c’era da rispondergli “Farina del tuo sacco e ti lamenti pure?” ma ho taciuto: non sono nella condizione di inimicarmi il solo telemedico che conosco.

“Che ne dici se prendo un antistaminico?” ho chiesto.

“Prova.” ha risposto lui, evidentemente disinteressato alla vicenda, chè mio padre si appassiona solo se stai per morire, tutte le altre cose sono scemenze, passeranno.

L’antistaminico ha avuto un ottimo effetto sul mio sonno, rendendolo più profondo, ma sulle bolle il risultato è stato zero: ho continuato a svegliarmi con il braccio e la schiena sempre più ricoperti.

“Ammi, hai per caso delle bolle sul corpo?” ho chiesto anche a lui.

“Che bolle?” mi ha risposto.

“Bolle, Ammi, quanti tipi di bolle conosci? Tipo queste che ho sul braccio.” Lui ha dato un’occhiata, poi si è sommariamente ispezionato e “No” mi ha risposto, “io non ho nulla.”

“Ma hai prurito?”

“Di che tipo?”

“Del tipo che ti gratti!”

“Ah.. no, non mi gratto.”

Bene. Quindi il problema era solo mio. D’altra parte io sono un’allergica e lui no. Ma chissà a cosa sono allergica, pensavo. Ho avuto numerosi consulti con il Telemedico, stante soprattutto la gratuità del servizio, non lo nascondo, perchè  da un punto di vista pratico non è servito a nulla: io sempre piena di bolle, Ammi liscio come un pupo, il Telemedico sempre meno partecipe, “tanto vedrai che passerà.”

Fino a che… perchè, torno a ripetere, ci sono cose che voi umani, che vivete in un paese civilizzato negli anni 2000, voi non avete mai visto nè mai vedrete: quando mai, ditemi, avete visto una cimice del letto, qui nota con bedbug, passeggiare spavaldamente sul vostro lenzuolo dopo una notte di bagordi a base del vostro sangue? Ed io, invece, ce l’avevo proprio lì, che trotterellava sazia e felice, diretta a casa, dove la famiglia intera la stava aspettando, nell’angolo in alto a sinistra del  mio letto. Praticamente sotto la mia testa.

“Ammi, guarda!” ho urlato.

“Cos’è?” ha risposto lui, sporgendo la testa verso l’animale ma tenendo il corpo lontano il più possibile dal letto.

“Non lo so cos’è ma secondo me è una cimice.” perchè, a quel punto, tutto stava prendendo forma e le mie bolle iniziavano ad avere una disgustosa spiegazione.

“Come una cimice? È pericolosa? Chiama tuo padre!”

“Mica è uno zoologo, che lo chiamo a fare?”

“Uccidiamola!” plurale majestatis, e dopo essere stata fotografata, la cimice, con buona pace degli animalisti, è stata soppressa.

È risultato, quindi, che il nostro letto era infestato dai bedbugs, simpatici animaletti che si scavano una tana nel legno e che escono la notte per ubriacarsi di sangue umano e poi tornano a casa a smaltire la sbornia: più British di così! E avevano fatto la tana proprio dalla mia parte di letto, dimmi tu che culo!

Ora uno può pensare, sarà successo solo a te. E invece è talmente usuale, qui, che i siti web dei municipi forniscono le indicazioni da seguire in caso di bedbugs e ti indirizzano ai disinfestatori.

Tu pensa sempre la fortuna, Ammi stava partendo per lavoro e con le cimici ed i disinfestatori ci sono rimasta solo io. 

Ho dovuto svuotare l’intera camera da letto, dove c’è l’armadio di Ammi ed è stato come svuotare un negozio di abiti da uomo. 

Ho dovuto lavare a 60 gradi tutte le lenzuola, per eliminare eventuali uova di cimice, trasformando la casa in una lavanderia. 

Ho dovuto aspettare i disinfestatori, che sono arrivati con un giorno di ritardo, tanto io stavo comoda, con la casa sottosopra ed in ottima compagnia nel letto, la notte.

Caso mai foste interessati alla disinfestazione, sappiate che il problema si risolve nel giro di un mese ed occorrono due interventi: il primo le riduce ed il secondo le elimina del tutto. Qualche volta occorre anche un terzo intervento ma non è stato il mio caso.

Quando, imbarazzata come stessi confessando di avere la sifilide, ho informato i portieri, loro mi hanno risposto “It can happen” e non hanno diramato un’allerta nel palazzo come mi sarei aspettata. 

D’altra parte sono britannici e qui, le cimici, “can happen”.

1 risposta

  1. Raffaella Bonsignori

    Sempre meravigliosamente caustica e comica. Humour britannico, direi, se non fosse che sei nata così! Ti dovessi dire, però … non ho il letto di legno, ma ieri sera, dopo aver letto il tuo articolo, l’ho analizzato con la lente di ingrandimento. Pauraaaa!

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