Mamma, sono diventata Vegana! 5 modi di essere Vegan

mamma e figlia veganE’ da qualche tempo che pensi e ripensi a milioni di povere bestiole uccise per qualche capriccio o molto più semplicemente per sfamare gli esseri umani, quando un bel giorno comprendi che non vuoi più avere “qualcuno” dentro il tuo piatto.

Diventi inizialmente vegetariano, convinto di poter in qualche modo placare la tua coscienza, tuttavia ben presto scopri che anche latte e derivati si ottengono attraverso la violenza e lo sfruttamento degli animali.

Il passo tra il primo stadio iniziale di “consapevolezza”, alla decisione drastica di diventare Vegan è breve.

Già pensi allo sgomento di chi ti sta accanto.

Come reagiranno quando comunicherai di essere divenuto un “maledetto vegano”?

“Mamma: ho deciso di diventare Vegano” s’inizia sempre dalla mamma, che ovviamente troverà mille tesi per sostenere che essere Vegan è solo il frutto di una mente disturbata e che senza bistecchina diventi anemico.

A niente valgono le tue ragioni, etiche, salutistiche, ambientalistiche…

Per la mamma e per tutto il raggio delle tue conoscenze, o sei in preda a qualche delirio modaiolo strambo del momento, o sei semplicemente impazzito…

Tu rimani Vegan e inizi a frequentare gente che la pensa come te, certo di trovare almeno in loro piena solidarietà.

E invece… ti si apre un mondo.

Scopri infatti che esistono ben 5 modi di essere Vegan.

Quali sono?

Scopriamo sinteticamente le differenze, nel caso volessimo scegliere questo stile di vita.

1) Vegan “tradizionale”

E’ chi sceglie di non nutrirsi di animali, latte e derivati. Esclude anche il miele, poiché per la sua produzione vengono inseminati artificialmente i maschi, ai quali viene mozzato il capo per consentire il rilascio dello sperma.

Oltretutto il miele, fonte principale di nutrimento delle api, viene sostituito con melassa o altri cibi energetici zuccherini.

Il vegano non va a cavallo, non tollera l’ippoterapia, (per una forma di antispecismo), sta attento alle etichette del supermercato, alla composizione dei capi di abbigliamento e diffida dei colossi alimentari che propongono menu alternativi di stampo vegan. Non gli verrebbe mai in mente di assaggiare il McVeggie, per intenderci.

Il grado di proselitismo del verbo Vegan è a discrezione del singolo.

Tali caratteristiche accomunano i diversi “generi” Vegan, salvo che per alcune piccole differenze.

2) Il Vegan crudista

Praticamente uguale a sopra, solo che non cuoce nulla.

Il crudista infatti basa la sua alimentazione su ciò che la natura ci offre, così com’è, senza l’intervento umano.

Secondo i crudisti, la vita infatti nasce cruda ed ogni processo biologico avviene al di sotto di certe temperature.

Del resto, prima della scoperta del fuoco nessun cibo veniva cotto

In pratica, se la natura ha prodotto dei cibi crudi è perché essi devono essere consumati crudi.

Il crudismo, o raw food, inizia con gli Esseni (setta ebrea del Mar Morto, di cui è stato ritrovato nel ‘900 il Vangelo Esseno della Pace).

Essi seguono una dieta di tipo ortoressico (che prevede un’attenzione praticamente maniacale riguardo la scelta del cibo) e predilige l’esclusivo impiego di cibi crudi – frutta, verdura e semi.

Perché si diventa crudisti?

Perché la cottura degli alimenti viene considerata denaturante e produttrice di scorie che intossicano l’organismo.

3) Il fruttariano

Mangia solo frutta che cade dagli alberi, tuberi ed ortaggi, non solo perché ritiene che anche le piante abbiano sentimenti, ma anche perché non reputa necessarie le foglie.

Vengono esclusi anche i semi, in quanto da essi si generano nuove piante. Il fruttariano introduce altresì il concetto di cibo “specie specifico”, secondo cui ogni specie animale è predisposta a mangiare solo cibi destinati alla sua specie. Ad esempio: non possiamo mangiare grano poiché non siamo nati con il becco. Per il fruttariano sono tabù i frutti acidi come limone, kiwi, ananas e l’arancia viene considerata più cancerogena della carne.

E’ specializzato nella cucina carpotecnica – dal greco karpòs (frutto) e teknè (arte) – una la tecnica di lavorazione e miscelazione dei frutti-ortaggi (si usa largamente anche il platano sia come frutto sia sotto forma di farina), che permette di ottenere pietanze variegate e sfiziose.

Il fruttariano crudista. Mangia solo frutta cruda, senza alcun tipo di cottura o condimento.

4) Il melariano

A dire il vero, si tratta più di una teoria che di uno stile di vita realmente applicato. In Italia non esistono melariani puri.

Il melariano mangia solo mele, rigorosamente rosse, poiché le altre sono geneticamente modificate.

La mela, per il melariano è l’alimento specie specifico del genere umano.

Pare infatti che i primi uomini, in Kenya, si nutrissero solo di mele e grazie a esse potessero arrivare a vivere oltre 300 anni, subito dopo, con l’introduzione della carne, si sarebbe irrimediabilmente scesi a livelli ben più infimi.

Il melariano, come il fruttariano, è nemico acerrimo della frutta acida.

Anche lui bandisce limone, kiwi, ananas e in tutta la “frutta acida” in generale.

5) Infine c’è chi consiglia anche periodi brevi di digiuni o minidigiuni, a scopo disintossicante. Essi sostengono che mangiamo molto e molto male: ecco perché ci ammaliamo!

Gli alimenti non vengono mai mischiati fra di loro: banditi dunque macedonie o minestroni, perché la natura non mischia nulla.

Infine c’è il cosiddetto “Vegan cazzariano”, quello che come ti giri svaligia il frigo….

Conclusioni

Dietro i pasti che consumiamo abitualmente, si nasconde una crudeltà di cui non siamo consapevoli e che si ripercuote inevitabilmente sulla qualità della vita di ciascuno, perché si fonda su una scissione psichica che nega l’ascolto di sé e l’accudimento della propria emotività.

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