Madonna di Loreto: a Lampedusa in canoa

Madonna di Loreto

“Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura»” (Marco16,15.)

Fu per cooperare alla missione della Chiesa che Roberto Rabboni decise, nel 2014, di imbracciare la sua canoa per un pellegrinaggio che da Porto Recanati (AN) lo avrebbe condotto fino a Ostia Lido e da lì, a piedi, fino in Vaticano.

11 canoisti, 70 giorni, 1200 miglia nautiche, 400 km di marcia per donare al Santo Padre l’immagine della Madonna di Loreto benedetta da Monsignor Giovanni Tonucci, delegato pontificio per il Santuario della Santa Casa.

Sono passati tre anni e Rabboni ha radunato vecchi e nuovi amici.

L’iniziativa prevede di affidare al parroco di Lampedusa, Don Carmelo Magra, un eguale simulacro della Vergine Lauretana all’esito di un viaggio che da Piazza San Pietro terminerà nell’isola meta delle rotte dei migranti.

Il team è quasi interamente quello dell’impresa del 2014; Rabboni può contare sul supporto e patrocinio della Lega Navale Italiana Sez. Lido di Enea – Terracina che è affiancata, per la logistica terrestre e marina, dal Com. Corrado Gamberini.

Il kayak è partito l’ultima settimana di Giugno, dopo la benedizione del Cardinal Angelo Comastri (foto a dx, con i canoisti), e approderà presumibilmente nella prima metà del mese di Agosto; toccherà le coste della penisola fino a Reggio Calabria, supererà lo stretto di Messina e, dopo aver baciato le rive sicule, salperà per Linosa e, poi, per Lampedusa.

Il piccolo mezzo solcherà quel Mediterraneo che Papa Francesco, in occasione del suo primo viaggio apostolico, definì un “cimitero” e sperimenterà il calvario degli sbarchi della speranza.

La statua della Beata Vergine sarà una compagna di viaggio e si arricchirà, in ogni tappa, degli insegnamenti cristiani di Vita e Carità diventando simbolo e sollievo alla condizione drammatica dei rifugiati.

Preminente è l’intento di annunciare un messaggio di accoglienza a tutti quei popoli costretti a lasciare le proprie case nonché di manifestare appoggio e ammirazione ai lampedusani che ricevono nelle proprie famiglie i fratelli assetati.

Oltre all’aiuto spirituale e umano, è stato previsto un contributo economico che sarà affidato nelle mani di Don Carmelo grazie alla collaborazione con la “O.N.L.U.S. Il leone che ride” di cui lo stesso Rabboni (foto a sx) è presidente.

Si tratta dunque di un progetto che assume un significato peculiare alla luce degli eventi degli ultimi anni; il pellegrinaggio, per sua natura, è una condivisione con chi percorre la stessa strada, con chi ospita e con chi assiste, si carica dei valori di misericordia e solidarietà.

Madre Teresa di Calcutta diceva “Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare, usa il bastone. Però, non trattenerti mai!“; d’altronde, si sa, la differenza non la fanno i passi che compiamo ma le impronte che lasciamo.

Foto di Hans da Pixabay

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