Luoghi e Canzoni: Trieste – l’italiana

Sergio Endrigo, uno degli artisti più sensibili della canzone italiana d’autore, dedica a Triste questa “ballata” carica di atmosfera, di storia e di dolorosa memoria. Lui era nato a Pola nel 1933; alla fine della II Guerra Mondiale la sua città viene assegnata alla Jugoslavia, e lui con la madre (il papà era morto nel ’39) emigra in Italia. Il giovane Sergio entra in un collegio per profughi giuliano-dalmati di Brindisi, ma non dimenticherà mai il dramma personale e quello dei tanti italiani dell’Istria.

Trieste è il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia; è il secondo porto italiano dopo quello di Genova, collocata nella parte interna del golfo che porta il nome della città, e chiude i confini a Nord-Est.

L’antica Tergeste era un centro dei Galli Carni, poi colonia romana con Giulio Cesare; dopo la caduta dell’Impero, appartenne ai Goti, ai Bizantini, ai Longobardi e di nuovo ai Binzantini. Dopo la conquista di Carlomagno fu sottoposta alla potenza marittima di Venezia. Tutta la sua storia è influenzata dai continui mutamenti politici e dalle vicende legate al suo portoalle fine dell’800 era la quarta realtà urbana e primo porto dell’impero austro-ungarico; diventò una città cosmopolita, plurilingue e plurireligiosa. Trieste passò all’Italia dopo la I guerra mondiale, ma fu occupata dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943, e poi conquistata dagli jugoslavi nel ’45.

Subì le peggiori persecuzioni, con migliaia di deportati (morti nei campi e nelle carceri di Slovenia). Dopo l’accordo con Tito dello stesso anno, seguirono decenni di sofferenza per le popolazioni (ricordiamo il massiccio esodo di italiani dall’Istria, nel quale fu coinvolto anche Sergio Endrigo, nato a Pola); la città (divisa in due zone) non ebbe pace fino al 1977, fino a quando con il trattato di Osimo, divenne tutta italiana (la circostanza è fieramente ricordata da Endrigo).

Trieste è una meravigliosa ed elegante città di confine: una miscela di culture, stili e sapori; i suoi monumenti sono la testimonianza  della storia e delle diverse culture che l’hanno plasmata.

L’arco di Riccardo e il teatro romano del 33 a.C. sono nella zona più antica zona di Trieste: l’arco era l’accesso alla città vecchia (poi integrato nella costruzione dell’edificio accanto per la deprecabile pratica di utilizzare le rovine romane per nuove case e monumenti); il Teatro Romano (ben conservato) è sotto la collina di San Giusto, non lontano dal mare.

La Piazza dell’Unità d’Italia è una delle piazze più belle d’Italia: su tre lati risplendono gli eleganti e candidi palazzi (tra i quali il Municipio, il Palazzo della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia e la Prefettura); mentre l’altro lato ha il mare. Si tratta della piazza affacciata sul mare più grande d’Europa (ospita il famoso Caffè degli Specchi del 1839); davanti al Municipio c’è la Fontana dei Quattro Continenti, della metà del ‘700, per il mondo conosciuto al tempo (manca l’Oceania).

Il Santuario di Santa Maria Maggiore, unico edificio religioso in stile barocco della città; al suo lato la chiesa più antica di Trieste (Basilica di San Silvestro) dalla sua facciata in stile romanico. La Cattedrale di San Giusto (sulla sommità del colle omonimo) è il principale luogo di culto di Trieste, con annesso Castello di San Giusto (oggi sede del Museo del Castello e del Lapidario Tergestino).

In ultimo – per non dimenticare – la Risiera di San Sabba: costruito nel 1913 per la pilatura del riso, è stato un lager nazista (unico esempio in Italia) utilizzato per il transito, la detenzione e l’eliminazione di ebrei e prigionieri politici durante la Seconda Guerra Mondiale.

(Trieste, Sergio Endrigo, Fonit Cetra, 1981)

Fonte foto: comune.trieste.it

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