Londra: se lavori nella City devi fare pippa

Secondo recenti indagini, Londra è una delle città dove la vita è più stressante.

I ritmi di lavoro, le aspettative altissime e la frenesia quotidiana producono stress ed ansia in chi vive o lavora in città; i più stressati di tutti pare siano gli impiegati della City, soggetti a pressioni sempre più intollerabili per resistere alle quali hanno bisogno di una valvola di sfogo. Se no, ansia e stress, a lungo andare, danneggiano la salute ed il rendimento lavorativo.

L’alcol è un ottimo rimedio, i britannici ne fanno un uso abbondante, ma quando nemmeno il nettare di Bacco è più sufficiente, si deve ricorrere a qualcosa di diverso per svagare la mente e rilassare il corpo. 

Ci sarebbe la cocaina ma costa e si sa che i britannici sono un tantinello tirchi. 

Quindi se non basta l’alcol e se non si usano droghe, non rimane, ovviamente, che il sesso.

Forse così si spiega il successo di applicazioni come Tinder (per etero) e Grinder (per gay). 

Usarle è facile come usare Uber, solo che con Tinder e Grinder il giro non lo fai in automobile, ci siamo capiti, no? 

Apri l’applicazione e il GPS ti colloca nel punto esatto in cui ti trovi. Accanto al tuo puntino, si accenderanno altri puntini: sono coloro che, in quel momento, stanno cercando, come te, di combattere lo stress con la stessa cura omeopatica.

Occorre, quindi, selezionare la “medicina”: cliccando sui puntini si aprirà il profilo dell’iscritto, con tanto di fotografia e preferenze. 

Le preferenze sono molto importanti, perchè mica a tutti piacciono le stesse cose e, magari, lo stressato di turno ha bisogno di una prestazione particolare: una cosa fatta così, alla buona o troppo tradizionale, potrebbe non bastare. Perciò è bene andare sul sicuro, per non perdere tempo e per non rischiare di far aumentare lo stress.

Scelta la “cura”, c’è da sperare di essere ricambiati: si manda una richiesta, tipo le richieste di amicizia di Facebook, ma mirata ad uno scopo concreto (e “scopo” è la parola chiave), e si aspetta qualche secondo. Le risposte sono molto veloci, com’è d’uopo quando si tratta di un’emergenza. Scambiata una veloce chattata, avuta conferma, è fatta: basta andare nel luogo stabilito, usualmente la casa di uno dei due malati (di stress, chiaramente) e lì assumere la cura. Fatto. 

Così si abbatte l’ansia, almeno per un po’, e si può riprendere a lavorare secondo i ritmi richiesti.

Ma non sempre è così facile.

Ansia e stress, i mali dei tempi moderni, non sono semplici da debellare.

Che nostalgia di quelle belle epidemie di peste, quando bastava chiudersi in casa o allontanarsi di corsa se si sentiva un suono di campanelli!

Belli i tempi del colera: un po’ di attenzione al cibo ed all’igiene e via.

Ma stress e ansia sono nemici di ben altro valore: stanno sempre lì, in agguato, possono colpire in qualsiasi momento,  specie quando sei impreparato e senza difese. E allora cosa si fa? Cosa si fa se, per esempio, ti viene un’attacco d’ansia mentre sei in ufficio o se, d’un tratto, ti senti così stressato da non riuscire più a concentrarti? Mica puoi metterti lì, con Tinder o Grinder, scegliere, selezionare e poi andartene dicendo “vado a fare una trombatina anti stress e torno”?

No, il lavoro ha degli orari e si deve stare in ufficio.

E allora c’è poco da fare: come chi ha una voglia pazzesca di fumare una sigaretta ma, se sta cenando al chiuso, dovrà accontentarsi di accenderne una elettronica, così chi ha bisogno di rilassarsi ma sta in ufficio dovrà accontentarsi di un fai-da-te, letteralmente.

Il 43% degli intervistati da Metro, giornale distribuito gratuitamente a Londra, alla domanda che all’incirca era “ritieni che dovrebbe esserci una pausa pippa in ufficio?” ha risposto di essersela già presa.

Per un break dal lavoro i britannici farebbero qualsiasi cosa ma in questo caso non si tratta di pigrizia, affatto: qui parliamo di un bisogno vero e proprio. E di ambo i sessi, chiaramente.

Sarah, ad esempio, ha dichiarato di prendere la pausa di cui sopra quando si accorge di non riuscire più a concentrarsi; per fortuna ha sempre con sè il suo vibratore e voilà, più vigile che mai. D’altra parte il sesso fa aumentare la dopamina, il così detto ormone del benessere, e dopo ti senti una bellezza. 

Quello che non tutti sanno, poi, e che la sessuologa Samantha Evans ha spiegato, è che quel piacere è anche un antidolorifico per i dolori mestruali e, meraviglia delle meraviglie, riduce il rischio del cancro alla prostata. Se è vero, c’è un certo Tom che ne sarà immune: intervistato, ha dichiarato di assumere la”cura” due o tre volte al giorno, in ufficio. Il suo andrologo sarà orgoglioso di lui.

Ralph dovrebbe prendere esempio da Tom: se avesse fatto come lui, non si sarebbe trovato in difficolta quando, dovendosi alzare in piedi per una presentazione, è stato costretto a temporeggiare perchè la sua virilità si era destata, così, durante una riunione di lavoro.

Sì, c’è poco da fare, lavorare a Londra crea ansia e stress e a chi sta nella City non resta altro che… fare pippa. 

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