Londra è sicura per i nostri figli?

Si avvicinano le vacanze estive e molti mi domandano se mandare i loro figli a Londra per studiare l’inglese.

È una città sicura?

E i ragazzi impareranno la lingua?

In tutti questi anni in cui ho girato per Londra, non ho mai avuto la percezione di una città pericolosa e mi sono sempre sentita al sicuro, anche quando mi è capitato di tornare a casa, la notte, da sola. Ma io sono un’adulta ed in più so quali zone della città è meglio evitare.

Così, se avete in mente di mandare i vostri figli in vacanza qui, sappiate che in quartieri come Hackney o Tottenham Hale, gangs di ragazzi si accoltellano o si sparano con una frequenza che ha allarmato anche gli algidi britannici, tanto da spingere Sophie Linden, responsabile per la sicurezza della città, a dire “non possiamo fingere che non ci sia un problema e lo affronteremo”.

Intano tra febbraio e marzo a Londra sono stati uccisi 15 ragazzi ed alcuni sostengono che sia diventata una città più pericolosa di New York, dove i morti, nello stesso bimestre, sono stati 11.

Il problema è serio e profondo ed ha molto a che fare con l’integrazione.

Non si può negare che sia complicato mescolare tante culture diverse;  Londra ci ha provato e continua a farlo: città multietnica per eccellenza, ha accolto persone da ogni parte del mondo ed ha cercato di mescolarle insieme. Tuttavia, sembra essere  innato desiderio dell’uomo di vivere vicino a coloro che condividono la stessa cultura e le stesse usanze; così ci sono quartieri dove si sono raccolti gli indiani, altri dove tutto, anche le insegne, parla arabo, altri dove i più provengono dall’Africa e così via. No, noi italiani siamo ovunque, se ve lo state domandando, ma sono davvero finiti i tempi di Little Italy, dove  vivere vicino ai connazionali creava benessere. Oggi questa divisione genera una sorta di auto-segregazione: è come se lo sviluppo sociale, culturale ed economico non raggiungesse alcune aree della città, dove gli abitanti, seppur cittadini, restano chiusi nelle loro tradizioni e distanti dal paese dove vivono. E questo non può che generare disagio sociale. Chi cresce in questi contesti culturali, spesso, si emargina, si accosta solo a chi sente simile a sè e vede gli altri con una diffidenza che può diventare rabbia. E la rabbia genera violenza. Forse per questo gangs di ragazzi si affrontano quasi ogni notte in aree disagiate, ferendosi a coltellate o, peggio, uccidendosi in nome di un gruppo che li fa sentire accolti. Sono più di venti i ragazzi morti dall’inizio dell’anno, il più giovane aveva solo 16 anni.

Tutto questo non riguarda i vostri figli, certo, ma è opportuno che sappiate e che i ragazzi sappiano dove non andare, soprattutto la notte, a Londra. Forse faccio prima a dirvi dove andare, la notte. Avete preso la piantina della metropolitana,  distribuita gratuitamente in tutte le stazioni? Bene, la zona 1 è veramente tranquilla ma non spingetevi fino a Elefant and Castle, area che sta migliorando ma se la evitate la notte è meglio. Quando la sera andrete a Shoreditch, zona di movida giovanile, non fate i cretini: non bevete fino a stordirvi e non bisticciate con nessuno, vedrete che vi divertirete un sacco e non correrete rischi. Se poi vi fermerete, nel cuore della notte, ad aspettare l’autobus e verrete derubati, bè, ve la sarete cercata: le grandi città possono sempre essere pericolose.

Sempre la notte, evitate di passeggiare per l’East London, zona 2 e 3, con la sola eccezione di Canary Wharf che è super sorvegliata. Quanto a West London, la notte mi fermerei ad Holland Park e non andrei oltre. Non che manchino le telecamere della video sorveglianza, ma riterrei una magra consolazione poter rivedere il filmato in cui vengo accoltellata: non so voi, ma io preferisco evitare.

Anche le aree peggiori, sono normalmente tranquille di giorno, quindi potrete visitare Londra senza problemi. 

Se qualcuno avesse pensato di mandare i propri pargoli a Brighton, sappiate che di certo lì ci si diverte un sacco e non ho notizie di violenze frequenti. Poi, però, non stupitevi se tornano a casa parlando meno inglese di quando sono partiti: perchè alla sicurezza si può provvedere, ma imparare l’inglese quando si è attorniati da italiani, bè, per questo non c’è rimedio. E con questo rispondo anche alla seconda domanda: impareranno l’inglese? Molto probabilmente no. Però si divertiranno un sacco. 

foto: corriere.it

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