L’impatto ambientale dell’alimentazione a base vegetale

sfida-veganA partire dal Novecento e con la seconda rivoluzione industriale, il consumismo di massa ha trasformato la nostra vita quotidiana, non sempre in meglio. L’utilizzo delle automobili a larga scala e l’uso del petrolio e dei suoi derivati come fonte di energia, sono stati la causa prima dell’inquinamento ambientale.

Fumi, polveri delle sostanze bruciate e ceneri finite nell’atmosfera, tornati al suolo e nelle acque, hanno provocato danni irreversibili.

Questo è un dato universalmente riconosciuto, tuttavia non tutti sanno che anche i nostri sistemi alimentari e le scelte alimentari quotidiane contribuiscono ad inquinare il pianeta.

Come?

Probabilmente storcerete il naso al solo pensare che un semplice panino al roast beef stia contribuendo al degrado ambientale del pianeta, eppure in qualche modo è così.

I dati della FAO

Il rapporto, “Tackling climate change through livestock: A global assessment of emissions and mitigation opportunities“, dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha evidenziato che il contributo del settore zootecnico alle emissioni globali di gas serra supera addirittura quello dei trasporti.

Le emissioni di metano e protossido di azoto, derivanti dagli allevamenti intensivi di carne di manzo e agnello, sono 250 volte superiori del biossido di carbonio come gas serra. Le principali cause di inquinamento sono: la produzione e la lavorazione dei mangimi (45 per cento del totale), il processo digestivo delle mucche (39 per cento), e la decomposizione del letame (10 per cento). Il resto è dovuto al trattamento e trasporto dei prodotti animali.

Alimentazione a base vegetale e impatto ambiente

Per ovviare in parte all’effetto delle emissioni di gas serra, possiamo optare per un’alimentazione a base vegetale.

A dirlo non sono solo vegetariani e vegani, tale affermazione trova riscontri anche su uno studio pubblicato dall’autorevole rivista Nature.

Esso ha rivelato che se non cambieremo regime alimentare, entro il 2050, assisteremo ad un aumento dell’80% delle emissioni globali di gas serra.

“Introducendo “una miscela di parti uguali delle diete mediterranee, pescaresi e vegetariane”, potremo sensibilmente diminuire tale spettro, tuttavia una dieta a base vegetale globale, (come dimostra tale studio) sarebbe la più efficace di tutte le diete nel conseguire una riduzione delle emissioni di gas serra, nonché una diminuzione della domanda di terreni agricoli e la compensazione del terreno”.

La dieta Vegan al top

La dieta vegana, sarebbe quella in grado di ridurre maggiormente le emissioni, come confermato da uno studio successivo. Adottare una dieta a base vegetale è, quindi, una delle scelte più ponderate per frenare il degrado ambientale e l’esaurimento delle risorse naturali della Terra.

Altri benefici della dieta vegan

Nel nostro pianeta quasi 800 milioni di persone soffrono di denutrizione e di forniture alimentari insufficienti.

L’acqua ed il 35% dei cereali in tutto il mondo vengono infatti somministrati al bestiame da allevamento (destinato soprattutto al mercato occidentale), mentre le popolazioni dei paesi del Terzo Mondo muoiono di fame.

Circa l’80% di tutta la deforestazione dell’Amazzonia è dovuta all’allevamento del bestiame.

La scelta di diete a base vegetale può promuovere la sostenibilità ambientale e garantire una fonte di sostentamento per milioni di essi umani.

Allora poniamoci davanti ad un imperativo morale: è meglio scegliere e difendere le diete a base vegetale per la salute del nostro pianeta e il benessere e la sopravvivenza delle generazioni future o pensare sempre e solo al nostro egoismo legato al “tutto e subito”?

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