L’Europa spiegata a tutti, ovunque, dalla Citizens’App

Lanciata dal Parlamento europeo l’applicazione mobile in grado di comunicare ai cittadini tutte le cose che l’Unione ha già realizzato, ha in corso di realizzazione o vuole realizzare. Un progetto rivoluzionario di contatto diretto con i cittadini sicuramente generato dalla necessità di affrontare le prossime elezioni europee a maggio con una popolazione più informata. In grado pertanto di fare le proprie scelte liberamente, ma anche maggiormente protetta dalle ormai insidiose fake news, sempre in agguato e numerosissime in occasione delle consultazioni elettorali.  Nel palmo della mano si possono avere il ruolo del Parlamento europeo, le attività del momento e quelle programmate nel futuro. Le informazioni sono reperibili nell’applicazione, consultabile in 24 lingue, suddivise per località ed argomento. 

Con la Citizens’ App, scaricata gratuitamente dall’App Store e da Google Play, sarà possibile: avere notizia delle realizzazioni passate, presenti e future dell’Unione a favore  dei cittadini europei; venire a conoscenza di tutti gli eventi di potenziale interesse; trovare notizie di attività relative a 20 argomenti diversi ; visualizzare video, presentazioni, podcast ed altri prodotti multimediali; vedere su mappa l’esito delle ricerche filtrate. 

L’applicazione può essere personalizzata e in tal caso consente di: scegliere la lingua UE preferita; trasferire gli eventi al calendario personale; avere notifiche su argomenti di interesse; trattare le iniziative con il feedback; condividerle sui social media, tramite SMS o e-mail. Con la Citizens’ App si può entrare con grande facilità nel sito web “Cosa fa per me l’Europa”, nato recentemente proprio per fornire informazioni ai cittadini dell’UE.

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Dichiarazioni del Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in occasione del lancio ufficiale della presidenza rumena a Bucarest

Il Presidente Tajani ha aperto il suo intervento con gli auguri per un anno cruciale che vedrà la Presidenza rumena guidare il lavoro del Consiglio dell’Unione in un periodo particolare. che precede le elezioni europee e la nascita di nuovi leader, che assumeranno la responsabilità delle istituzioni UE mentre i cittadini  invocano con sempre maggiore insistenza un’Europa più efficace.

“È quindi essenziale lavorare tutti insieme – ha affermato il presidente del Parlamento europeo – per creare un’Europa più rispondente alle esigenze dei suoi cittadini, che sia in grado di rassicurarli e risolvere i loro problemi. Ecco perché apprezzo in particolare il motto scelto per la presidenza rumena: “Coesione, un valore europeo condiviso”, che testimonia la volontà di garantire che nessuno sia lasciato indietro.”

 “È essenziale che il prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE – ha proseguito Tajani – sia orientato dalle politiche, rispecchi le priorità dei cittadini per un’Europa efficiente. Sarebbe un grave errore fare tagli nei fondi di coesione e nella spesa agricola. Vogliamo un bilancio che stimoli gli investimenti nell’economia reale. Vogliamo sviluppare moderne infrastrutture europee, investire molto di più nella ricerca e nell’innovazione e sostenere i veri motori dell’economia, le piccole e medie imprese. Se l’Europa vuole essere competitiva, dobbiamo adottare un approccio molto più ambizioso. Abbiamo bisogno di mettere da parte più risorse per favorire la transizione energetica e l’economia circolare, entrambe essenziali per il futuro del nostro pianeta. Il Parlamento europeo ha adottato un progetto di bilancio commisurato a tali priorità.”

 “Il voto sulla Brexit, le guerre commerciali, le proteste dei cittadini e l’emergere di movimenti nazionalisti – ha detto il Presidente Tajani nelle sue conclusioni – non ci lascia altra scelta che rivedere il corso da prendere. Dall’inizio del mio mandato, ho accolto favorevolmente in Parlamento 14 capi di Stato e di governo europei per discutere con i deputati europei di ciò che è necessario fare per cambiare l’Europa. Vorrei ringraziarvi, Presidente Iohannis, per il vostro prezioso contributo. La Romania deve svolgere un ruolo centrale nella formazione di una nuova Europa. È l’essenza del vertice di Sibiu che si terrà il 9 maggio. L’onere è su di noi per fare dei veri progressi. Abbiamo bisogno di progressi nella revisione del regolamento di Dublino, che non può più aspettare; sulla creazione di un mercato interno più equo in cui tutti, compresi i giganti del web, paghino le tasse e i giochi secondo le regole; su un’agenda digitale ambiziosa; al completamento dell’Unione bancaria; sulla creazione di una governance economica efficace e democratica; sulla creazione di condizioni di parità per un commercio aperto ed equo. Dobbiamo anche salvaguardare il diritto dei nostri cittadini a votare liberamente nelle prossime elezioni europee, garantendo che la campagna elettorale non venga distorta da notizie false destinate a manipolare gli elettori.”

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Anteprima della sessione plenaria 14-17 gennaio a Strasburgo

Bilancio della presidenza austriaca e discussione sulle priorità della presidenza rumena. 

Il Parlamento e il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, nel dibattito con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, esamineranno i risultati degli ultimi sei mesi della presidenza del Consiglio UE, compreso lo stato di avanzamento dei negoziati sul bilancio a lungo termine. 

Il primo ministro Viorica Dăncilă presenterà le priorità della presidenza rumena iniziata l’1 gennaio, tutte incentrate sulla coesione e i valori comuni, la sicurezza e il rafforzamento dell’Europa a livello globale.

Vertice UE di dicembre e riforma di Dublino. 

Gli eurodeputati discuteranno e faranno il punto sui risultati della riunione dei capi di Stato e di governo del 13-14 dicembre a Bruxelles, che aveva all’ordine del giorno, tra l’altro, il bilancio a lungo termine dell’UE, le relazioni esterne, i flussi migratori e il mercato unico. 

Seguirà altro dibattito con il Consiglio e la Commissione sulla riforma della politica europea di asilo e immigrazione, che registra una situazione di stallo. Particolare attenzione sarà posta all’assenza di progressi nell’aggiornamento del regolamento di Dublino che, come noto, stabilisce a quale Paese europeo deve essere presentata la domanda di asilo.Alla luce degli ultimi sviluppi nel Mediterraneo, con Paesi che hanno deciso di non accettare lo sbarco di richiedenti asilo e migranti, si discuterà su come migliorare la gestione dei flussi migratori verso l’Europa e su come ripartire le responsabilità tra gli Stati membri dell’UE. 

Pesticidi. 

Saranno votate proposte per rendere più trasparenti e affidabili le procedure UE di approvazione dei pesticidi. La relazione finale della commissione speciale sui pesticidi prevede, tra l’altro, l’accesso del pubblico agli studi, agli elementi di supporto e alle informazioni utilizzati nella procedura di autorizzazione di un pesticida, nella competenza dell’EFSA-Autorità europea per la sicurezza alimentare. Viene anche ritenuto poco trasparente il fatto che il richiedente l’autorizzazione possa scegliere uno Stato membro particolare per riferire all’EFSA sull’approvazione del pesticida.

Stato di diritto.

I Paesi che non lo rispettano possono perdere i fondi dell’UE. Discussione e voto degli eurodeputati per approvare norme in grado di bloccare i pagamenti agli Stati che non lottano adeguatamente contro la frode e la corruzione. In presenza di “carenze generalizzate dello Stato di diritto”  che mettono a rischio la gestione dei fondi europei, la Commissione potrebbe proporre interventi, dalla riduzione dei prefinanziamenti fino alla sospensione dei pagamenti, da sottoporre all’approvazione del Parlamento e del Consiglio. Alcune garanzie particolari sono state previste dai deputati della commissione per il bilancio per far giungere i pagamenti, nel caso di sospensione dei finanziamenti, ai beneficiari finali quali ricercatori o organizzazioni della società civile.

Discussione e voto anche per un consistente aumento dei finanziamenti per il ‘Programma Diritti e Valori’ 2021-2027, destinato alla promozione dei diritti fondamentali, della democrazia e dello Stato di diritto nell’Unione europea, con appoggio finanziario anche per le organizzazioni della società civile che li sostengono.

Alcune norme aggiunte dagli eurodeputati della commissione per le libertà civili prevedono che i Paesi UE coinvolti in procedure relative allo Stato di diritto possono perdere la gestione dei fondi ricevuti per questo scopo. Viene da loro richiesta anche una procedura rapida per la concessione di fondi, a favore del dialogo democratico, agli Stati  con i valori fondanti dell’UE in pericolo.

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