Le scienze forensi dalla fiction alla realtà

crime-scene-thumb5473395Dodici anni or sono un delitto atroce sconvolgeva gli italiani. Una madre come tante viene accusata dell’omicidio del figlio di tre anni, ucciso barbaramente mentre dormiva nel letto dei genitori. La donna nega e respinge ogni accusa, ma le prove sembrano essere contro di lei, in casa non c’è traccia dell’ingresso di estranei e dopo anni di processi, perizie e pareri contrastanti si arriva alla condanna. 

È stata lei, ma non lo ricorda, ha rimosso ciò che la sua coscienza non avrebbe mai potuto accettare,  l’atto contro natura per eccellenza, l’omicidio di un figlio da parte di una madre. 

La vicenda, tra le più terribili, scuote l’opinione pubblica e la divide tra innocentisti e colpevolisti. La televisione viene invasa da esperti che espongono in maniera minuziosa e con dovizia di particolari le loro teorie su come si possano essere svolti i fatti, si studia il caso ed i suoi protagonisti in modo quasi morboso, la gente vuole capire cosa è successo e perché.  

Prima ancora di chiudere le indagini e giungere in un’aula di tribunale, periti e consulenti si scontrano nei salotti televisivi. Ha inizio il primo processo mediatico della storia. 

Questo delitto, che verrà ricordato per l’efferatezza con cui è stato commesso e per il dubbio, per molti ancora vivo, sulla reale colpevolezza di questa madre, resterà nella memoria di molti anche perché, per la prima volta, si inizia a parlare di DNA, di Luminol, di B.P.A., di perizie psichiatriche, insomma delle scienze forensi. 

Ma di cosa si tratta esattamente?

Le scienze forensi sono tutte quelle scienze che trovano applicazione in campo investigativo e che hanno il fine di accertare in sede giudiziale un fatto delittuoso. 

La balistica, la tossicologia, la genetica, la dattiloscopia, la medicina legale, l’entomologia, l’informatica, la chimica e la psicologia sono solo alcune delle scienze applicate all’investigazione sul crimine e propriamente dette “forensi.”  

Molte hanno un’origine antica, altre come l’informatica forense o la B.P.A. (ovvero l’analisi delle macchie di sangue presenti sulla scena dell’evento) sono, invece, legate ai progressi e alle scoperte in campo scientifico e tecnologico e si avvalgono di metodologie innovative. 

Ciascuna di esse dà il suo apporto prezioso alla ricostruzione dei fatti, permettendo di unire e far combaciare, come in un puzzle, tutti gli elementi a disposizione degli investigatori. 

Lo studio delle tracce presenti sul luogo dell’evento, ovvero la criminalistica, è la base da cui partire ed alla quale si affianca il lavoro del criminologo che studia il reato, le sue modalità esecutive, il reo ed il suo comportamento. 

La presenza di esperti, o sedicenti tali, nelle numerose trasmissioni televisive che trattano di crimini, ha fatto nascere intorno alle scienze forensi una curiosità ed un interesse sempre maggiori, ma, allo stesso tempo, ha portato anche ad una disinformazione generale sul tema, per cui si è convinti che l’indagine su un delitto si svolga, ormai, solo ricorrendo all’utilizzo delle nuove tecnologie, i cui risultati vengono considerati, a torto, infallibili. 

La conseguenza è quella di disumanizzare il metodo investigativo e pensare che la presenza della cosiddetta “prova scientifica” (classico l’esempio del DNA di uno degli indagati trovato sul luogo del delitto) sia da sola sufficiente a risolvere il caso, portando ad esiti paradossali in più di un processo e dimenticando che sugli indizi e le prove bisogna ragionare con metodo e rigore per evitare di incorrere in errori a volte irreparabili.  

Ciò non significa, però, sminuire il ruolo della prova tecnica, anzi. 

Il contributo delle scienze forensi alle indagini è fondamentale ed irrinunciabile, ma non può essere ridotto all’utilizzo di un macchinario o all’applicazione di una regola scientifica.  

I progressi tecnologici e scientifici degli ultimi anni hanno portato a sviluppare tecniche e metodi di indagine di grande precisione ed affidabilità, ma a differenza di ciò che accade in un episodio di C.S.I. in cui bastano pochi minuti per ottenere il risultato di un test e trovare il colpevole, non è tutto così semplice ed immediato e, soprattutto, non è tutto affidato alle nuove tecnologie. 

Dietro ad ogni esame, infatti, c’è un professionista esperto che alla preparazione accademica unisce quella pratica, poiché non basta sapere, ma bisogna anche saper fare. 

Allo stesso modo se è vero che gli strumenti di laboratorio sono in grado di analizzare una traccia meglio di un uomo, non va mai dimenticato che quella traccia va prima di tutto trovata e bisogna saperla trovare.

I veri esperti delle scienze forensi non sono i protagonisti delle fiction televisive, né i “tuttologi” onnipresenti in televisione, ma professionisti e ricercatori di comprovata serietà che si adoperano ogni giorno con impegno e passione per dare un contributo reale alla risoluzione di crimini e, quindi, all’attuazione della giustizia.  

Se è giusto che i media facciano informazione, trattando i numerosi fatti di cronaca nera e le relative vicende giudiziarie, è anche, però, necessario precisare che, spesso, ciò che viene messo in scena nei vari programmi di approfondimento, è puro e semplice intrattenimento, nulla di più. 

La realtà è tutta un’altra cosa e per risolvere un caso non basta un plastico né il giusto profilo televisivo. 

di Gloriana Rescigno

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