Le cialtronate di Boris

Non so voi ma io inizio ad essere infastidita.

Sono anni che siamo noi ad essere in testa alla classifica, il primo premio per le cialtronate dette o fatte dai politici è nostro da tempo. Manco c’era più battaglia: come puoi competere con il “bunga-bunga”, diventato noto in tutto il mondo? Come fai a superare le particelle che vanno dal Gran Sasso a Ginevra passando per il tunnel del Cern e come fai a battere chi arriva in Austria attraverso il tunnel del Brennero che non esiste?  Per non dire dei comizi in spiaggia, colpo da maestro che, pensavamo, ci avrebbe assicurato la vittoria anche quest’anno.

E invece niente, eravamo in testa con grande distacco e poi arriva Boris Johnson e sconvolge la classifica. Che rabbia!

Eletto a grande maggioranza alla guida del partito, si è subito lanciato in proclami decisi e determinati: il 31 ottobre brexeremo, non sento ragioni. 

Fosse la volta buona, gli abbiamo risposto tutti, con ‘sta Brexit state mettendo a dura prova la pazienza di tutti.

Ormai tutti sanno che, perchè la Gran Bretagna esca dall’Europa, occorre un accordo, se no il costo dell’uscita sarà altissimo. Ma l’unico deal raggiunto dal governo di Theresa May non è stato approvato; i britannici vogliono altro anche se non si sa bene cosa. E poichè, qualunque cosa sia, non la stanno ottenendo, Boris era impantanato tra un’Europa che non offre più di quanto abbia già proposto e la Camera dei Comuni che pretende un nuovo deal.

Fosse stato italiano, il biondone primo ministro avrebbe chiesto “pieni poteri” ma siccome è britannico ha ottenuto la sospensione del Parlamento: per 5 settimane tutti in vacanza, il Governo deciderà senza dover consultare la Camera. Una trovata geniale e legittima, perchè, su richiesta del Primo Ministro, la Regina non può far altro che dire sì.

E da qui Boris Johnson ha preso il via per surclassarci.

Ha cominciato dicendo che, anche se un accordo non si raggiungerà, la UK uscirà dall’Europa perchè, ha precisato, “Hulk è sempre fuggito, non importa quanto fosse legato stretto, e questo è il caso di questo Paese”. 

Una dichiarazione appropriata da fare poco prima di incontrare Juncker. Giusta giusta per mettere tutti di buon umore. 

Pure Mark Ruffalo, l’attore che interpreta Hulk nei film della Marvel, si è sentito in dovere di difendere il suo personaggio: “Hulk lavora bene in squadra, non da solo. E comunque dentro di lui c’è sempre il Dottor Banner, con scienza e ragione”

Io mi sarei offesa. 

Boris ha tirato dritto.

“Con Brexit stiamo facendo enormi progressi”, ha annunciato poco dopo.

“Non sappiamo di cosa stia parlando” gli hanno risposto i funzionari dell’Unione Europea. E anche con questo si è portato avanti nella classifica.

Ma il colpo da maestro lo aveva già lanciato e gli è stato aggiudicato oggi: la Suprema Corte ha dichiarato illegittima la sospensione del Parlamento che la povera Elisabetta era stata costretta a concedergli.

“La decisione di consigliare a Sua Maestà di sospendere il Parlamento era illegale perché frustrava o impediva la capacità del Parlamento di svolgere le sue funzioni costituzionali” e per questo la Corte ha stabilito che “il consiglio dato dal Primo Ministro a Sua Maestà [di sospendere il parlamento] era illegale, nullo e senza effetto. Ciò significa che la decisione cui ha condotto era anch’essa illegale, nulla e priva di effetto e merita di essere annullata.” 

Tradotto dalla traduzione britannica all’italiano: Boris, sei stato un bugiardo, hai chiesto pieni poteri solo perchè non sapevi confrontarti con il parlamento. E hai mentito alla Regina. Vergognati.

E su questo si giocherà il punto della vittoria: proverà imbarazzo Boris? Si scuserà?  Si dimetterà, come da più parti, comprensibilmente, sollecitano?

Reazioni ufficiali, per adesso, non ci sono, staremo a vedere e incrociamo le dita: non è ancora detta l’ultima e, se si dimetterà, resteremo i primi in classifica. Almeno fino alla prossima cialtronata britannica.

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