La voce dei classici

SenecaQuidquid est ex his, Lucili, vel si omnia haec sunt, philosophandum est; sive nos inexorabili lege fata constringunt, sive arbiter deus universi cuncta disposuit, sive casus res humanas sine ordine inpellit et iactat, philosophia nos tueri debet. Haec adhortabitur ut deo libenter pareamus, ut fortunae contumaciter; haec docebit ut deum sequaris, feras casum.

“Qualunque sia l’ipotesi valida fra queste, o Lucilio, o anche se fossero valide tutte insieme, si deve osservare la filosofia; sia che i fati ci tengano stretti con una legge inflessibile, sia che un Dio signore dell’universo abbia disposto ogni cosa, sia che il caso spinga e agiti le vicende umane senza ordine, la filosofia deve tutelarci. Essa ci esorterà a ubbidire a Dio volentieri, alla sorte con fierezza; essa ti insegnerà a seguire Dio, a tollerare il caso.”

Leggo e rileggo queste righe del mio amatissimo Seneca, tratte dalle Epistole a Lucilio, opera scritta tra il 62 e il 65 d.C. Mi colpisce il PHILOSOPHANDUM EST, il monito ad osservare la filosofia, a seguirla, a farne un modo di vita. Mi colpisce ancora di più l’immagine del FATUM che SINE ORDINE IMPELLIT ET IACTAT le vicende umane, un’immagine quanto mai vigorosa e potente. Un destino che sballotta\tormenta e colpisce il corso della vita umana. È l’attualità dei classici, nostri contemporanei. Essi ci parleranno per sempre indicandoci la strada.

di Monica Cartia

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