La vera storia del contagio di Bojo

Solo l’altro ieri avevamo lasciato Elisabetta in raccoglimento e preghiera e un giorno dopo Bojo si becca il Coronavirus. Coincidenze? Non credo proprio!

Sia chiaro, non intendo che la Regina porti sfiga. 

Ritengo più probabile, invece, che l’Altissimo in Persona stia cercando di comunicare sia con lei che con il Primo Ministro.

Elisabetta ha un evidente bisogno di supporto: mentre la sua isola è in stato di assedio, la Sovrana si ritrova a combattere affiancata dall’erede al trono, allo stato prostrato dal nemico e rinchiuso in casa, dal coniuge, probabilmente deceduto e, se questo non bastasse, da Boris Johnson. 

La strategia difensiva di Bojo è stata sin dall’inizio originale: incurante dell’esperienza di altre nazioni che avevano chiuso tutti in casa, lui ha deciso di attrarre il nemico in un tranello mortale, lasciando che si diffondesse liberamente.

Così, mietendo vittime su vittime, l’avversario si sarebbe sfiancato fino a divenire innocuo.

L’Altissimo, dall’Alto, ha chiuso gli occhi e scosso la testa così violentemente che ha spazzato via le nubi dal cielo di Londra, scagliandole tanto lontane che, da allora, sulla città splende il sole: da due settimane il tempo è meraviglioso e le temperature sono miti. Viene chiamato “effetto Bojo”.

Se le dichiarazioni del Primo Ministro hanno avuto risultati positivi sul clima, non altrettanto li hanno ottenuti nella lotta al nemico: il virus si è espanso indisturbato, portando con sè sofferenza e paura. 

E non ha mostrato cenni di affaticamento.

A questo punto, Boris ha cambiato strategia: stiamo tutti in casa e chiudiamo bar, ristoranti, palestre, clubs, negozi. 

“Era ora!”, ha esclamato l’Altissimo e non solo Lui.

Peccato che gran parte delle attività non siano state obbligate a chiudere e che le metropolitane abbiano continuato ad essere affollate. 

Ma Boris ha rassicurato la nazione: in ogni aggiornamento quotidiano, ha ripetuto  di “stay at home” e ribadito che “we need to protect the NHS”, dobbiamo proteggere il servizio sanitario pubblico… Adesso lo dobbiamo proteggere? Adesso, dopo aver fatto diffondere il virus nel vano tentativo di sfiancarlo, adesso dobbiamo preoccuparci dell’NHS?

Deve essere stato a questo punto che l’Onnipotente non ne ha potuto più.

“Ma io non ci sto capendo niente, che vuole fare questo? Prima vuole infettare tutti, poi non vuole che finiscano in ospedale… sta confondendo pure me!”

“E pensa come sto messa io!” gli ha risposto Elisabetta, che ha una certa confidenza con l’Altissimo perchè pare abbia avuto modo di incontrarlo in gioventù.

Così il Creatore è stato costretto a muoversi:

“Non è mia abitudine intromettermi nelle questioni umane ma questo mica può fare così! Mica può mandarmi qua tutti i britannici! Ci sono delle regole, dei flussi migratori da rispettare, dei tempi! Qui si rischia di intasare il Cielo!”.

Ed è così che Boris è risultato positivo al Covid-19.

E, mentre c’era, l’Onnipotente ha infettato anche il Ministro della Sanità e, probabilmente, il capo dell’ufficio medico, Chris Whitty. 

Patrick Vallance, il consigliere scientifico, per ora non sembra contagiato ma è probabile si tratti solo di una dimenticanza.

“Dio sia lodato!” ha esclamato la Sovrana alla notizia.

“Sempre, Elisabetta, sempre!” ha risposto Lui ed è rimasto lì a guardare, semmai fosse necessario intervenire di nuovo.

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